Una delle mete dei miei frequenti viaggi di lavoro è Parigi. Qualcuno storcerà il naso, ma io non la trovo granché bella. E’ parecchio sporca ed estremamente costosa, ma…..
Ma ha anche alcuni lati molto interessanti.
Uno dei quali è una ricca dotazione di posti dove trovare facilmente qualche bel culo da scopare.
Comincerei con un locale, che se passate per Parigi non dovete assolutamente perdere, si chiama Impact Bar ed è in Rue de Greneta, 18 a cinque minuti dalla stazione della metro di Reamur-Sebastopole.
L’Impact Bar è un naked gay bar, in pratica per accedere al locale bisogna essere nudi…..
Io l’ho scoperto in internet ed alla prima occasione a Parigi ho voluto provare.
Sono arrivato verso le 20:30, la porta è piccola e rossa in una via poco trafficata, suono il campanello, uno scatto, spingo ed entro. C’è un ingresso tutto nero e molto angusto, di fronte un bancone con un tipo che attacca a parlare, non mastico granché il francese, chiedo se parla inglese, riattacca in un inglese un po’ approssimativo la tiritera che aveva iniziato nella sua lingua. In pratica sono le regole del locale: questo è un locale gay (bene); si può accedere solo se si accetta di restare completamente nudi, si possono tenere scarpe e calze; l’entrata costa 15 euro e comprende una consumazione standard (che sarà mai standard?).
Pago i 15 euro, il tipo mi da un sacco di plastica bianco, poi biascica qualcosa che non capisco e mi indica la tenda che è sulla destra, aggiunge che posso spogliarmi al di là della tenda.
Ok. Prendo il sacco, che immagino dovrà contenere i miei vestiti, e scosto la tenda pensando di accedere ad una sorta di spogliatoio, invece si passa direttamente nel bar…!!!
Il locale all’interno è carino, sulla sinistra una parete di specchi fumé, sul lato opposto il bancone del bar di fronte al quale sono collocati una decina di sgabelli, tutto è giocato sui toni del rosso scuro e le luci sono soffuse. Qua e la gruppi di candele danno un tocco molto suggestivo.
Mi guardo in giro. Certo non è molto grande…..
Al banco ci sono quattro tipi che, ovviamente nudi, siedono agli sgabelli sorseggiando i loro drinks.
Quando sono entrato tutti si sono voltati dalla mia parte. E sono ancora li a guardare.
Mi rendo conto che l’operazione di svestizione fa parte dello spettacolo.
Appena entrati c’è una panca dove appoggiarsi. Mi siedo tolgo il giubbotto che infilo nel sacco, poi mi levo le scarpe, sfilo i jeans e anche loro finiscono nel sacco, ora la camicia, intanto sbircio gli altri avventori che si sono tutti girati a guardare, ora posso vedere anche i loro cazzi mollemente appoggiati tra le gambe, mi tolgo anche i boxer e nudo, mi rinfilo le scarpe da ginnastica.
Chiudo il sacco con il laccio apposito, poi con il mio sacco in mano mi avvio al banco. Uno dei ragazzi dietro il bancone mi ferma, solito bisticcio con la lingua, per fortuna il ragazzo, che per inciso è molto carino, parla un ottimo inglese e mi chiedeva di dargli il sacco, poi mi chiede il nome, digita qualcosa ad un computer, estrae una etichetta che attacca al laccio del sacco sigillandolo, poi applica la matrice ad un talloncino di plastica legato ad un elastico che mi consegna, mentre il sacco finisce in un locale dietro il bancone.
Ora mi guardo in giro. I tipi al banco sono tornati alle loro chiacchiere. Due sembrano molto amici, mentre gli altri due, più giovani sembrano flirtare. Tra me e me penso che se è tutto lì non è davvero molto.
Il ragazzo del bar si avvicina e mi chiede se voglio da bere, gli rispondo non adesso, ed intanto mi informo sulla consumazione standard, in pratica tutti i drink non alcolici più la birra. Se invece vuoi un superalcolico devi pagare a parte.
Un movimento alla mia sinistra attrae la mia attenzione: i due ragazzi sono scesi dai loro sgabelli e si stanno dirigendo in fondo alla sala dove spariscono dietro una specie di paravento…..
Decido di andare a curiosare. Dietro il paravento c’è una scala che scende, sulla parete due frecce, una indica la scala e dice “à la cave” l’altro indica la toilette. Beh visto che si sono vado in bagno, che è profumato e pulitissimo. Esco dal bagno ed imbocco la scala……
Beh ragazzi non potete immaginare cosa c’è in fondo a quella scala….
Una volta abituati gli occhi alla scarsa illuminazione ho iniziato a vedere uomini e ragazzi che nudi si aggirano tra i meandri di quella che sembra una vecchia cantina con i mattoni a vista ed i soffitti a botte.
Il primo locale e un ampia sala da cui si dipartono diversi corridoi. Al centro una piattaforma rialzata, sarà tre metri per tre, coperta da un materasso in lattice. Sopra c’è un ragazzo sdraiato supino con la testa fuori dal bordo che si sta facendo chiavare in bocca alternativamente da altri due. Appena a sinistra delle scale in una specie di rientranza c’è una di quelle culle di cuoio appesa con le catene, sopra un altro ragazzo si sta facendo sfondare da un tipo sulla cinquantina.
Mi aggiro godendomi gli spettacoli ed il cazzo comincia ad andarmi in tiro. Noto che sparsi qua e là sulle pareti ci sono distributori di preservativi e di lubrificante e salviettine umidificate. Imbocco un corridoio. Lungo le pareti ogni tanto c’è una grata che consente di vedere dall’altra parte. Vedo altri ragazzi ed uomini che passeggiano nudi. Il corridoio che ho preso è interrotto da una parete di legno, distratto da tutto il movimento non avevo notato le persone accovacciate e terra lungo la parete che è in effetti un glory hole wall, e tutti sono intenti a succhiare o a farsi succhiare il cazzo infilato nei buchi della parete.
