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giovedì 28 settembre 2023

10. Preparando Ia maturità

Si avvicinava il tempo degli esami. Ormai a scuola non si combinava più nulla così i miei decisero di mandarmi dagli zii al mare dove avrei potuto completare la preparazione in tutta calma e senza distrazioni.

Gli infatti zii erano piuttosto severi. Inoltre mio padre li aveva avvertiti di tenermi d’occhio.
Così non riuscivo a muovermi come avrei voluto.
Siccome non potevano certo controllarmi. La maniera migliore per mettermi i bastoni tra le ruote era affidarmi il cuginetto di 12 anni. Una vera rottura di coglioni.
Una sera ero davvero incazzato. Anche quella sera sarebbe stata come le altre avrei accompagnato il cuginetto alla sala giochi! Le solite due palle! Non sapevo come mi sbagliavo!

Arrivammo. Giochino. Giochino. Ad un certo punto Maurizio viene a chiedermi altri soldi. Gli dissi di No. Che ne aveva avuti già abbastanza. Maurizio mi fa spallucce e dice che tanto lui sa come procurarseli. “In che senso?” Domando. “Quando non ci sei tu a sganciare devo fare da me…..” “Ho capito ma come fai a procurarti i soldi?” “Adesso ti faccio vedere.” Lo seguo verso il fondo della sala giochi dove si esce in un cortile sul retro. Maurizio si gira e mi dice “Non farti vedere!” Allora mi nascondo dietro una pila di casse.
Osservo Maurizio che passeggia nel cortile. Ad un certo punto da un angolo sbucano due tipi, avranno sui 35/40 anni. Anche loro cominciano a passeggiare nel cortile. Poi si avvicinano al mio cuginetto e gli dicono qualcosa. Lui annuisce. Tutti insieme vanno verso l’angolo da dove sono venuti i due tipi. La situazione mi preoccupa un po’. Li seguo. Mi nascondo dietro l’angolo, ma non riesco a vedere. Allora mi sposto sull’altro lato.
Si sono messi dietro una catasta di scatoloni. Mi avvicino per vedere meglio. I due si sono seduti e Maurizio è davanti a loro. Uno dei due dice “Dai facci vedere!” Vedo Maurizio che si abbassa i calzoncini e tira fuori il cazzo. Sono senza parole. Dovrei intervenire, ma sono bloccato. L’altro dice “Togliti la maglietta!” e il mio cuginetto, con fare esperto, si leva lentamente la t-shirt restando con il torso nudo.
I due hanno cominciato a toccarsi i cazzi ed a smaneggiarsi. Non so cosa fare! Sono combattuto tra andare a prenderli a pugni ed una certa eccitazione che mi sta prendendo.
Il primo si rivolge a Maurizio “Senti biondino, ti diamo il doppio se ti spogli completamente nudo!” Maurizio sembra pensarci un po’ su poi dice “Ok.” Fa per abbassarsi i pantaloncini, ma i due lo fermano. “No prima le scarpe!” Maurizio obbedisce. Si siede a terra e si slaccia le scarpe da ginnastica. “Ora le calze” I due ora hanno tirato fuori i loro uccelli in tiro e si masturbano. Maurizio si è tolto le calze ed e seduto a terra a piedi nudi. “Ora i calzoncini” Maurizio senza alzarsi si sfila i pantaloncini e rimane in mutande. A questo punto anche il mio uccello è in tiro, so che non dovrei, ma è più forte di me e comincio anch’io a segarmi. “Dai continua!” Dice uno dei due. Maurizio si alza e lentamente si abbassa le mutandine e se le toglie. E’ completamente nudo. Non ci avevo mai fatto caso, ma per avere 12 anni è ben formato. I muscoli, anche se ancora piccoli, sono ben disegnati e quel sederino sembra fatto di burro! “Avvicinati!” Dice uno dei due. Maurizio si sposta verso di loro. “Vieni qui. Siediti!” Maurizio si siede in braccio ad uno dei due che subito gli mette una mano sul culo. “A come sei morbido!” L’altro allunga una mano in mezzo alle gambe di mio cugino e comincia a giocherellare con il suo uccello, che in un attimo diventa duro. Anche questa è una sorpresa. Mio cugino deve essere piuttosto precoce perché il cazzo che vedo è di tutto rispetto considerata l’età. La scena è lasciva e schifosa, ma molto eccitante. I due fanno sdraiare Maurizio sulle loro gambe e lo toccano dappertutto mentre strusciano i loro uccelli su quel corpo di fanciullo. Io mi sto masturbando con foga. Uno dei due si abbassa e prende in bocca il cazzo di Maurizio, lui emette un gemito, direi che la cosa gli piace e che non deve essere la prima volta. Maurizio si inarca per favorire il pompino che si sta facendo fare. Poi comincia ad ansimare, dopo altre due ciucciate sborra nella bocca del tipo che si beve tutto avidamente,mentre l’altro ha le mani sul buco del culo di mio cugino e lo stuzzica con le dita. Maurizio si riprende. Si solleva. Osserva i due. Poi getta lo sguardo dietro per vedere dove sono. I nostri sguardi si incrociano. Mi fa l’occhiolino e si rivolge ai due. “Per un ragionevole sovrapprezzo potete avere il trattamento completo.” I due annuiscono energicamente. Maurizio si inginocchia davanti ai due e prende in bocca il primo dei due cazzi, mentre con una mano sega l’altro. E’ troppo! Ho il cazzo che mi fa male per l’eccitazione! Un ragazzino di 12 anni che spompina due adulti è troppo arrapante! Maurizio ora si alterna a succhiare i due cazzi fino a che tutti e due gli sborrano in bocca ed in faccia. Anch’io vengo nello stesso momento.
Maurizio si alza si ripulisce e comincia a rivestirsi. Poi prende i soldi dai due che si dileguano in fretta.

