Translate

lunedì 16 dicembre 2013

42. I Nuovi vicini - continua


Purtroppo dopo gli episodi narrati nel precedente racconto sono stato molto fuori per lavoro. Quindi non ho avuto modo di seguire le vicissitudini dei miei due giovani e infoiati vicini.

 La scorsa settimana però ero finalmente a casa. Stanchissimo, dopo un lungo giro che mi ha portato in Francia, Spagna, Grecia ed Israele. Sono rientrato giovedì sera e venerdì sarei rimasto a casa a recuperare un po’ di energie.

 Venerdì mi sono svegliato tardissimo, tipo alle 11:00, e solo perché è venuta la signora che si occupa delle pulizie.

Ho fatto una lunga doccia e poi sono uscito così la signora poteva lavorare senza impicci.

Ho preso la bici e me ne sono andato al Vondelpark che è molto carino e frequentato, inoltre ci sono ottimi caffè dove mangiare qualcosa. E così ho fatto. La temperatura mite di inizio luglio invita e godere del caldo sole. Dopo aver oziato per un po’ su un prato riprendo la bici e me ne torno a casa.

Svoltato l’angolo praticamente quasi investe il giovane Mark, che accanto all’ingresso di casa sta caricandosi in spalla la sua bicicletta.

“Scusa Mark! C’è mancato poco ..”

 “Ciao Sergio? Vero. Nessun problema. Tranne il dover tutte le volte trascinare la bici di sopra!”

“Ma non avete il sottoscala?”

“Purtroppo no, per cui le teniamo all’ingresso accanto alla scala…”

“Ma senti se vuoi puoi lasciare la bici nel mio sottoscala, c’è un sacco di spazio…..”

“Ma non voglio disturbarti quando poi devo prenderla…”

“Ma che dici! Ti do’ una copia delle chiavi così puoi prenderla quando meglio credi.”

“Sul serio? Ma ti fidi?”

“Certo! Come potrei non fidarmi di un bel giovane con quel sorriso!”

Arrossisce appena al complimento, ma sorride ancora di più.

“Vieni seguimi.”

Scendo nel sottoscala apro la piccola porta in legno e accendo la luce.

“Non far caso al disordine, questa è diventata una specie di discarica della roba che non mi entra in casa…”

Sorride. “Vedessi il nostro sottotetto! Ormai è quasi due mesi che siamo qui e non abbiamo ancora svuotato tutti gli scatoloni del trasloco.”

Gli indico dove lasciare la bici. Poi sfilo la chiave dal portachiavi e gliela consegno.

“E tu?”

“Non preoccuparti ne altre copie in casa.”

Usciamo, mi saluta con un energica stretta di mano ringraziandomi moltissimo per la soluzione bici.

Poi ci avviamo ognuno verso la propria casa.

 Ormai è sera e sto preparando la cena, quando sento suonare il campanello, scendo le scale e aperta la porta mi trovo davanti il padre egiziano dei miei due giovani amici.

“Buonasera. Mi chiamo Hussein al Hashem (o così mi sembra di aver capito!), il padre di quel maleducato, scansafatiche di Mark, che asserisce di aver avuto da lei il permesso di riporre la bicicletta nel suo sottoscala.”

Stringo la mano tesa, che ė grande e forte, rido alla strana presentazione.

“Molto piacere sono Sergio, e suo figlio ė tutt’altro che maleducato, e le ha detto la verità. Ma la prego si accomodi non stia sulla porta.”

“Oh no non volevo disturbarla. Volevo solo scusarmi per l’impertinenza di mio figlio.”

“Non c’è nulla di cui debba scusarsi.”

“Quindi è vero può lasciare la bicicletta nel suo sottoscala e gli ha dato anche le chiavi. Lei è davvero gentile.”

“Intanto direi di smetterla con questo “lei”. Mi è sembrata una buona soluzione per tutti. E poi tra vicini... Anzi sarei io a dovermi scusare per non essere ancora venuto a darvi il benvenuto, ma purtroppo il mio lavoro mi porta spesso a viaggiare.”