Ho anch’io l’uccello in tiro e decido di provare, ma ha sempre eccitato l’idea, mi avvicino al muro ed infilo il cazzo in uno dei buchi. Per un po’ non succede nulla, poi sento una mano afferrarmi l’uccello e subito il calore di una bocca avvolgerlo. Non posso vedere chi è ma è certamente un gran bocchinaro. Mi succhia il cazzo e lo lavora con lingua tutto intorno alla cappella. Si va avanti per un po’. Poi sento che abbandona il mio cazzo e subito dopo vedo spuntare un cazzo accanto al mio nel buco. Capisco. Mi abbasso e ricambio le attenzioni appena ricevute. E’ un gran bel cazzo non enorme, ma ben proporzionato. Lecco e succhio. Poi il mio partner toglie il cazzo dalla bocca e si volta mostrandomi il culo, poi si allarga le chiappe e si appoggia alla parete. Intravedo il buco del culo e subito comincio a leccarlo e ad infilarci la lingua. Credo il tipo stia apprezzando parecchio perché spinge il culo sempre più verso la parete. Poi all’improvviso si toglie. Mi rialzo da terra. Boh, forse si è stancato. Rinfilo il cazzo nel buco e subito una mano lo afferra tirandolo. Poi una mano si infila richiamandomi con le dita. Non capisco.
Poi mi accorgo che la paratia di legno non arriva fino alla parete, ma c’è uno spazio. Lo raggiungo e giro dietro. Ci sono molti uomini anche su quel lato. Mi avvicino, uno in particolare mi guarda, è moro con i capelli ricci e piuttosto lunghi, avrà più o meno la mia età, un bel fisico anche se non palestrato.
Anch’io lo fisso. Penso che sia lui il mio partner di poco prima. Mi avvicino. Lui sorride, mi sussurra qualcosa, gli dico che non parlo francese. Lui risponde qualcos’altro. Poi mi abbraccia e mi incolla le labbra spalancate sulla bocca. Iniziamo a limonare mentre ci accarezziamo ovunque. Ha un culo sodo e morbido allo stesso tempo. Gli stringo le chiappe accarezzandogli il buchino nel mezzo. Si stacca e si gira appoggiandosi al mio cazzo durissimo. Gira la testa e riprende a baciarmi nel frattempo gli scivolo col cazzo tra le chiappe a stuzzicargli il buchetto. Siamo addossati alla parete e capisco che ha il cazzo infilato in un buco e qualcuno al di la della parete glielo sta succhiando. Si gira di nuovo si abbassa a leccarmi i capezzoli poi scende a prendermi in bocca il cazzo. Succhia per un po’, poi estrae dalla scarpa un preservativo e me lo mette srotolandolo con la bocca. Si rialza. Mi sorride e dice: “Foutre moi!” Questo l’ho capito e non mi faccio pregare. Gli afferro i fianchi lui piega la schiena ed allarga le chiappe con le mani, appoggio la cappella al buco e spingo. Scivolo dentro senza problemi fino a sbattere le palle sul suo culo, poi piano lo tiro fuori e subito di nuovo dentro fino in fondo. “Oho! Oui! Encor!” Comincio a scoparlo. Lui si piega a 90 ed afferra il cazzo di un ragazzo di colore che era li vicino, questi si gira e se lo fa prendere in bocca. Il mio nuovo amico preso davanti e dietro è in visibilio. Succhia come un ossesso facendo ondeggiare i riccioli ormai umidi di sudore. Ondeggia al ritmo delle mie spinte ficcandosi in gola il cazzo dell’altro. Mentre lo scopo sento delle mani sul culo. Poi una lingua che mi lecca il buco. Sono davvero infoiato. Sento che sto per arrivare. “I come!” esclamo. L’amico si sfila il mio cazzo dal culo. Si gira e levatomi il preservativo ricomincia a succhiare velocissimo, bastano pochi secondi e gli scarico in gola un fiume di sborra che si beve senza perderne una goccia. Intanto il ragazzo di colore si sta segando li accanto. Il mio partner, non ancora sazio, si gira si ingoia anche quella nerchia nera e in un attimo si fa un’altra bevuta di sborra calda. Poi si accascia a terra. Vedo che sul pavimento c’è della sborra, deve essere venuto insieme a noi.
Il ragazzo di colore sorride e si allontana. Con la mano accarezzo la testa del mio compagno, lui solleva lo sguardo illanguidito dal recente amplesso e sorridendo dice: “Mercì! A plus tard.” E mi strizza l’occhio.
Sono stanco ma soddisfatto. Mi avvicino al muro prendo un paio di salviettina da un distributore e mi do una ripulita. Sono solo le 21:15, sarà una serata interessante….!
Torno al piano superiore al bar per bermi qualcosa. Torno dal ragazzo che si è preso cura delle mie cose, ed ordino una birra. Me la serve con un gran sorriso. Chiacchieriamo un po’. Mi domanda da dove vengo e cosa mi ha portato a Parigi.
Mentre chiacchieriamo di nuovo sono distratto da un movimento dietro l’angolo del bancone. Mi accomodo meglio sullo sgabello e così posso vedere che succede dietro l’angolo del bancone, complici anche gli specchi disposti ad arte.
Ci sono tre avventori disposti in cerchio di fronte al bancone a sorseggiare i loro drink, ma ce n’è un quarto a terra che si sta sorseggiando i loro cazzi infilandoseli a turno tutti in gola e succhiando con grande evidente goduria.
Mi rivolgo di nuovo al ragazzo e commento che pensavo che tutto si svolgesse solo di sotto, lui ride e scuote la testa, poi mi racconta che gli capita spesso di servire da bere ad avventori ansimanti con il culo riempito da un bel cazzo proprio li di fronte al bancone!
La scena del pompino multiplo mi ha fatto tornare il cazzo duro. Saluto il barista e mi avvio di nuovo verso la cave.
Scese le scale riprendo ad esplorare i corridoi che si diramano dalla sala principale.
Ci sono anfratti che sembrano grotte coperti da reti mimetiche al cui interno si intuiscono presenze impegnate a darsi reciproco piacere. Mi avvicino ad una rete per sbirciare all’interno. E’ questione di un attimo e sento una mano afferrarmi il cazzo attraverso la rete, poi subito una bocca calda avvolgerlo. Dietro la tenda un giovane carponi si sta facendo sfondare il culo mentre mi succhia l’uccello. Assecondo le sue voglie e piano lo scopo in bocca. Lui succhia con impegno ricoprendomi il cazzo di saliva.