Maurizio viene verso di me “Visto. Non è difficile.” “Ma da quanto fai queste cose!” “Oho bhe dall’anno scorso. Me lo ha fatto vedere un mio amico.” “Ma sai che può essere pericoloso!” “No. Non ti preoccupare. So badare a me stesso. E poi un uomo con i suoi gioielli nella mia bocca è meglio che si comporti bene!”

Si allontana verso la sala giochi e va comprarsi altri gettoni per continuare a giocare.

Più tardi a casa ero a letto e ripensavo a quello a cui avevo assistito. Ero sconvolto. Ma….nello stesso tempo al pensiero il mio cazzo tornava duro. Avrei dovuto vergognarmi!

Nei giorni seguenti mentre studiavo ho osservato mio cugino con più attenzione. Era sempre il solito monello. Scherzi con gli amici (chissà qual’era quello che lo aveva iniziato), corse, pallacanestro, bici.

Passò qualche giorno tra libri e tesine. Un pomeriggio, dopo pranzo, Maurizio arrivò di corsa e disse “Sergio. Vado a giocare con i miei amici. Ci vediamo più tardi.” “Va bene, ma stai attento” “Ok.”
Lo guardo allontanarsi con tre dei sui amichetti, imboccano il sentiero che conduce al limite della spiaggia dove cominciano una serie di dune ricoperte di lunghi ciuffi d’erba. Un luogo ideale se uno non vuole farsi vedere. Dopo un momento di indecisione decido di seguirli.

Devo stare attento perché per un bel pezzo potrebbero vedermi. Salgono sulla prima duna. Ridono e si rincorrono. Raggiungo la cima della duna in tempo per vederli sparire in un canalone tra due dune più avanti. Anch’io mi avvicino. Salgo su una delle dune che delimitano il canalone e mi sporgo cercando di non farmi vedere.
Eccoli li. Si sono seduti sulla sabbia e chiacchierano. Forse mi sono sbagliato ed ho pensato male.
Un pomeriggio, dopo pranzo, Maurizio arrivò di corsa e disse “Sergio. Vado a giocare con i miei amici. Ci vediamo più tardi.” “Va bene, ma stai attento” “Ok.”
Lo guardo allontanarsi con tre dei sui amichetti, imboccano il sentiero che conduce al limite della spiaggia dove cominciano una serie di dune ricoperte di lunghi ciuffi d’erba. Un luogo ideale se uno non vuole farsi vedere. Dopo un momento di indecisione decido di seguirli.