“O Sergio non devi scusarti. Lavoriamo tutti a ritmi frenetici. Ma sono sicuro che non mancherà occasione di poter approfondire la conoscenza. Ora ti lascio alla tua cena.”

“Ok. Sicuramente troveremo il modo. Ti auguro una buona serata Hussein. E salutami i tuoi ragazzi.”

Dopo un'altra stretta di mano lo guardo allontanarsi e me ne torno in casa.

Sabato mattina. La solita routine. Spesa al mercato, qualche commissione. Dopo pranzo un po’ di riposo.

Nel primo pomeriggio avevo in programma di farmi un giro in bici. Mi sono cambiato indossando i miei calzoncini stretch da ciclista ed una t-shirt. Poi sono sceso nel sottoscala per prendere la bici.

Sto per inserire la chiave nella serratura quando mi accorgo che della luce filtra da sotto la porta. Ascoltando si sentono anche dei rumori provenire dall’interno. Penso subito che sia il mio giovane amico, ma non si sa mai..

Inserisco piano la chiave ed apro. Socchiudo la porta per sbirciare all’interno, e la scena che mi trovo davanti è spettacolare.

Mark è sdraiato di schiena su uno dei banconi che sono sul fondo del locale. Gli occhi chiusi e la bocca semiaperta. Le gambe sollevate, pantaloncini e boxer alle ginocchia, ma soprattutto un bel cazzo lungo e duro che gli entra ed esce dal buco del culo.

Dopo un istante di sorpresa, mi abbasso verso terra per non essere visto, ed osservo meglio, non è il fratello a sollazzare il giovane Mark, ma un biondissimo e snello giovane uomo, pantaloni e mutande abbassati alle caviglie, le chiappe piccole e sode si muovono, facendo contrarre i muscoli, al ritmo della penetrazione. Entrambi ansimano e gemono.

Mentre li osservo nel loro fervore il cazzo mi si è rizzato scendendo lungo la coscia stretto dai pantaloncini.

Mi basta un secondo per decidere di entrare di soppiatto e chiudere la porta lentamente dietro di me.

Appena sono dentro, mi schiarisco la gola, i due si voltano di scatto. Dovreste vedere le loro espressioni soprattutto il biondino!

Prima che abbiano modo di reagire li tranquillizzo.

“Prego ragazzi continuate pure. Non fate caso a me. Fate finta che io non ci sia.”

Mentre parlo mi sto smaneggiando l’uccello ormai in piena erezione e visibilissimo stretto nei pantaloncini.

E’ tutto immobile come in una fotografia. Poi è Mark a prendere l’iniziativa. Allunga una mano sul culo dell’amico e lo attira a se con un gemito. Il biondino si volta a guardarlo, poi guarda di nuovo verso di me. Infine lo vedo riprendere lentamente il vai e vieni del bacino spingendo il cazzo nel buco accogliente che lo sta stringendo.

Mark solleva le mani e carezza il torace dell’amico stimolandogli i capezzoli. Il biondino sta accelerando il ritmo della scopata. Ed anch’io quello della sega che mi sto facendo.

Mark ansima e guarda verso di me ed il mio cazzo che ora è libero. Anche il biondino ogni tanto mi guarda di sottecchi.

Mi avvicino lentamente fino ad essere a pochi centimetri dai due. Non resisto e faccio scorrere la mano lungo la schiena del biondino fino al culetto liscio e teso. Poi sento una mano afferrarmi il cazzo e stringerlo, iniziando a poi a masturbarmi. Mi giro ed è la mano di Mark, che ora è quasi in trance. Gli occhi chiusi, il corpo scosso dai colpi dell’amico, il cazzo duro che ondeggia sopra l’addome piatto e glabro. Mi stringe ritmicamente il cazzo. Poi lo lascia ed afferra il proprio cominciando a menarselo velocemente. Inarca il busto e dice qualcosa all’amico, che subito aumenta il ritmo e la forza delle inculate. Sul viso del biondino scende un goccia di sudore.

