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lunedì 13 dicembre 2010

08a. E dopo la primavera l'estate.

Rileggendo alcuni dei racconti che ho scritto, mi sono reso conto che ci sono molte storie della mia adolescenza che non vi ho raccontato, per cui ho deciso di iniziare una nuova serie di racconti che si inseriscono temporalmente tra alcune delle storie che vi ho già raccontato.

Ad esempio vi voglio raccontare la storia di Federico, detto Chicco, e del suo amico Walter.

Chicco e Walter abitavano nello steso complesso dove eravamo andati ad abitare noi nel marzo del 1978, anche loro frequentavano come me l’ITIS, io ero in quarta e loro in terza, per cui ci vedevamo spesso alla fermata del bus o ci si incrociava a scuola nei corridoi. Così, pur non essendoci molta confidenza ci si salutava ed a volte si scambiava qualche parola.

A giugno la scuola era finita. Tra poco sarebbero usciti i tabelloni ed ognuno di noi avrebbe saputo come gli sarebbe toccato passare l’estate: se a divertirsi o a studiare per gli esami di riparazione.

Arrivò il giorno fatidico. Presi l’autobus ed arrivato a scuola andai subito a guardare i cartelloni. Perfetto: promosso. Cercai qualche compagno di classe, ma non ce n’era nessuno. Scambiai quattro chiacchiere con qualcuno che conoscevo di altre classi e poi decisi di tornare a casa.
Mentre uscivo incrociai Chicco e Walter. Li salutai e chiesi come era andata. Mi dissero bene. Anche loro erano stati promossi. Ci incamminammo insieme fino al bus e facemmo insieme il viaggio per tornare a casa.

Era la prima volta che scambiavamo più di qualche parola, e trovai che i due ragazzi erano molto simpatici. Ed, a ben guardare anche piuttosto carini. Sapete com’è una chiacchiera tira l’altra e dopo un po’ osservai che li vedevo sempre in coppia, come i carabinieri. Mi risposero che si conoscevano fin dall’asilo ed erano praticamente come fratelli.
Intanto eravamo arrivati. Scesi dall’autobus ci incamminammo verso un sentiero sterrato che tagliava in mezzo ai giardini e che era la scorciatoia per arrivare al nostro complesso di villette. Arrivati alla portineria li salutai andando verso casa. Anche loro salutarono prendendo il vialetto opposto al mio.

Arrivato a casa diedi la buona notizia a mia madre e poi chiamai mio padre in studio per informare anche lui delle mia promozione. Entrambi furono contenti.

Dopo pranzo decisi di scendere nei box per dare una sistemata alla bici. Devo spiegare che il complesso dove vivevo era stato costruito con grande cura, separando la viabilità pedonale da quella carrabile che si trovava nel livello sotterraneo. In pratica dagli ingressi carrai si entrava in una serie di strade sotterranee che conducevano alla zona dei box situati sotto le rispettive abitazioni, e raggiungibili dall’interno tramite una scala che scendeva dall’ingresso.

Scesi la scala ed entrai nel box, cominciando ad armeggiare con la bici. Regolai i freni, ispezionai le gomme ed ingrassai la catena. Dopo tutto questo decisi di lavare la bici; uscii dal box per andare a prendere dell’acqua con un secchio in uno dei rubinetti disposti lungo le pareti. Mentre camminavo passai davanti ad un box chiuso dal quale uscivano delle voci. All’inizio non ci feci caso, ma tornando mi colpì il suono di una risatina. Mi avvicinai e mi misi ad ascoltare. Dopo poco riconobbi le voci di Chicco e Walter, ma non riuscivo a capire cosa dicessero. Pensai che anche loro stessero facendo qualche lavoretto quando sentii chiaramente un lamento. Le porte dei box avevano in alto una fascia traforata per il ricambio dell’aria, svuotai il secchio e lo capovolsi, poi ci salii in piedi e raggiunsi i buchi per sbirciare all’interno.
La luce era accesa e non vi dico la sorpresa quando vidi la scena che si svolgeva all’interno.
Walter e Chicco erano appoggiati ad una specie di banco da lavoro, i pantaloni e le mutande calati fino alle caviglie ed ognuno stringeva nelle mani il cazzo dell’altro segandosi reciprocamente con grande passione. Stetti a guardare per un po’, mentre mi menavo il cazzo sotto la tuta. Poi i due dopo un ultima serie di mugolii spararono tutta la loro sborra sul pavimento di cemento e restarono ansimanti a riprendersi.
Decisi che era meglio andare prima di essere scoperto, così tornai al mio box senza farmi vedere.