Sono impegnato a godermi il bocchino attraverso la rete quando sento due mani che mi accarezzano il culo. Poi il calore del fiato tra le chiappe. Ed infine una lingua che si appoggia al buco del culo lappando profondamente.
Intanto il ragazzo dietro la tenda ha mollato il mio cazzo e ora mugola e geme. Probabilmente si sta godendo la scopata.
Mi stacco dalla tenda e riprendo a gironzolare lasciando il mio leccatore di culo a terra.
Completo il giro e mi ritrovo nella sala grande.
Sull’enorme piattaforma due ragazzi uno di fronte all’altro con il culo all’aria si baciano mentre si fanno inculare da altri li intorno. Mi avvicino e subito qualcuno mi afferra l’uccello, vengo spinto sul materasso ed uno dei ragazzi subito si abbassa a prendermi in bocca il cazzo, mentre l’altro mi bacia in bocca infilandomi tutta la lingua.
Altre mani mi palpano il torace ed i capezzoli, poi qualcuno me li lecca e poi li succhia. Sento che scende fino a raggiungere il ragazzo che ha il mio cazzo in bocca. Poi cominciano a masturbarmi tenendo il cazzo tra le due bocche e slinguandomi la cappella. E’ meraviglioso! Poi il tipo che si aggiunto per ultimo strappa un preservativo e me lo infila, quindi si mette a cavalcioni e si impala cominciando subito ad andare su e giu velocissimo. Il ragazzo gli si attacca al cazzo e succhia con gusto, sempre riempito da chiunque passi di lì!
Spingo anch’io verso l’alto per godere di più della scopata.
Il tipo accelera il vai e vieni mugolando, si afferra le natiche per aprirle più possibile poi si lascia cadere di peso e sborra sulla mia pancia ed in faccia al ragazzo che lecca tutto con gusto, compresa la sborra sulla mia pancia.
Vorrei sborrare anch’io, ma il tipo si toglie e si allontana.
Mi rialzo dal materasso con il cazzo durissimo. Vedo che nell’angolo della culla di cuoio c’è un certo movimento. Mi avvicino ed un tipo è sopra la culla mentre un altro gli sta infilando tutta la mano in culo. Il tipo geme scuotendo la testa. Mi avvicino di più fino ad arrivare vicino alla testa, comincio a sbattergli il cazzo sulla faccia, tira fuori subito la lingua e poco dopo ha tutto il mio uccello in gola.
E’ tutto molto eccitante! Ma comincia ad essere tardi ed ho paura che mi chiuda la metro.
A malincuore risalgo al piano superiore deciso ad andarmene.
Se nonché appena entro nel bar lo vedo.
E’ un ragazzo bellissimo! Non avrà nemmeno vent’anni. Castano con morbidi riccioli che gli incorniciano il viso e due splendidi occhi verdi-azzurri che paiono di cristallo tanto sono luminosi! Il corpo è quasi da adolescente, completamente glabro tranne che intorno all’uccello che pende orgoglioso tra le gambe. Si volta a lasciare il sacco ed il culo perfetto liscio e tondo splende come un faro! A ben pensarci chi se ne frega della metro! Vuol dire che prenderò un taxi.
Il mio giovane adone si gira e si avvia verso la cantina. Mi fermo accanto al paravento e lo osservo passare. Anche lui mi guarda e mi pare che accenni un sorriso.
Lo seguo scendendo le scale dietro di lui. Giunti alla cantina si volta e mi guarda di nuovo.
Si aggira osservando le varie scene che si svolgono attorno al grande materasso e noto che il cazzo comincia a rizzarsi. Lo seguo lungo i corridoi. Ogni tanto si ferma ad osservare ed ogni tanto i nostri sguardi si incrociano.
Terminato il giro si torna alla sala grande.
Ora intorno al lettone ci sono tre gruppi. Il mio giovane angelo si avvicina ad uno dei tre dove due muscolosi ragazzi si stanno facendo spompinare da un ragazzino orientale inginocchiato a terra. Appena è a portata uno dei due ragazzi lo afferra e lo trascina accanto a loro e comincia a palparlo. Poi lo spinge a terra accanto al giapponese ed i due si danno da fare con grossi cazzi dei due ragazzi.
Decido di avvicinarmi anch’io. Mi posiziono dietro uno dei due ragazzi e comincio a palpargli il culo. Lui non reagisce quindi continuo. Infilo le dita tra le chiappe. Poi scendo a leccargli il solco e piano arrivo al buco del culo ed inizio a lavorarmelo di lingua. Il ragazzo non si lamenta. Ora siamo insieme io lecco il culo dietro mentre il giovane elfo succhia l’uccello davanti. Passo anch’io sul davanti e cominciamo ad alternarci a succhiare l’uccello del ragazzo. Poi decidiamo di farlo insieme e così le nostre bocche e le nostre lingue ogni tanto si toccano. Ora ci baciamo, poi riprendiamo a succhiare, ci baciamo ancora e succhiamo. Intanto ho afferrato il cazzo ormai ben duro del mio angioletto e lo masturbo. Poco dopo lui fa lo stesso con il mio.
Il ragazzo si deve essere stancato perché si scosta e con l’amico afferrano il giapponesino e si allontanano.
Prendo il ragazzo per le spalle e lo sollevo ci baciamo di nuovo, poi lo spingo sul materasso e inginocchiatomi gli prendo in bocca il bel cazzo e comincio a succhiare mentre con la lingua gli stuzzico la cappella ed il buchino in cima. Lui mi afferra la testa e me la tiene in posizione carezzandomi i capelli.
Lascio quello splendido uccello e risalgo fino a trovare i capezzoli che sono piccoli e rosei, li lecco e succhio con passione. Geme. Salgo ancora e lo bacio di nuovo. Poi mi scosto e gli sorrido. Gli dico “Sergio.” Lui capisce e risponde “Julien.” Lo bacio di nuovo. Lui mi preme sul torace e mi fa sdraiare. Scende a leccarmi il torace, i capezzoli, poi l’ombelico. Scende ancora e mi bacia e lecca tutto intorno al cazzo. Poi piano sale lungo l’asta durissima con la lingua e arrivato in cima se lo fa scivolare in bocca tutto quanto fino in gola.