Devo stare attento perché per un bel pezzo potrebbero vedermi. Salgono sulla prima duna. Ridono e si rincorrono. Raggiungo la cima della duna in tempo per vederli sparire in un canalone tra due dune più avanti. Anch’io mi avvicino. Salgo su una delle dune che delimitano il canalone e mi sporgo cercando di non farmi vedere.
Ecco
Ad un certo punto uno dei tre si alza e si mette dietro mio cugino. Maurizio adesso è seduto tra le gambe larghe dell’altro. L’amico appoggia la testa sulla spalla di Maurizio gli scosta la maglietta e comincia a leccargliela. Sento Maurizio dire “Dai Fabio smettila!” Ma l’altro insiste. Ha portato le mani davanti e sta accarezzando i capezzoli di mio cugino. “Fabiooo!” “Sai che così me la fai venire duro!” Detto fatto l’altro abbassa le mani e comincia a palpare l’uccello di mio cugino. Poi risale ed infila una mano nei calzoncini. Maurizio sospira e lascia fare.
Nel frattempo l’altro amichetto si sta pastrugnando l’uccello da sopra i pantaloni. Maurizio lo guarda e poi dice “Beh! A questo punto. Tu Simone che fai? Datti da fare!” Simone si alza, si avvicina ai due sfila la maglietta a mio cugino e comincia a succhiargli i capezzoli. Poi scende verso l’addome, poi più giù fino a sfiorare con la bocca il cazzo di mio cugino che adesso, libero, è saldamente nelle mani di Fabio. Così come io ho preso il mio e mi sto masturbando.

Simone afferra i pantaloni e mutande di mio cugino e glieli sfila completamente ora Maurizio è nudo ed il suo cazzo svetta in tutto il suo splendore.
I due ci si buttano sopra succhiandolo insieme. Maurizio mugola “Bravi! Così! Ingoiatelo tutto!” Sono sbalordito. Hanno più meno tutti sui 12 13 anni e sono già così precoci!
Maurizio intanto con una mano si è infilato nei pantaloni di Fabio e gli sta palpando il culo. Questo si affretta ad abbassarsi calzoni e mutande per facilitare l’operazione che sembra non dispiacergli affatto.
Maurizio comincia a solleticargli il buchetto. Poi lo gira e comincia a leccarglielo. Fabio sembra gradire molto. Ora Maurizio infila un dito nel culo dell’amico che mugola con soddisfazione. Fabio smette di succhiare l’uccello di Maurizio, si alza e si spoglia completamente, poi scosta Simone e si mette a cavalcioni di mio cugino, dirige il cazzo di Maurizio verso il suo culo e si impala sul quel bel cazzo giovane.
Accidenti ci sanno fare i ragazzini! Io intanto mi sto segando a più non posso. Fabio comincia a cavalcare il cazzo di Maurizio, mentre Simone gli ha infilato il suo in bocca.
E’ davvero eccitante, mi sposto per vedere meglio ed improvvisamente la duna frana leggermente. Una pioggia di sabbia raggiunge il tre che sollevano le teste e mi vedono.
All’inizio sembrano spaventati. Poi interviene mio cugino. “Aha, abbiamo uno spettatore.” “Non preoccupatevi di mio cugino è un amico. Dai Sergio vieni giù così vedi meglio.”
Scendo lungo la duna e mi avvicino. Fabio ha ripreso a farsi sfondare il culo ed ansima di soddisfazione. Simone ha cambiato lato ed adesso si fa spompinare da mio cugino mentre Fabio gli lecca il culo. Io ho tirato fuori il mio cazzo e mi sto masturbando alla vista di quella scena fantastica. “Guardate ragazzi. Quello è un cazzo vero!” Dice Maurizio rivolto verso di me. “Simone pensaci tu” Simone si avvicina. Penso che non posso farlo, che sono ragazzini, ma l’eccitazione è troppa. Simone mi prende in mano l’uccello e comincia a farmi una sega, poi si avvicina e comincia a leccarmi la cappella Poi piano cerca di metterselo in bocca, certo il mio cazzo è più grosso dei loro, ma il ragazzino deve avere esperienza perché dopo un po’ se l’è ingoiato quasi tutti e succhia meravigliosamente.
Maurizio si alza lasciando Fabio e comincia a leccare il culo a Simone, poi lo incula senza preavviso il ragazzino geme, ma continua a succhiarmi mentre viene sfondato da mio cugino che mi guarda con aria da furbo. “Ti piace cugino?” “Direi di sì dalla tua faccia” “Dacci dentro Simo, vedrai che bella sborrata avrai” Ed ha ragione sto quasi per venire, vorrei togliermi dalla bocca del ragazzino, ma Maurizio gli spinge giù la testa ed appena mi vede sussultare aumenta la velocità dell’inculata e dice “Dai frocio! Bevi! Beviti una vera sborrata da maschio!” Simone cerca di fare del suo meglio, ma la mia sborra calda cola fuori dagli angoli della bocca. Fabio si avventa sull’amico e comincia a leccare tutto quello che Simone non riesce ad ingoiare. Maurizio nel frattempo sta riempiendo il culo dell’amico di sborra calda. Poi i due si danno da fare a ripulirmi il cazzo che adesso si sta ammosciando. Maurizio si avvicina. Mi da una strizzata alle palle. Sorride. “Benvenuto nel club!” Si riveste e si allontana seguito dai due amici lasciandomi li con i boxer calati come un imbecille.