A sera dopo cena ripensai a quanto avevo visto, certo si aprivano interessanti prospettive, ma bisognava andarci piano. Mi addormentai cercando di escogitare un piano.

L’occasione si presentò due giorni dopo. Stavo uscendo dal box con la bici e passando davanti al box del misfatto vidi Chicco che ne usciva. Ci salutammo e andammo insieme verso l’uscita del passo carraio. Gli chiesi se quello era il suo box. E lui mi rispose che era uno dei due che i suoi avevano acquistato. Uno era sotto casa e lo usavano per le vetture, mentre quello era una specie di magazzino dove tenevano le cose del campeggio. Gli dissi che certo era una bella comodità avere un locale come quello, feci una pausa, soprattutto se si voleva stare per i fatti propri, magari in compagnia. Mi guardò e rispose distrattamente assentendo. Poi sembrò che un sospetto si insinuasse nei suoi pensieri sul reale significato delle mie parole.
Si blocco e mi guardò di nuovo era impallidito e mi fissava guardingo cercando di capire quali fossero le mie intenzioni. Immaginavo come doveva sentirsi e mi affrettai a tranquillizzarlo.
“Ehi! Non preoccuparti! Il vostro segreto è al sicuro! Io non dirò niente a nessuno.”
Continuava a fissarmi. Finalmente riprese fiato e colore, anche se era ancora titubante.
“Davvero?”
“Certo.” E decisi di gettare la maschera. “Anche a me piacciono certi giochi….”
“Davvero!”
“Però sei un po’ monotono, non sai dire altro!” Ridemmo insieme. E la tensione si allentò.

Uscimmo nel parco e ci sedemmo su una panchina.
Gli raccontai un po’ di me e lui parte della sua storia e delle sue esperienze.
Poi gli dissi che comunque il box delle loro godute non era un posto sicuro: se li avevo scoperti io poteva farlo chiunque. Mi spiegò che era il solo posto che avevano trovato per divertirsi un po’. Gli chiesi che tipo di rapporto c’era tra lui e Walter, mi rispose che si divertivano e basta. Poi gli chiesi se aveva avuto altre esperienze, arrossi e disse di no che faceva quelle cose solo con Walter.
A quel punto gli dissi che c’erano molti posti dove si poteva andare a divertirsi e gli raccontai delle mie scorribande all’Idroscalo, offrendomi di accompagnarli, e proposi di andarci il pomeriggio seguente.
Chicco si dimostrò subito molto interessato e disse che ne avrebbe parlato a Walter quello sera stessa. Ci salutammo e proseguimmo ognuno per la sua strada.

L’esca era lanciata, non restava che aspettare.

La mattina seguente sentii suonare il citofono, era Chicco che confermava l’appuntamento per il pomeriggio, concordammo di vederci alle 14:00.

Alle due ero già al cancello in attesa. Arrivarono quasi subito. Chicco con un gran sorriso, Walter un po’ imbarazzato. Ma una bella stretta di mano ed una pacca sul sedere mise tutti a proprio agio.
Uscimmo e pedalando ci dirigemmo verso il parco dell’Idroscalo.
Per via delle auto dovevamo spesso procedere in colonna e guardare quei sederi sodi e tondi issati su quei sellini stretti mi faceva già formicolare il cazzo negli short.
All’ingresso del parco feci da guida fino alla famosa zona dei bagni pubblici. Ci fermammo per bere e rinfrescarci e feci notare ai due ragazzi il movimento che c’era in giro, raccontando anche qualche aneddoto.
Vidi chiaramente l’effetto delle mie parole sui bozzi tra le loro gambe…..
Ok era il momento di darsi da fare.
Condussi Chicco e Walter dietro i bagni e poi al di là della strada lungo il sentiero che portava alla zona nudisti.
Lungo il sentiero incontrammo un paio di tipi che ci squadrarono dalla testa ai piedi.
I miei due nuovi amici sembravano un po’ tesi. Li rassicurai assicurandoli che c’era da divertirsi. Sorrisero guardandosi.
Il bello fu quando arrivammo al declivio che scende fino alla roggia e Chicco e Walter videro un discreto numero di persone che in costume adamitico erano sdraiate ad abbronzarsi.