Vedo che un altro ragazzo si è unito a noi e dietro a Julien gli sta leccando il culo. Julien si solleva sulle ginocchia per favorire l’accesso al nuovo arrivato. Sono li sdraiato a guardare il mio cazzo sparire tra quelle labbra carnose e il tipo dietro che lecca e bacia quelle chiappe di burro. Accanto alla mia testa vedo apparire un cazzo nero ed enorme, il proprietario è un ragazzo di colore dal fisico scultoreo. Mi giro e apro la bocca è davvero grosso riesco appena a prendere in bocca la cappella, il tipo comincia a muoversi cercando di scoparmi in bocca. Intanto Julien continua il pompino con sempre maggior vigore. Giro lo sguardo e vedo che l’altro ragazzo se lo è impalato e lo scopa di gusto. Vorrei godere anch’io di quel caldo buchetto. Mentre penso a cambiare il gioco il tipo sborra nel culo di Julien e dopo un paio di fremiti toglie il cazzo e si allontana. E’ il momento giusto. Afferro Julien per le spalle e lo sollevo fino a sentire il suo uccello contro il mio. Piano gli infilo le gambe tra le sue. Capisce subito. Afferra un preservativo e si volta ad infilarmelo. Poi allarga le gambe e si mette a cavalcioni, mi afferra il cazzo e se lo punta al buco piano si abbassa e se lo fa entrare tutto fino a sedersi sulle mie palle. Wow è caldissimo e ben lubrificato per la scopata precedente. Inizia a muoversi su e giu, gli afferro l’uccello e lo stringo masturbandolo a ritmo. Il negrone si gira, mette la sua bestia davanti alla faccia di Julien che in un attimo cerca di ingoiarlo e devo dire è più bravo di me perché riesce ad infilarsene in gola quasi metà. Ora ho davanti il culo nero e comincio a baciarlo e leccarlo. Il ragazzo di colore porta dietro le mani ed allarga le chiappe, allora comincio a fotterlo con la lingua. Lui si muove strusciandomi il buco del culo sulla faccia. Julien improvvisamente si toglie dal mio cazzo e si gira a 69 offrendo il culo al ragazzo di colore. Questi afferra un preservativo e subito si posiziona sul buchetto del mio giovane amico. Godo dello spettacolo dalla primissima fila poiché sono proprio sopra la mia faccia. Vedo quell’enorme cazzone cominciare a farsi strada e sento Julien lamentarsi. E’ davvero enorme sarà almeno 25 cm per 7 o 8 di diametro. Non riesco a credere che riuscirà ad entrare. Ma mi sbagliavo. Evidentemente il giovane Julien ha assidue frequentazioni da quelle parti. Dopo un inizio difficile vedo il cazzone ricoperto di lubrificante entrare sempre più a fondo nell’intestino del giovane efebo fino a che è tutto dentro. Julien ansima. Da sotto gli afferro l’uccello e me lo porto alla bocca. Così mentre il negro lo sfonda ad ogni botta il suo cazzo mi affonda in gola. Julien geme e biascica qualcosa. Poi lo sento abbassarsi a prendermi in bocca il cazzo, succhia come se me lo volesse staccare! E intanto si muove incontro al palo che gli sta sfondando il culo.
Cambio di posizione. Ora il negro e Julien sono scivolati sdraiati su un fianco ed il negro gli tiene sollevata una gamba mentre lo prende da dietro. Julien occhi chiusi geme e ansima inarcando la schiena ad ogni colpo. I due sono assatanati. Nuovo cambio di posizione. Ora Julien è di schiena, le gambe sollevate sulle spalle del ragazzo di colore che gli stantuffa quel mostro nel buco del culo dilatatissimo. Io dietro mi abbasso a leccare il cazzo che entra ed esce e lo sfintere dilatato. Poi risalgo verso le chiappe del negro e riprendo a leccargli il buco del culo. Mi sollevo e gli appoggio il cazzo tra le chiappe lui si volta e dice “Yes! Fuck me!” Bene. Mi posiziono meglio tra le coscie del negrone e comincio a spingere sul suo buco, entra senza problemi. Dentro è caldo e le contrazioni dei movimenti della scopata del negro al piccolo Julien si riflettono sul mio uccello stretto nell’ano del ragazzo di colore.
Ora siamo tutti e tre allacciati. Ansimiamo. Julien geme e gira la testa a destra e a sinistra completamente preso dal delirio di quel palo che lo sta aprendo in due. Sento la sborra salirmi dalle palle. “I’m coming!” Quasi grido. Il negro aumenta il ritmo. Lo assecondo aggiungendo le mie spinte alle sue. Il povero Julien è sbatacchiato sul materasso come un bambolotto. Ci sono! Ecco, sborro come mi è capitato di rado. Una quantità enorme, tanto che cola fuori dal preservativo. Sento che anche il negro viene riempiendo il culetto di Julien. Infatti si accascia sul giovane efebo stravolto. Il mio cazzo scivola fuori. Anche il negro si alza e toglie il cazzo dal culo di Julien con un rumore sordo di risucchio. Il mio piccolo angelo rimane a gambe spalancate con il buco del culo oscenamente aperto. Ha tutto l’addome imbrattato di sborra, anche lui è venuto copiosamente.
Il negro si è allontanato. Mi sdraio accanto a Julien e lo bacio. Risponde appena al bacio, è davvero spossato, ma il viso e lo sguardo dimostrano tutta la sua soddisfazione.
Non riesco a resistere e scendo a leccargli via la sborra dalla pancia: è dolce e morbida e ancora calda. Poi torno su lo bacio di nuovo. Mi sorride.
Poi ci alziamo per ripulirci.
Uno sguardo all’orologio ora è davvero tardi e devo andare. Un ultimo saluto al mio bellissimo francesino.
Risalgo di sopra e mi faccio dare la mia roba. Mi rivesto a malincuore, ma sto già pensando alla prossima volta a Parigi……..
giovedì 4 settembre 2008
29. Amsterdam, Adonis Cinema
Cari amici. Come credo di avervi detto nei racconti precedenti lavoro per una multinazionale e spesso viaggio per lavoro.
Eccovi un’esperienza vissuta durante uno dei miei viaggi di lavoro all’estero.
Siamo ad Amsterdam, magnifica città, piena di vita, di gente simpatica e disponibile, di luoghi e locali assolutamente divertenti.