La sera a casa, in camera (io e Maurizio dividevamo la stessa camera) non sapevo come comportarmi.
Maurizio sembrava indifferente. Rideva e faceva lo stupido come al solito. Dopo aver guardato un po’ di TV decidemmo di andare a dormire. Io andai in bagno. Poi con indosso solo i boxer mi infilai nel letto.

Anche Maurizio andò in bagno uscendo spense la luce. Sentii che si avvicinava. “Sergio? Dormi?” “No” “Senti posso dormire nel letto con te” “Non credo che sia una buona idea” “Dai ti prego! Stasera solo. Ho un po’ freddo” “Va bene, ma cerca di non agitarti troppo” “Va bene. Grazie.” Sento che solleva le coperte e si infila sotto le lenzuola.
Poi si avvicina e si accoccola alla mia schiena. “Maurizio. Dai” Con la mano faccio per allontanarlo e sente la sua pelle fresca sotto le mani. “Perché non hai messo il pigiama” “Neanche tu ce l’hai” La mia mano è posizionata all’incirca sul suo fianco, scendo verso il basso e sento che non indossa niente è completamente nudo!
“Maurizio. Senti quello che è successo oggi non può ripetersi sei, siete troppo giovani.” Intanto però non riuscivo a staccare la mano da quelle chiappe nude. Maurizio non dice niente. Ha appoggiato una mano all’elastico dei miei boxer e comincia ad infilarci dentro le dita. “No Maurizio. Non possiamo” Ma lui ha capito che non resisterò molto. Il cazzo è gia duro. Ed anche il suo che sento appoggiato al mio culo. Piano piano ha infilato la mano nei miei boxer ed adesso li sta abbassando lentamente, me li fa scivolare lungo le gambe fino a togliermeli. Ora mi abbraccia sento il suo cazzo muoversi tra le mie chiappe e la cosa mi eccita! Gli prendo la mano e gliela metto sul mio cazzo, lui lo afferra e comincia a segarmi piano, intanto si sposta e mi infila il suo cazzo tra le gambe e comincia a fottere. Entrambi ansimiamo. Ad un certo punto mi giro e gli prendo il cazzo in mano cominciando a masturbarlo. Lui si allunga deliziato e si mette supino. Mi avvicino e gli bacio i capezzoli, poi comincio a succhiare. Anche questo gli piace. Maurizio ha sempre il mio uccello in mano e lo strizza. Scendo con la lingua verso l’inguine. Sa di buono. Arrivo vicinissimo al suo cazzo rosa con quella cappella purpurea che odora di bagno schiuma e borotalco è una tentazione irresistibile. Comincio a leccargli la cappella, poi tutta l’asta fino alle palle, le succhio e Maurizio mugola di piacere. Poi risalgo, Bacio la punta del suo cazzo e lentamente me lo faccio scivolare in bocca. Lui comincia a muoversi facendomelo scorrere dentro. E’ buono e la sensazione che sento con la bocca riempita da un altro cazzo fa rizzare il mio come non mai. Maurizio si stacca, mi viene sopra. Mi infila il cazzo in bocca e poi si abbassa a succhiare il mio. So che è un esperto ed infatti la goduria è fantastica. Continuiamo così fino a che entrambi non sborriamo uno nella bocca dell’altro. Sono esausto. Mai avuto un pompino così! Maurizio si solleva e si accoccola di fianco a me appoggiando il suo giovane corpo nudo al mio. E’ una sensazione fantastica. Ci addormentiamo uno nelle braccia dell’altro.