Mark aumenta ancora di più il ritmo della sua sega, i suoi lamenti aumentano, così come gli ansiti del biondino. Vedo contrarsi i muscoli dell’addome di Mark e capisco che ormai ci siamo. Preso da un impulso irrefrenabile, con uno scatto mi abbasso tra i due ragazzi fino a raggiungere il cazzo di Mark, faccio appena in tempo ad avvolgere la cappella con le labbra che il mio giovane amico scarica bordate di sborra dolce e densa direttamente nella mia bocca vogliosa. Stringo le labbra per non perdere nemmeno una goccia di quella delizia. Dietro di me un verso gutturale, un ultima poderosa spinta ed il tremito che ne segue sono i chiari segnali che anche il biondino ha sborrato riempiendo il culo aperto di Mark.

Mentre continuo a succhiare la cappella di Mark mi sto segando furiosamente e dopo pochi attimi sborro anch’io sul pavimento di cemento.

Cerco di riprendere fiato dopo aver lasciato con riluttanza la dolce bega di Mark. Il biondino rivestitosi precipitosamente si è dileguato.

Mark è ancora disteso sul bancone. E’ bellissimo avvolto nell’aura della soddisfazione dell’amplesso.

Il buchetto del suo fantastico culo, appena arrossato è lucido dal sudore, poi si dilata e lascia uscire un rivolo della sborra che lo ha riempito. Occasione troppo invitante. Immediatamente mi inginocchio e comincio a leccare tutto quel ben di dio, e poi anche il buchetto, infilando la lingua, fino a che non esce più nulla.

Mi rialzo. Mark si è sollevato sui gomiti e mi sorride. Ormai abbiamo stretto un patto silenzioso.

Ci rivestiamo. Io prendo la mia bici e lui la sua. Usciamo.

Ci incamminiamo portando le bici a mano.

Gli sorrido.

“Amico mio devi fare attenzione. Usa pure il sottoscala ma assicurati che non possano vederti e soprattutto inventiamoci un segnale così, quando sarai..impegnato, nessuno ti disturberà.”

“Ok. Possiamo anche farlo, ma per te Sergio non varrà. Potrai entrare sempre. Anzi dobbiamo trovare il modo per rifarlo. Voglio assolutamente riprovare la tua lingua.”

Il ragazzo di sicuro non soffre di timidezza...

Rido. Lui sorride. poi con un balzo atletico salta in sella e si allontana pedalando lasciandomi l’immagine di quel bel culetto nei pantaloncini tesi.

Alla prossima.

Sergio.one61@gmail.com

http://sergioone61.blogspot.it/

venerdì 5 aprile 2013

G01 – “Il Cognato” scritto dal mio caro amico Bobo.


Con questo racconto sono orgoglioso di iniziare una nuova serie di racconti ospitando amici che nel tempo mi hanno inviato le loro creazioni.

E non potevo che iniziare dal mio caro amico Bobo, sono sicuro che apprezzerete, come ho fatto io questo bellissimo racconto.

Sergio.


E' una fantasia, ma c'è anche una notevole base di realtà...