Se poi parliamo della parte gay, beh allora c’è solo l’imbarazzo della scelta.
In questo racconto voglio parlarvi di un cinema a luci rosse gay.
Si chiama Adonis ed è a pochi passi dalla stazione centrale e dalla Dam Platz in Warmoesstraat, 92 BG 1012 JH Amsterdam.
La prima volta che ebbi tra le mani una mappa gay di Amsterdam il fatto che ci fossero cinema gay mi aveva subito incuriosito. Così alla prima occasione decisi di andare a dare un’occhiata…..
Se decideste di andarci un consiglio per l’abbigliamento: non indossate nulla di costoso!
Il cinema si trova all’interno di un sexi shop, si entra con 7 euro ed il biglietto vale tutta la giornata, nel senso che potete uscire e rientrare quante volte vi pare. La sala dove sono proiettati i film, che ovviamente sono porno gay, è, al primo impatto, piuttosto deludente: 15 metri per 10, buia ed arredata con sedie e divani recuperati chissà dove. La pulizia non è certo una caratteristica del locale, tanto che la prima volta ero un po’ indeciso so dove era meglio non sedersi. Però…..
Però, bisogna andare oltre le apparenze.
Una volta entrato attesi che gli occhi si abituassero all’oscurità ed osservai bene la sala. Sul fondo a destra alcune file di sedie, qualcuna di queste le classiche da cinema in legno con la seduta ribaltabile. A sinistra un piano rialzato coperto con un cuscinone in finta pelle. Poi più avanti quattro divani, due per lato, proprio sotto lo schermo.
Mi incammino lungo il corridoio e decido di sedermi sul divano in prima fila a sinistra. Mi accomodo e comincio a guardare il film, che non è male nel suo genere. Dopo un po’ le scene del film fanno il loro effetto e comincio a toccarmi il cazzo da sopra i jeans.
Qualcuno entra e si siede al divano sul lato opposto al mio. Mi giro a guardare, alla luce dello schermo sembra un tipo non male forse sui trenta.
Torno a guardare il film. Ogni tanto giro lo sguardo verso il mio vicino: anche lui si sta pastrugnando il cazzo.
Continuo a guardare il film e a smanettarmi l’uccello, che nel frattempo ho tirato fuori dai jeans.
Mi volto e vedo che il mio vicino mi sta guardando e mi sorride. Ricambio il sorriso. Riprendo a seguire le evoluzioni che si susseguono sullo schermo, ma sono distratto dai movimenti del tipo sul divano. Mi volto e vedo che si è aperto per bene i jeans, ora il suo uccello è ben visibile avvolto dalla mano che lo masturba. Sollevo gli occhi e vedo che mi guarda di nuovo. Mi strizza l’occhio, poi si solleva la t-shirt scoprendosi l’addome e il petto e con l’altra mano si accarezza i capezzoli.
Ora tutta la mia attenzione è per il mio vicino.
Mi guarda di nuovo. Poi si volta verso il resto della sala, si gira di nuovo verso di me, altro sorriso accompagnato da una strizzata d’occhio, poi con un gesto si sfila la maglietta e rimane a torso nudo. Sono sempre più interessato. Mi accomodo sul divano per poterlo osservare meglio. Lui mi fissa. Molla il cazzo e si abbassa a slacciarsi le scarpe, poi le sfila, appoggia i piedi sul divano e lentamente si fa scivolare lungo le gambe i jeans e le mutande fino a levarli ed a rimanere nudo con i soli calzini addosso…!!!!
Mi guarda passandosi la lingua sulle labbra. Poi appoggia una gamba a terra e l’altra sullo schienale del divano. Ora posso vedere bene il cazzo in tiro che continua a masturbarsi, e più sotto le palle tese ed ancora più sotto il buco del culo appena nascosto da una lieve peluria.
Non so bene cosa fare a parte smanettarmi il cazzo. Gli altri avventori del cinema osservano. Ci guardiamo di nuovo, il tipo si passa la mano sul culo carezzandosi il buco, poi si alza a nudo com’è si avvicina ad un lato dello schermo e scompare…..
Intuisco che ci debba essere un passaggio. Mi alzo e lo seguo. Infatti c’è una specie di piccolo antibagno, sulla parete un distributore di carta, subito di fronte una stanzetta piastrellata di bianco, nel buio intravedo i piedi nei calzini bianchi appoggiati a terra. Entro nella stanzetta. Il tipo è lì appoggiato ad un largo gradino ricoperto dalle piastrelle, sul lato opposto dovevano esserci dei lavandini che sono stati rimossi, il pavimento avrebbe bisogno di una bella lavata. Ma tutto insieme, vuoi per la situazione, vuoi per la novità è molto eccitante ed ho il cazzo durissimo.
Appena dentro il tipo mi afferra un braccio e mi tira a se. Mi accarezza la schiena ed infila le mani sotto il giubbotto, poi mi sfila la camicia dai jeans e mi sfiora la pelle nuda della schiena. Mi stringe ancora di più, sento il suo uccello duro contro il mio. I nostri volti sono vicinissimi. Sfioro le sue labbra e subito iniziamo a baciarci, sento la sua lingua che mi esplora la bocca, poi si prende la mia e la succhia.
Or armeggia con i bottoni della camicia e me la apre, mi accarezza i capezzoli, poi si china leggermente a baciarli e succhiarli. Sempre leccando torna verso l’alto a leccarmi il collo, poi la spalla che ha scoperto, mi fa scendere camicia e giubbotto lungo il braccio fino a sfilarmeli del tutto lasciandomi a torso nudo, per un attimo spero che i vestiti non finiscano a terra, poi vedo che li ha appoggiati sul gradino li a fianco.
Ora scende sul mio addome e subito sento la lingua leccarmi la cappella che ha un sussulto. Sento la mano che mi afferra l’uccello e calde labbra che lo avvolgono. Gemo di soddisfazione, giro la testa e noto che alcuni degli altri spettatori sono li fuori dalla stanzetta e godersi il nostro spettacolo dal vivo. Nessuno però sembra volersi intromettere.