Dopo quell’episodio era tempo per me di tornare a Milano per gli esami salutai il mio cuginetto con un abbraccio e gli promisi che sarei tornato a trovarlo.

08. Finalmente primavera!

Dopo un inizio anno straordinariamente spumeggiante, il resto dell’inverno passo tra scuola e qualche lavoretto. Ogni tanto riuscivamo a trovarci con Alberto per qualche fugace momento di tenerezza e di sesso.
Poi tutto cambiò quando mio padre decise che dovevamo cambiare casa.

Come sempre accadeva in questi casi tutto fu rapido, in meno di un mese era già tutto organizzato lasciammo la zona sud ovest di Milano per trasferirci ad est in periferia vicino all’aeroporto di Linate.

Fu uno shock per tutti. Chi più chi meno lasciava qualcosa, amici, abitudini, luoghi…..

A marzo eravamo già nella nuova casa che, se non altro era molto bella e decisamente più grande, con un bel giardino ed una grande taverna.

Per un po’ con Alberto tenemmo i contatti, ma io avevo cambiato scuola, e spostarsi dall’altra parte della città richiedeva molto tempo. Lentamente i rapporti si allentarono fino a ridursi a qualche telefonata sporadica.

Il trasloco, la perdita degli amici, il dover ricominciare da capo con nuovi compagni a scuola, tutto questo mi aveva un po’ depresso. Però c’era un fatto positivo: l’inverno era finito e la primavera si annunciava splendida.
Il nuovo quartiere era molto verde ricco di giardini ed aree verdi. A poca distanza c’erano il parco Lambro, il parco Forlanini e l’Idroscalo e non vedevo l’ora di andare in esplorazione.

Maggio! Per il mio 17° compleanno i miei mi regalarono un mountain bike nuova fiammante, meravigliosa. Visto che le giornate erano già bellissime decisi di provarla subito.

Un sabato pomeriggio presa la mia bici nuova e mi avviai lungo v.le Forlanini verso l’Idroscalo. Lasciato il trafficatissimo viale imboccai la rivoltana che costeggiava il parco dell’Idroscalo finché trovai l’ingresso, entrai nel parco e cominciai la mia esplorazione.
I percorsi correvano tutto intorno al lago artificiale, su un lato costeggiavano l’area attrezzate dove c’erano le gradinate utilizzate per le manifestazioni sportive e le darsene delle società di canottaggio, poi c’era un area adibita a spiaggia con tanto di pedalò; continuando i sentieri si ramificavano da un lato continuavano a seguire le sponde dell’invaso, mentre dall’altro si infilavano tra la vegetazione.
La diramazione verso il bosco era la naturale continuazione della pista ciclabile quindi mi diressi in quella direzione. Più ci si allontanava dalla zona spiaggia meno erano le persone in giro. Tutto era molto quieto e piacevole. Ad intervalli regolari c’erano delle piazzole con le panchine, una cabina telefonica ed una casamatta in cemento che conteneva i servizi.
Ormai erano un paio d’ore che pedalavo ed avevo bisogno di andare in bagno, così mi fermai ad uno dei servizi, fissai la bicicletta ed entrai a pisciare. Mentre stavo uscendo incrociai un signore di mezza età e dallo sguardo che mi diede compresi subito il tipo. Uscii e ripresi al mia bici e la mia strada. Mentre pedalavo notai che c’erano parecchi maschietti in giro in quella zona, molti passeggiavano o come me pedalavano, altri stazionavano sulle panchine nei pressi dei bagni.
Ormai era tardi, ma mi riproposi di approfondire l’esplorazione dell’area……