Osservai con un mezzo sorriso le loro espressioni stupite, poi dissi: “Benvenuti alla spiaggia nudista dell’Idroscalo!”
Appoggiammo le bici ad un albero, io presi il telo mare che avevo portato con me e li invitai a seguirmi.
Scendemmo lungo il prato fino ad arrivare all’angolo più lontano ed avere così una vista completa della spiaggia. Posizionai il telo e mi sedetti a gambe incrociate. Chicco e Walter si guardavano intorno passando da un bagnante all’altro.
Si sedettero anche loro e vidi che i bozzi tra le gambe erano ben sollecitati.
“Ok ragazzi, qui c’è una regola si può stare solo se ci si spoglia.” E senza attendere oltre inizio a togliermi le scarpe e le calze. Poi sfilo la maglietta restando a torso nudo. Intorno molti dei “bagnanti” osservavano, alcuni carezzandosi tra le gambe. Mi alzo e levo i calzoncini restando in mutande. Sorrido ai due sempre più stralunati. Poi mi risiedo, afferro l’elastico degli slip e sollevando le gambe lo faccio scivolare sotto il culo fino a sfilarlo restando nudo di fronte a loro.
Questo spogliarello improvvisato mi ha eccitato ed ho il cazzo mezzo in tiro. Chicco e Walter hanno gli occhi puntati lì.
“Beh? Cosa state aspettando?”
Si guardano. Poi Walter fa la prima mossa sfilandosi la maglietta, ha un bel torace ben disegnato, con piccoli capezzoli chiari e un addome piatto e liscio. Si sfila le scarpe ancora allacciate. Ora si guarda in giro titubante. Poi in un sol colpo si abbassa pantaloncini e mutande insieme e li sfila gettandoli di lato sopra la maglietta. Ora è nudo con solo i calzini addosso. Ha un gran bel cazzo dritto e liscio decisamente grosso, saranno più di 15 centimetri ed è già pronto bello dritto. Un po’ imbarazzato dagli sguardi della spiaggia, ma anche eccitato dalla situazione si rimette seduto cercando di nascondere l’imponente erezione con le mani.
Chicco nel frattempo si sta pastrugnando l’uccello da sopra i calzoncini.
Sia io che Walter ci voltiamo a guardarlo. E visto che non si decide, dopo un’occhiata d’intesa, lo atterriamo e cominciamo a spogliarlo.
Chicco cerca di opporre resistenza, ma si capisce che cederà. Walter gli afferra la maglietta e gliela sfila, mentre ha le braccia costrette verso l’alto ne approfitto e gli sfilo gli short da sotto le chiappe. Rimasto in mutande le afferra per l’elastico cercando di impedire che gli vengano tolte, ma in due ci mettiamo un attimo a liberarle e farle scivolare via lungo le gambe.
Per tenerlo fermo Walter gli è salito sul petto a cavalcioni ed ora il suo cazzo duro e teso è a pochi centimetri dal volto di Chicco. Anche il cazzo di Chicco è dritto e scappellato, lucido di presperma.
Walter accompagna le braccia di Chicco, che aveva trattenuto fino ad allora, verso il suo attrezzo e Chicco subito stringe il cazzo dell’amico cominciando ad andare su è giù lentamente, mentre fissava Walter negli occhi e Walter sospirava.
Intorno a noi molti dei presenti si erano girati a guardare lo spettacolo e si masturbavano, ma nessuno si era ancor avvicinato.
Da dove ero potevo vedere il culo sodo di Walter posato sull’addome di Chicco e davanti il suo cazzo duro, era più corto di quello di Walter, ma più grosso. Allungai una mano e lo afferrai Chicco ebbe un fremito. Iniziai a fare andare la mano su e giù lungo quel bel pezzo di carne. Intanto mi segavo il cazzo.
Walter era concentrato a godersi la sega che l’amico gli stava facendo.
Da dietro mi sono avvicinato e mentre masturbavo Chicco, ho cominciato a baciare la schiena di Walter, e poi salendo il collo ed a leccargli i lobi delle orecchie. Poi sono tornato indietro sempre baciando e leccando fino ad arrivare all’attaccatura delle chiappe. Lì ho cominciato ad infilare la lingua nello spazio tra il culo di Walter e l’addome di Chicco. Walter preso dalle sensazioni che stava provando respirava profondamente. Lentamente lo spinsi in avanti fino a che il culo si sollevò, gli allargai le chiappe con due dita scoprendo il buchetto roseo e subito inizia a leccarlo. Walter sorpreso si irrigidì, ma subito dopo lo sentii rilassarsi e godersi la sua prima leccata di culo.