Ora il mio nuovo amico mi sta leccando e succhiando i coglioni, è davvero bravo! Quando li ha in bocca li solletica con la punta della lingua! Davvero fantastico! Gli prendo la testa e lo sollevo, ci baciamo di nuovo. Poi tocca a me mi abbasso e mi fiondo sul suo cazzo infilandomelo tutto in gola. Mugola anche lui e mi appoggia una mano sulla testa dandomi lievemente il ritmo. Inizio a spompinare lentamente leccando mentre me lo infila in bocca e succhiando quando lo ritrae. Dopo un minuto di questo trattamento mi toglie il cazzo dalla bocca grondante di saliva e si volta aprendosi le natiche. Con la salivazione già stimolata dal pompino che gli stavo facendo passo a leccargli e sbausciargli il buco del culo. Mentre lo lecco lui si infila dentro le dita ed io lecco e succhio entrambi il buco del culo e le dita.
Si volta e dice qualcosa credo in olandese. Mi stacco e dico solo: “English” e lui in risposta: “Fuck me!” Ok! Non chiedo di meglio! Mi rialzo e gli appoggio la cappella sul buco del culo ormai ben lubrificato, spingo leggermente e la cappella entra come in un panetto di burro. Lui sospira e spinge in fuori il culo. Inizio a spingere dentro e fuori, avverto confusamente che gli altri sono li intorno a guardare e che si stanno masturbando. Lui alza una gamba e la appoggia al gradino. In questa posizione posso scoparlo alla grande. Mi posiziono bene tra le sue gambe e parto dando dei gran colpi. Ad ogni affondo il tipo emette un gemito. Sento la sua mano sul culo che mi tira ancora di più verso di lui. Si volta a metà a guardarmi, sorride madido di sudore: “Oho, yes! Fuck me baby! Fuck me hard! Come on!” Comincio a sentire montare la sborra dai coglioni. Spingo ancora più forte, menando dei gran colpi ed infilandoglielo tutto fino a sentire le sue palle che sfiorano le mie. Gli afferro le spalle ed aggrappandomi gli meno gli ultimi colpi fino a che gli scarico nel culo sei o sette fiotti di sborra calda. Mi accascio sulla sua schiena. Sento che mormora e poi lo sento scuotersi e le contrazioni del suo orgasmo che si ripercuotono sul mio cazzo ancora infilato su per il suo culo.
Restiamo così, ansanti per un paio di minuti, poi sfilo l’uccello che si sta ammosciando e mi tiro su pantaloni e mutande. Gli spettatori se ne sono tornati ai loro posti. Il mio amico si volta e mi bacia. Sorride. “Thanks! Was fantastic! You really enjoy me!” Mi porge la camicia ed il giubbotto. Finisco di vestirmi. Poi insieme torniamo in sala. Lui si siede sul divano e comincia a rivestirsi. Io sono seduto accanto e lo osservo. E’ un bel ragazzo. Biondo oro, con due grandi occhi azzurri. Ha mani dalle dita lunghe ed un bel fisico asciutto, ma non troppo magro.
Ha finito di vestirsi. Gli chiedo se gli va qualcosa da bere. Accetta. Usciamo dal cinema e ci incamminiamo verso il centro chiacchierando.
Così scopro che ha 27 anni, si chiama Stephan, è uno studente di legge, ed abita nei sobborghi della città. Gli racconto di me, gongola quando scopre che sono italiano e mi accenna ad una vacanza memorabile che ha trascorso qualche anno prima a Rimini.
Troviamo un pub vicino a piazza Dam e ci prendiamo due birre. La conversazione va avanti in modo molto piacevole. Poi gli chiedo com’è la vita gay ad Amsterdam, mi racconta di un po’ di locali e di alcune saune che vale la pena visitare, gli chiedo se va spesso al cinema di stasera, mi risponde che lo fa ogni tanto quando vuole fare “wild sex”! Gli dico che sono sorpreso che nessuno degli altri avventori si sia infilato nel nostro amplesso, ma lui risponde che c’è una specie di codice: se sei nella stanzetta tutti possono guardare, ma nessuno partecipare se non esplicitamente invitato, invece a sinistra della stanzetta c’è un corridoio ceh funziona come una dark room, se ti infili li dentro sei disposto a fare tutto più o meno con tutti. Poi c’è il live show. Lo guardo incuriosito. Mi spiega che a volte uno o più persone si mettono sul grosso cuscino che c’è in sala e ripetono le scene che passano sullo schermo. In questi casi può partecipare chiunque se non viene allontanato.
La serata è stata davvero piacevole. Gli chiedo cosa farà la sera dopo, visto che mi devo fermare ancora un giorno, ma purtroppo è impegnato. Pazienza. Ci salutiamo fuori dal pub. Vado verso la stazione e me ne torno in albergo.
La sera dopo, uscito dall’ufficio vado in un centro commerciale a fare acquisti, mi serve qualcosa di più adatto per le mie scorribande….alla fine decido per un bel completo da jogging grigio melange (calzoncini e maglietta), tubolari ed un paio di sneackers.
Di corsa in albergo, una doccia veloce e poi via verso il cinema della perdizione!
Dopo ieri sera ho le idee più chiare su come funziona l’ambiente.
Decido di sedermi sullo stesso divano della sera prima.
Il film è diverso, meno male, perché al momento a parte qualche vecchietto non c’è nulla di interessante in sala.
Per un po’ sono preso dal film che, tutto sommato non è male. Ogni tanto entra qualcuno in sala, ma niente di che.
Sto seguendo un complicato triangolo sullo schermo e non mi sono accorto che due ragazzi hanno occupato il divano dietro il mio.
Ad attirare la mia attenzione sono stati i movimenti alle mie spalle, mi volto e vedo un bel biondino con il cazzo tutto in bocca ad una bella testa di ricci scuri.
Mi accomodo per godermi lo spettacolo live, ma i due smettono e cominciano a pomiciare. Ogni tanto il biondino mi lancia un occhiata.
Torno a guardare il film e così fanno gli altri che si erano avvicinati a loro volta.
Passa qualche minuto ed i due ragazzi si alzano e si infilano nel passaggio dietro lo schermo. Attendo un attimo e li seguo. Al minimo mi godrò lo spettacolo. Ma i due non sono nella stanzetta piastrellata di ieri sera, ma si sono addentrati lungo il corridoio e sono fermi circa a metà appoggiati ad un rialzo di cemento che si stanno baciando ed accarezzando.