Il giorno dopo decisi di riprendere da dove avevo lasciato il pomeriggio precedente. Rifeci l’intero percorso fino ad arrivare nella stessa zona del giorno prima.
Osservai con attenzione come si muovevano le cose: scoprii un interessante andirivieni nei bagni pubblici, in due in particolare, ma anche alcune diramazioni del sentiero principale che si inoltravano tra i pini.
Mi misi anch’io seduto su una panchina vicino ad un bagno ad osservare. Vidi entrare un vecchio e subito dopo un tipo sui 50, si trattennero per un bel po’ di tempo il che mi fece immaginare cosa potessero fare….
Poi si avvicinò un ragazzo sulla 30na portando la bici a mano, anche lui cominciò a cazzeggiare, mi diede un paio di occhiate, ma poi si allontanò, poco dopo arrivò un altro ragazzo, si guardò in giro poi entrò nei bagni. Il 30enne lo seguì dappresso. Ora ero davvero incuriosito. Fissai la bicicletta ed entrai anch’io nei bagni. Sembravano deserti, ma c’era una sola porta chiusa…..mi avvicinai cercando di non fare rumore, ed origliai i suoni ed i gemiti che si sentivano non lasciavano alcun dubbio: li dentro qualcuno si stava divertendo parecchio.

Uscii dai bagni per tornare alla bicicletta e vidi un ragazzo che si incamminava per un sentiero che da dietro i bagni raggiungeva la strada, lo seguii con lo sguardo e vidi che una volta attraversato sembrava seguire un altro sentiero protetto da una rigogliosa vegetazione di cespugli.
Parecchio incuriosito decisi di seguirlo.
Presi la bici ed attraversai la strada imboccando il sentiero, che si snodava tra piccoli alberi e cespugli fino a raggiungere una roggia e di lì in poi a costeggiarla. Non vedevo più il ragazzo e per un momento pensai che mi ero sbagliato e che forse era meglio tornare indietro. Poi una figura sbucò da un ramo laterale del sentiero, era un altro ragazzo, solo che questo era completamente nudo! Restai ad osservarlo allontanarsi. Proseguii fin a dove il sentiero sembrava uscire in una spazio aperto. In effetti dopo l’ultimo cespuglio si apriva un area libera che costeggiando un ansa della roggia creava un declivio verso l’acqua lungo il quale almeno una decina di uomini stavano sdraiati a prendere il sole completamente nudi. Mi avviai in quella direzione e passeggiando passai in mezzo a loro. Sentii le loro occhiate. Poi mi fermai sul finire del declivio, appoggiai la bicicletta a terra e mi sedetti fissando l’acqua. Con la coda dell’occhio vidi il ragazzo che aveva attraversato poco prima che si era posizionato poco sotto di me e si stava togliendo le scarpe, poi si sfilò la maglietta, quindi i jeans restando in mutande. Sollevò lo sguardo e mi vide mentre lo osservavo. “Ehi, qui non si viene solo per guardare. Se vuoi guardare devi anche fare vedere.” E sorrise strizzandomi l’occhio. Alcuni lì vicino che avevano sentito ridacchiarono ed annuirono. In pratica mi stavano facendo notare che ero l’unico completamente vestito. Ora il ragazzo si era levato anche le mutande ed il suo cazzo, assolutamente interessante era bene in vista appena coperto da un cespuglio di peli biondi. Il ragazzo mi guardò di nuovo, incrociò le braccia e sorrise. “Beh?”. Mi alzai e cominciai con il levarmi le scarpe e le calze, poi la canotta e quindi i calzoncini, mi fermai mostrando al mio improvvisato pubblico il mio culo fasciato nelle mutande, poi le abbassai e le sfilai. Il ragazzo applaudì e si sdraiò a prendere il sole, vidi che il cazzo doveva aver gradito lo spettacolo perché era in semi erezione. Mi sdraiai a mia volta e la vista di quell’uccello mezzo in tiro mi provocò un erezione che non potei nascondere. Chiusi gli occhi cercando di pensare ad altro, ma improvvisamente sentii una mano afferrarmi l’uccello e cominciare a menarlo. Pensai fosse il ragazzo e rimasi li ad occhi chiusi a godermi quella sega, poi però sentii due mani che mi accarezzavano i capezzoli, intuii che qualcuno si era unito a noi. Aprii gli occhi e scoprii che a masturbarmi era uno dei tipi di mezza età che avevo notato