Gli occhi di un verde profondo, come certi cupi smeraldi brasiliani, erano la prima cosa che ti colpiva... ma anche il resto era all'altezza.
Pelle ambrata, il volto oscurato da un'ombra di barba scura, belle labbra grosse e denti smaglianti, il naso dritto e capelli mossi, un moraccione sexy, il vero tipo mediterraneo. Alto ma non troppo, un corpo massiccio, muscoloso senza essere palestrato, peli nei punti giusti e in abbondanza, belle cosce e gambe forti, culo rotondo e sodo, un bozzo più che promettente.
Insomma, mia cognata aveva saputo sceglierselo bene il marito... un giovane maschio molto simpatico, e infatti avevamo fatto subito amicizia. E l'amicizia fra noi dura ancora oggi, dopo che loro si sono separati ed hanno divorziato. Un'estate, quando le due sorelle, cioè le nostre mogli, erano al mare abbiamo anche condiviso qualche avventura notturna; cioè siamo andati assieme a puttane... : - )
persino una volta, con la scusa di risparmiare, ci siamo fatti assieme un' ungherese e un'altra volta una mulatta, poi - con la scusa che avevamo bevuto... - ci siamo portati a casa mia uno splendido travestito, piuttosto dotato. Ci siamo divertiti da matti, ma non ne abbiamo mai parlato, dopo.
Sono passati molto anni, e Paolo ora è uno splendido ultraquarantenne e un notevole manzo peloso, ancora molto appetibile...
Ha avuto un incidente e, completamente ingessato sia la gamba destra che il braccio destro, ha voluto uscire di clinica e farsi portare
a casa propria. Una donna va ogni giorno ad accudirlo e a curare la casa. Io passo ogni pomeriggio a fargli un po' di compagnia e talvolta anche alla sera. Si chiacchiera di tutto e spesso il discorso cade sul sesso. Beh sì, riconosce che, dopo un mese di astinenza, è sempre eccitato e ce l'ha continuamente duro; però non può menarselo e sborrare nel letto altrimenti la donna se ne accorgerebbe e non può nemmeno alzarsi da solo (Infatti sono io a portarlo in bagno ed aiutarlo a lavarsi alla bell'e meglio). Ridiamo sulla situazione. Gli faccio notare che, da come sta sollevato il lenzuolo, si vede chiaramente la sua potente erezione... magari se vuole farsi una bella sega, poi ripuliamo tutto e la donna non se ne accorgerà nemmeno...
Sììì, era proprio quello che sperava gli proponessi, ha da giorni il cazzo pronto a scoppiare, i coglioni gonfi di sborra, mmm...
Io gli propongo di mettere su un dvd porno, tanto per l'atmosfera (anche se mi sembra che non sia necessaria, vista l'elettricità della situazione), lui mi sembra imbarazzato, poi mi prega di prendere quello con i trans... io, per chiairire, gli dichiaro subito il mio entusiasmo, mi eccitano moltissimo i trans...
Mi sistemo in poltrona accanto al suo letto, parte il dvd, che è molto eccitante. Lui inizia a masturbarsi immediatamente, sotto il lenzuolo, mentre io - le cosce spalancate, una gamba appoggiata sul bracciolo della poltrona - mi massaggio il bozzo bello gonfio.
Siamo rilassati, ma l'atmosfera è carica di sesso... lui, repentinamente, butta via il lenzuolo rivelando il duro cazzone svettante e le grosse palle pelose. Io apro la patta e me lo tiro fuori, lo guardo sorridendo mentre inizio a menarmelo, adeguandomi al suo ritmo.

Ti ricordi quella volta con il trans come è stato eccitante?
Sì mi faceva impazzire vederlo mentre ti succhiava il cazzo. E come ti leccava le palle, mentre tu glielo strusciavi sulla faccia...!
Mmm, sììì, e tu che lo inculavi come una bestia. Gli piaceva farsi sbattere da 'sto tuo cazzone grosso...! Come lo facevi godere !
Anche tu hai un bel cazzo grosso, e glielo sbattevi fino in gola, alla puttanona ! Gli piaceva avere a disposizione due bei maschioni come noi !