Memore delle istruzioni del Stephan imbocco il corridoio e passo nello stretto passaggio lasciato dai due tra loro ed il muro, passando struscio il cazzo mezzo tosto sul culo del ricciolino, che non fa una piega. Faccio altri due passi, poi torno indietro e mi fermo vicino ai due.
Il biondo ha infilato le mani nei pantaloni dell’amico e gli sta palpando il culo, mentre il riccio si struscia sul suo inguine.
Decido di passare all’azione.
Sollevo una mano ad accarezzare il petto del biondino e comincio ad accarezzargli i capezzoli. Lui non si muove. Con l’altra mano faccio lo stesso con l’amico, che subito me la afferra e la spinge sui capezzoli costringendomi a strofinarli. Allora scendo verso l’addome, sollevo la maglietta e carezzo la pelle nuda, risalgo ed arrivato ai capezzoli comincio a pizzicarli.
Il biondino intanto si è sollevato la maglietta e se l’è passata dietro la testa scoprendo il torace. Mi abbasso a leccargli e succhiargli i capezzoli. Intanto sento una mano, deve essere del ricciolino, che mi tasta l’uccello nei calzoncini, poi infila la mano dentro e me lo tira fuori tenendolo ben stretto.
Vedo che ha l’altra mano impegnata allo stesso modo con il cazzo dell’amico.
Smetto per un attimo di leccare i capezzoli del biondo ed il riccio subito si avvicina e mi bacia in bocca, subito anche il biondo si unisce in una limonata a tre, con le lingue che vorticano da una bocca all’altra.
Poi il riccio scende a leccarmi il collo, mi solleva la maglia e passa ai capezzoli, poi subito alla pancia ed in un attimo mi sta leccando il cazzo, poi se lo infila in bocca e comincia a succhiare, intanto io ho afferrato l’uccello del biondo e lo sto segando mentre ci baciamo. Sento afferrare il cazzo del biondino, poi allontanarmi la mano ed il riccio comincia a spompinare l’amico mentre mi masturba. Ora mi ha messo una mano sul culo da sotto e mi tira verso di lui, alla fine i nostri due cazzi sono vicinissimi ed il riccio cerca di prenderli in bocca tutti e due. Lecca e succhia come un forsennato!
Sono preso dallo straordinario pompino, quando sento accarezzarmi le chiappe, qualcun altro si sta unendo al gruppo, è buio e non riesco a vedere, ma lascio fare.
Il riccio si risolleva, ci afferra, me ed il biondino, dietro la nuca ed attirandoci a se cominciamo un gioco di lingue a tre.
Intanto alle mie spalle qualcuno si è accucciato e mi sta leccando tra le chiappe il buco del culo.
Mi piego e scendo a prendere in bocca il cazzone del biondino, lasciandoli a baciarsi, così facendo agevolo l’attività del tipo che mi sta leccando. Anche il ricciolino mi strofina l’uccello sulla faccia, mi alterno a succhiare ora l’uno ora l’altro. Infilo una mano tra le gambe del riccio e comincio a solleticargli il buchetto con le dita, allarga piano le gambe e mi afferra la mano spingendola verso il buco. Mi succhio il dito e lo infilo. Un altro cazzo si è avvicinato ed anche a lui riservo un po’ di spazio nella mia famelica bocca.
Il biondino è accosciato accanto a me ed inizia a leccare il culo del compagno, mentre io continuo a spompinarlo. L’altro tipo si è voltato dopo un ultima succhiata ed ha sborrato sul pavimento, peccato.
Il Biondino sta armeggiando con i pantaloni del riccio e finalmente gli sfila questi e le mutande. Ora si è rialzato ed ha infilato il cazzo tra le coscie dell’amico, così posso succhiare il riccio e scendere a leccare la cappella del biondo.
Risalgo anch’io ed infilo a mia volta il cazzo tra le gambe del riccio accanto a quello del biondino ed insieme ci muoviamo come se lo scopassimo strusciando i nostri cazzi uno sull’altro.
Il riccio geme e sospira afferrando ora me ora il biondo. Il biondo si gira e si appoggia al rialzo dietro di lui. Il riccio gli si preme contro strusciando le chiappe sul cazzo dell’amico.
Il biondino si siede sul rialzo, Il riccio sale sopra con i piedi a cavallo della gambe del biondo, poi si lascia calare sul cazzo e piano se lo fa scivolare in culo gemendo ad ogni centimetro. Io li davanti mi sego il cazzo. Poi scendo a leccare il cazzone che entra ed esce dal buco ormai dilatato ed anche le palle del riccio. Ogni tanto risalgo a prendere in bocca l’uccello durissimo del riccio.
Cambio di posizione. Il biondino si alza, gira l’amico e lo mette a novanta appoggiato al rialzo. Gli allarga bene le chiappe e lo infilza nuovamente. Io dietro mi abbasso a leccargli il culo. Lecco ed infilo la lingua nel buco. Anche il biondino ansima. Sto per provare ad infilare un dito, ma il biondino mi afferra il braccio facendomi alzare, mi tira verso di se e mi bacia. Poi mi afferra l’uccello e me lo mena un po’. Infine mi guarda e dice: “Go guy! Fuck me!” Non mi faccio pregare. Mi posiziono alle sue spalle e puntato il buco roseo del suo bel culo comincio a spingere. Un paio di colpi e sono dentro. Non devo fare praticamente nulla. Mentre incula il compagno allo stesso tempo si fotte il mio cazzo in culo! Meraviglioso!
Il riccio ansima e mugola sollevando le chiappe per prenderlo meglio. Il biondino è in estasi godendosi il fottere e l’essere fottuto, Io all’apice dell’eccitazione ho cominciato a dare dei gran colpi in culo al biondo che si riflettono nel culo del riccio. Il nostro trenino è ormai vicino alla fine della corsa. “I’m coming!” sussurro all’orecchio del biondino. “Yes! Yes!” mormora ad occhi chiusi. Un'altra spinta e sento le contrazioni dell’orgasmo del biondino proprio mentre la sborra mi sale lungo il cazzo e riempie il suo bel culo. Il riccio lancia un gridolino e poi si accascia ansimando, anche lui è venuto.
Siamo un bagno di sudore ed emaniamo un intenso odore di sesso e sborra.
