Translate

martedì 21 luglio 2009

35. Il giovane nipote - I parte

Carissimi amici vi devo raccontare cosa mi è successo durante il week-end dei Santi del novembre 2008

Il venerdì precedente il ponte, appena tornato da Birmingham siamo partiti per andare a trovare degli amici vicino a Pavia.
Vivono in un bel complesso ricavato da una vecchia cascina e sono in pratica tre famiglie.
Noi siamo molto amici di una coppia, lui ha frequentato con me le superiori e l'università, ma con l'andar del tempo abbiamo stretto legami con tutti loro.
In particolare c'è la sorella del mio amico che è divorziata ed ha un figlio che adesso ha 16 anni.
Essendo rimasto senza papà, è stato normale che negli anni si sia attaccato a qualunque figura maschile che trovava.
Con me in particolare, forse perché non mi vedeva spesso o perché ero abbastanza sportivo da assecondarlo nei suoi giochi, si è creato un legame particolare, tanto che ormai da tempo mi chiama zio Sergio, anche se non siamo nemmeno parenti.
Bene, arrivo al dunque: sabato dopo pranzo, visto che il tempo non era un gran ché mi sono messo sul divano con l'idea di farmi un pisolino davanti al tv, dopo un po' arriva Leo (diminutivo di Leonardo) il mio giovane amico. Mi chiede che faccio e gli rispondo che l'idea era di riposare un po', allora mi dice se può mettersi anche lui sul divano con me. Gli rispondo di sì, per altro non era la prima volta che accadeva, ogni tanto è ancora un bambinone voglioso di coccole, anche se a ben guardarlo si sta formando un fisico niente male.
Comunque, si sdraia accanto a me infilandosi dietro tra la mia schiena ed il divano, poi mi solleva il braccio ed appoggia la testa sul mio petto. Stiamo lì un po' a guardare la tv. Poi Leo dice che ha freddo, si alza e dopo poco torna con un trapuntino. Lo sistema con cura coprendomi e poi riprende la posizione precedente. Di nuovo tv. Ormai sto quasi per addormentarmi e non faccio caso alla mano di Leo che è appoggiata sul mio stomaco e giocherella con le dita infilandole tra i bottoni della camicia e carezzandomi la pelle. Poi sento che ha slacciato un bottone, e poi un altro, faccio finta di niente. Ora ha infilato una mano nella camicia e giocherella con la peluria che mi ricopre la pancia. A questo punto gli dico che cosa sta facendo. E lui risponde che se mi da fastidio smette, Io dico di no, ma...Lui mi dice che lo fa sempre anche con zio Francesco, che se non ricordo male è un altro fratello della madre che però vive a Bologna.
Decido di stare al gioco. Leo continua a slacciare bottoni ed ora mi accarezza tutto il petto e le pancia. Poi dice che io sono diverso da zio Francesco, lui ha molto più peli e sono duri i miei invece sono soffici. Non vi nascondo cari amici che quel trattamento mi aveva fatto rizzare ben più dei peli. Ma mi stavo facendo un sacco di remore perché è così giovane.
Continuiamo così per un po' io guardo la tv e Leo mi accarezza. Poi nel suo carezzare lo sento che sfiora il bordo dei jeans ed infila le dita sotto la cintura, allora gli fermo la mano. Lui mi guarda e dice, un po' imbronciato, ma lo zio Francesco mi fa sentire anche i peli più sotto. Eccitato dalla situazione gli lascio la mano che lentamente si infila sotto la cintura e comincia a sfiorarmi i peli del pube. I jeans sono un po' stretti allora lo sento slacciare i bottoni uno dopo l'altro fino a che la manina riesce ad infilarsi nei boxer e mi accarezza i peli sopra l'uccello, che nel frattempo sta diventando duro. Mi muovo per sistemarmi meglio e lasciare spazio al mio cazzo che ormai è in tiro. Sento Leo che con il dorso della mano mi accarezza il cazzo. A questo punto cerco di riprendermi gli fermo di nuovo la mano e gli dico adesso basta. Lui mi guarda con quei grossi occhioni grigio blu e facendo il broncio mi dice dai zio Sergio, ti prego!
Ditemi pure che sono un maiale, ma non riesco ad opporre resistenza.
Quella giovane mano riprende a muoversi nelle mie mutande, con le dita gira intorno al mio cazzo e scende ad accarezzarmi i coglioni, li stringe in mano carezzandoli, poi risale e mi afferra il cazzo, lo stringe e piano comincia a muovere su e giù la pelle fino a scoprirmi la cappella. Respiro profondamente. Leo stringe e muove piano la mano, poi aumenta il ritmo, chiudo gli occhi, è sempre più veloce, sento la sborra che mi sale dai coglioni, mi sento dire Leo e poi gli sborro in mano e nelle mutande.
Leo rimane per un po’ con il mio uccello che gli si ammoscia in mano, poi la toglie, mi riallaccia i jeans e la camicia e appoggiato al mio petto si appisola.
Resto lì come uno scemo e non so cosa pensare.....

Domenica. Altra giornata con tempo di merda e quindi costretti a restare a casa. Dopo pranzo quasi tutti si svaccano da qualche parte in attesa che cominci il gran premio di F1. Anche se io sono l'unico davvero interessato (sono un grande tifoso Ferrari e da giovane me ne andavo in giro per l'Europa a vedere i gran premi), così Sandra, la madre di Leo, mi dice di andare su in mansarda che c'è il TV LCD così quando comincia me lo godo in santa pace.
Così me ne vado di sopra mi sdraio sul divano e salto da un canale all'altro per far passare il tempo. Dopo una mezzora sento salire le scale. E' Leo che dice che vuole vedere il GP con me. Rispondo OK.
Come il giorno prima si accoccola di fianco a me e non passano che un paio di minuti che ricomincia il gioco delle carezze.
Di nuovo la camicia, poi i jeans ed in un attimo ho l'uccello stretto nella mano di questo giovane ed arrapato adolescente.
Cerco di resistere, ma la tentazione è troppo forte. Comincio anch'io ad accarezzargli la schiena, poi scendo giù fino all'elastico della tuta da ginnastica e piano gli infilo una mano dentro, trovo l'elastico delle mutande e superato anche quello comincio ad accarezzargli il culo che è morbido e sodo come deve essere in un giovane 16enne. Leo intanto continua a masturbarmi. Con la mano scivolo verso il davanti e lì trovo il giovane cazzo teso e pronto, scendo sotto i coglioni e glieli accarezzo, Leo si muove per agevolare le mie manovre, lo sento ansimare. Lo sento che con l'altra mano si abbassa pantaloni e mutande. Ora posso con facilità afferrargli il cazzo e cominciare a menarglielo. Ora ci stiamo segando a vicenda.
Leo ha accelerato ed io faccio altrettanto. Sento che sto per sborrare, lui capisce e mi stringe forte l'uccello, gli sborro di nuovo in mano. Ora sento che muove il bacino facendo scivolare il cazzo nella mia mano. Riprendo a fargli la sega. Il suo respiro è sempre più affannoso. Lo sento diventare ancora più turgido sotto la mia mano. Capisco che sta per venire, in un lampo mi divincolo scendo verso il suo cazzo e me lo infilo in bocca in tempo per ricevere il dolce sapore della sua sborra. Continuo a tenerlo in bocca finché non si ammoscia. Poi mi risistemo. Leo ha gli occhi chiusi e le guance arrossate. Apre gli occhi e mi guarda. Poi dice grazie zio Sergio, è stato bellissimo.

La sera siamo ripartiti per Torino.

Nessun commento:

Posta un commento