Dopo un paio di minuti abbandonai il culo di Walter e scesi lungo l’addome di Chicco fino ad arrivare al suo cazzo che continuavo a segare piano. Mi sono abbassato ed ho leccato la punta della cappella raccogliendo un po’ del liquido che usciva dal buchino. Chicco ha avuto uno scatto. Walter si è girato a guardare e sorridendo lo ha tranquillizzato. Sono sceso lungo l’asta leccandola per tutta la lunghezza, poi ho preso i coglioni in mano e stirando la pelle li stuzzicavo con la punta della lingua. Chicco era tormentato da fremiti e brividi, travolto dalle sensazioni che provava. Sono tornato sulla punta e piano mi sono infilato in bocca tutto quel bel pezzo di carne. Ho sentito Chicco emettere un lungo lamento. Girando la lingua intorno alla cappella ho cominciato a succhiare facendo entrare e uscire il cazzo dalla mia bocca calda. Subito Chicco ha cominciato istintivamente a muovere il bacino per assecondare il mio pompino.
Poi improvvisamente l’ho sentito fermarsi. Ho alzato lo sguardo ed ho visto Walter che si era sollevato reggendosi sulle braccia, aveva avvicinato il suo cazzone alla bocca di Chicco e lo faceva strusciare a destra e a sinistra. Chicco dopo un attimo di esitazione apri le labbra e si fece scivolare in bocca la cappella di Walter. Continuando a succhiare ho seguito il cazzone di Walter che lentamente affondava nella bocca di Chicco. Poi l’ho sentito tossire, ma non ha mollato la presa. Walter ansimava muovendosi lentamente per far scivolare il cazzo dentro e fuori dalle labbra di Chicco.
Chicco con la bocca riempita riusciva solo a mugolare. Mentre lo succhiavo sono sceso con la mano sotto il culo e con un dito ho cominciato a sfiorargli il buco, l’ho sentito allargare un po’ le gambe, allora ho inumidito il dito di saliva ed ho iniziato e premere dolcemente sul buchetto. Prima ha stretto lo sfintere, poi continuando a massaggiarlo con il dito inumidito si è rilassato, ho spinto un poco ed il dito ha iniziato a scivolare nel buco, ho sentito il cazzo di Chicco avere uno spasimo nella mia bocca non appena ho messo dentro quasi tutto il dito fino a toccargli la prostata.
Walter ora si muoveva più veloce scopando Chicco in bocca, dai lati delle labbra colava la saliva.
Muovevo il dito nel culo di Chicco e intanto succhiavo sempre più velocemente, all’improvviso ho sentito il cazzo gonfiarsi nella mia bocca e subito dopo un getto potente di sborra calda arrivarmi in gola. Ho stretto le labbra mentre sentivo sotto di me il corpo di Chicco scosso dai fremiti. Ha scaricato almeno altri cinque getti nella mia bocca che ho subito gustato ed ingoiato, mmhhh, era dolcissima!
Walter ansimava ormai vicino a sborrare, improvvisamente ha estratto il cazzo dalla bocca di Chicco ed ha preso a menarselo violentemente. Con un balzo mi sono messo tra i due appena in tempo per prendermi in faccia la copiosa sborrata di Walter. Intanto mi stavo segando ed in breve sono venuto sulle gambe di Chicco.
Ora, passato il momento, i due ragazzi erano esausti ma soddisfatti l’uno accanto all’altro. Chicco con gli occhi chiusi stava lentamente riprendendo il normale ritmo della respirazione. Il cazzo mollemente appoggiato ad una coscia. Anche Walter appoggiato alla spalla dell’amico rifiatava.
Mi avvicinai ad entrambi e diedi un bacio sulle labbra a ciascuno. Poi iniziai a rivestirmi e loro subito mi imitarono.

Riprendemmo le biciclette e ci avviammo verso casa. Nessuno parlava. Arrivati al cancello dei box ci fermammo. Chicco mi guardò sorridendo: “Grazie Sergio! E’ stato fantastico!” e subito Walter aggiunse: “Assolutamente incredibile! Dobbiamo assolutamente rifarlo.”
Mi avvicinai. Strinsi ad entrambi le chiappe tra le mani e dissi: “Quando volete ragazzi. Ho ancora molte cose da farvi provare.” E non passo molto tempo……

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