tra i “bagnanti”. Anche l’altro era uno di loro. Non sapevo che fare, ma l’eccitazione ebbe il sopravvento e richiusi gli occhi lasciandoli fare. Dopo poco sentii qualcuno che mi baciava i piedi e poi iniziava a leccarli ed a succhiarmi le dita, era una sensazione nuova ma niente affatto spiacevole, sollevai la testa e vidi che era il ragazzo di prima che con grande gusto mi succhiava l’alluce ed intanto si stava masturbando. Il primo tipo intanto si era abbassato a leccarmi l’ombellico e poi scendendo la cappella, fino ad infilarsi in bocca il mio uccello e cominciare a spompinarmi. Gemetti. Il secondo tipo si inginocchio vicino alla mia faccia e mi porse il suo cazzone perché cominciassi a lavorarmelo, lo presi in bocca e comincia a succhiare. Ora sentivo che qualcuno si era infilato tra le mie chiappe e mi leccava il buco del culo e le palle, mentre qualcun altro mi stava leccando i capezzoli, aprii gli occhi e vidi che erano praticamente tutti intorno a me. Il ragazzo mi sollevò le gambe ed aprendomi bene le chiappe cominciò a fottermi con la lingua, questo mi fece rizzare il cazzo ancora di più. Mi presero le mani e le portarono ad altrettanti cazzi che cominciai a segare. Avevo un cazzo in bocca, due in mano, il buco del culo occupato da una lingua fremente e l’uccello alloggiato in una calda bocca: ero in paradiso!
Ora ansimavo, sentivo che l’orgasmo stava per arrivare, assecondavo con il bacino il ritmo del pompino che mi stavano facendo. Il tipo che stavo succhiando aumentò il ritmo, poi affondò l’uccello nella mia gola, lo tirò fuori e mi sborrò sulla bocca e sulla faccia cominciai a leccare avidamente la sborra calda. Uno di quelli che stavo masturbando mi infilò il cazzo in bocca e dopo un paio di affondi mi sborrò in faccia anche lui. Immediatamente dopo l’altro mi afferrò la mano e muovendola velocemente si avvicinò e aggiiunse la sua sborra a quella che già mi ricopriva la faccia. Diedi un gemito, mi irrigidii e sborrai copiosamente nella bocca che stringeva il mio cazzo e che adesso lo succhiava senza perdere neanche una goccia del mio prezioso nettare. Intanto il ragazzo si era sollevato e mettendosi a cavalcioni sul mio petto mi sborrò sulla lingua ed in faccia gemendo, poi mi infilò in bocca il cazzo perché glielo pulissi.
Pian piano tutti si allontanarono. Rimasi li sdraiato letteralmente ricoperto dalla sborra che non ero riuscito ad ingoiare. Il ragazzo si sdraiò vicino a me e cominciò lentamente a leccarmela via dalla faccia. Ogni tanto mi baciava passandomi un po’ di quello che aveva raccolto. Non l’avrei mai creduto, ma questo trattamento mi fece di nuovo rizzare il cazzo. Il ragazzo vide la mia erezione e subito si butto a prenderlo in bocca. Cominciò un altro pompino. Il ragazzo ci sapeva fare. Si mise in posizione per un 69, ma io preferii occuparmi del suo culo. Inizia a leccarlo e a titillarlo con le dita inumidite tutto intorno al buco, il ragazzo si muoveva assecondando i miei movimenti, poi mi afferrò la mano e spinse il mio dito verso il buco, compresi e gli infilai il dito nello sfintere muovendolo avanti e indietro. Tolsi il dito per inumidirmelo e tornai ad infilarlo, poi ne aggiunsi un altro, il ragazzo sembrava gradire molto il trattamento. Intanto continuava a succhiarmi il cazzo. Poi si sollevò, mi scavalcò di nuovo e si abbassò sul mio uccello infilandoselo tutto in culo e cominciando a fottersi mugolando. Il ritmo era sempre più veloce e sentivo arrivare un nuovo orgasmo. Il ragazzo emetteva continui gemiti e con gli occhi socchiusi sborrò senza neanche toccarsi. Accelerai il ritmo, affondai fino in fondo e gli riempii l’intestino di sborra.
Restammo per un po’ abbracciati uno sull’altro. Poi il ragazzo si alzò. Mi diede un bacio e tornò a prendersi i suoi vestiti.
Molti di quelli che occupavano il declivio si erano dileguati. Mi rivestii anch’io, presi la mia bicicletta e dopo essermi dato una ripulita nei bagni, mi avviai verso casa. Avevo trovato il mio parco divertimenti