Prendo coraggio e allungo la mano destra a toccare la sua bestia dura... lui sospira, inizia a mugolare piano... lo scappello lentamente, mmm, che bel glande tondo, scuro, tutto bagnato... mi alzo in piedi di fianco al letto, con la sinistra gli stringo i coglioni mentre la destra va su e giù lungo il grosso manico... la sua mano mi palpa la coscia... mi chiede di avvicinarmi... mi sposto finchè riesce a stringere il mio cazzo nella mano sinistra...
Non guardiamo più il dvd, ci stiamo masturbando a vicenda... mi chiede che gli strofini la cappella sbrodolosa sul capezzolo... mi metto in bilico sul letto e lo faccio, dio come mi eccita... lui di nuovo me lo stringe in mano, poi carezza i miei coglioni e mi passa la mano fra le cosce, allungadosi al massimo per potermi sfiorare il buchino col dito... io continuo a menare la sua astona...
Ohh, Paolo, che bel cazzo, mmm, grosso e duro, mmm
Ti piace, Bobo? dimmi che ti piace...
Da pazzi, mi faceva uscire di testa già le prime volte che andavamo al mare e ci cambiavamo in cabina, avrei voluto tanto ciucciartelo.
Stupido ! Non me l'hai mai detto. E io che mi masturbavo e sborravo pensando a te. Eri un magnifico maschio maturo. E lo sei ancora, mmm, Bobo!
E tu un bel manzo stupendo, un bel maschio giovane. Sbavavo per te e anch'io sborravo, sognandoti...
Bobo, quanto tempo abbiamo perso...! avvicinati, lascia che te lo succhi...
Mmm, sìì, Paolo, così così, sì leccami le palle, ciucciale, mmm, bravissimo... che bocca... che lingua...!

Mi curvo a baciarlo, le nostre lingue si avvinghiano, si intrecciano ingordamente... sono anni di desiderio represso che deve sfogarsi...
ci slinguiamo sbavando, avidamente, scambiando le nostre salive... il nostro sogno inespresso finalmente si realizza, qui, ora...
Paolo me lo ingoia tutto, mi spompina da ingordo, mugola smodatamente... dio che lussuria, mai provato così tanto piacere...
mi sta succhiando l'anima fuori dal cazzo, mmm la mia giovane bestia avida...

No Paolo, no... così mi fai sborrare, fermati ti prego... vengooo... sììì, in bocca sììì... mmm, voglio sborrarti sul petto, sui peli Paolo, sììì... dàiiiiiiiiiii, aahhhhhhhh... Paolo sei stupendo... baciami, ecco, sììì baciami... mmm, è stato magniifico, grazie Paolo...

mi tuffo sul suo manico gonfio, durissimo, scappellato e lo succhio anch'io, con avidità, con amore... gli lecco le palle pesanti, gonfie, poi ingoio la sua cappellona gocciolante e infilo un dito nel buchino peloso... è inchiodato a letto, impedito nei moviimenti, ma gode, tenta di muoversi, mugola, ulula... si vede quanto gli piace, si sente... infilo ancora un dito...grida, ma di piacere... abbasso la testa, gli lecco il buco, ci infilo la lingua... sta godendo come un animale e godo anch'io nel vederlo così scatenato, il mio bel cognatino... è proprio stupendo, così, preda del piacere...
torno a lavorargli il cazzone con la lingua mentre gli sfondo il culo con due dita... ulula ancora più forte... sento il cazzone pulsare, mentre il suo buchetto palpita... sta per sborrare...

Dài Bobo, fammi venire, si così, inculami... uuhhh, meraviglioso, sbooorro Bobo sbooooooooorrrrrrrrooooooooooooo.... eccomi, tutto bevi tutto ssìììììììììì...........

Sborra come una fontana, urla invasato, mentre io ingoio tutto. Si lacia andare, esausto, ma io lo tengo ancora nella mia bocca e sento la sua mano che mi accarezza i capelli. E' un momento dolcissimo, dopo lo scatenamento del sesso, dopo lo sfogo illimitato delle nostre voglie di anni... Ci baciamo...
Non mi sembra vero, non ci sembra vero... Sapevamo che sarebbe finita così, lo desideravamo entrambi, ma solo ora abbiamo trovato il coraggio di realizzare questo sogno...
....................................................
E' passato del tempo, ora Paolo è completamente guarito, ma continuiamo a vederci, e a godere come quel giorno meraviglioso.
La storia continua. Eppure ogni volta è tutto nuovo, tutto diverso.
So che lui ha delle avventure, me le racconta... e forse faremo un trio con un ragazzo che ha conosciuto in palestra.
La cosa mi eccita...

BOBO.