Il cazzo mi si sta ammosciando e scivola fuori dal suo caldo rifugio. Mi giro e mi appoggio al rialzo a riprendere fiato.
Il biondo mi guarda e sorride. Anche lui ha tirato fuori l’uccello dal culo dell’amico e la sborra sta colando fuori dal buco del culo aperto. Anche il riccio si rialza.
Mi risistemo maglia a calzoncini. Il riccio si sta rivestendo. Mi avvicino un bacio a lui ed uno al biondino.
Poi esco da quel corridoio e dal cinema.
Fuori la serata è deliziosamente fresca e aggiungerei è stata anche molto soddisfacente.
Alla prossima.
Eccovi un’esperienza vissuta durante uno dei miei viaggi di lavoro all’estero.
Siamo ad Amsterdam, magnifica città, piena di vita, di gente simpatica e disponibile, di luoghi e locali assolutamente divertenti.
Se poi parliamo della parte gay, beh allora c’è solo l’imbarazzo della scelta.
In questo racconto voglio parlarvi di un cinema a luci rosse gay.
Si chiama Adonis ed è a pochi passi dalla stazione centrale e dalla Dam Platz in Warmoesstraat, 92 BG 1012 JH Amsterdam.
La prima volta che ebbi tra le mani una mappa gay di Amsterdam il fatto che ci fossero cinema gay mi aveva subito incuriosito. Così alla prima occasione decisi di andare a dare un’occhiata…..
Se decideste di andarci un consiglio per l’abbigliamento: non indossate nulla di costoso!
Il cinema si trova all’interno di un sexi shop, si entra con 7 euro ed il biglietto vale tutta la giornata, nel senso che potete uscire e rientrare quante volte vi pare. La sala dove sono proiettati i film, che ovviamente sono porno gay, è, al primo impatto, piuttosto deludente: 15 metri per 10, buia ed arredata con sedie e divani recuperati chissà dove. La pulizia non è certo una caratteristica del locale, tanto che la prima volta ero un po’ indeciso so dove era meglio non sedersi. Però…..
Però, bisogna andare oltre le apparenze.
Una volta entrato attesi che gli occhi si abituassero all’oscurità ed osservai bene la sala. Sul fondo a destra alcune file di sedie, qualcuna di queste le classiche da cinema in legno con la seduta ribaltabile. A sinistra un piano rialzato coperto con un cuscinone in finta pelle. Poi più avanti quattro divani, due per lato, proprio sotto lo schermo.
Mi incammino lungo il corridoio e decido di sedermi sul divano in prima fila a sinistra. Mi accomodo e comincio a guardare il film, che non è male nel suo genere. Dopo un po’ le scene del film fanno il loro effetto e comincio a toccarmi il cazzo da sopra i jeans.
Qualcuno entra e si siede al divano sul lato opposto al mio. Mi giro a guardare, alla luce dello schermo sembra un tipo non male forse sui trenta.
Torno a guardare il film. Ogni tanto giro lo sguardo verso il mio vicino: anche lui si sta pastrugnando il cazzo.
Continuo a guardare il film e a smanettarmi l’uccello, che nel frattempo ho tirato fuori dai jeans.
Mi volto e vedo che il mio vicino mi sta guardando e mi sorride. Ricambio il sorriso. Riprendo a seguire le evoluzioni che si susseguono sullo schermo, ma sono distratto dai movimenti del tipo sul divano. Mi volto e vedo che si è aperto per bene i jeans, ora il suo uccello è ben visibile avvolto dalla mano che lo masturba. Sollevo gli occhi e vedo che mi guarda di nuovo. Mi strizza l’occhio, poi si solleva la t-shirt scoprendosi l’addome e il petto e con l’altra mano si accarezza i capezzoli.
Ora tutta la mia attenzione è per il mio vicino.
Mi guarda di nuovo. Poi si volta verso il resto della sala, si gira di nuovo verso di me, altro sorriso accompagnato da una strizzata d’occhio, poi con un gesto si sfila la maglietta e rimane a torso nudo. Sono sempre più interessato. Mi accomodo sul divano per poterlo osservare meglio. Lui mi fissa. Molla il cazzo e si abbassa a slacciarsi le scarpe, poi le sfila, appoggia i piedi sul divano e lentamente si fa scivolare lungo le gambe i jeans e le mutande fino a levarli ed a rimanere nudo con i soli calzini addosso…!!!!
Mi guarda passandosi la lingua sulle labbra. Poi appoggia una gamba a terra e l’altra sullo schienale del divano. Ora posso vedere bene il cazzo in tiro che continua a masturbarsi, e più sotto le palle tese ed ancora più sotto il buco del culo appena nascosto da una lieve peluria.
Non so bene cosa fare a parte smanettarmi il cazzo. Gli altri avventori del cinema osservano. Ci guardiamo di nuovo, il tipo si passa la mano sul culo carezzandosi il buco, poi si alza a nudo com’è si avvicina ad un lato dello schermo e scompare…..
Intuisco che ci debba essere un passaggio. Mi alzo e lo seguo. Infatti c’è una specie di piccolo antibagno, sulla parete un distributore di carta, subito di fronte una stanzetta piastrellata di bianco, nel buio intravedo i piedi nei calzini bianchi appoggiati a terra. Entro nella stanzetta. Il tipo è lì appoggiato ad un largo gradino ricoperto dalle piastrelle, sul lato opposto dovevano esserci dei lavandini che sono stati rimossi, il pavimento avrebbe bisogno di una bella lavata. Ma tutto insieme, vuoi per la situazione, vuoi per la novità è molto eccitante ed ho il cazzo durissimo.
Appena dentro il tipo mi afferra un braccio e mi tira a se. Mi accarezza la schiena ed infila le mani sotto il giubbotto, poi mi sfila la camicia dai jeans e mi sfiora la pelle nuda della schiena. Mi stringe ancora di più, sento il suo uccello duro contro il mio. I nostri volti sono vicinissimi. Sfioro le sue labbra e subito iniziamo a baciarci, sento la sua lingua che mi esplora la bocca, poi si prende la mia e la succhia.
Or armeggia con i bottoni della camicia e me la apre, mi accarezza i capezzoli, poi si china leggermente a baciarli e succhiarli. Sempre leccando torna verso l’alto a leccarmi il collo, poi la spalla che ha scoperto, mi fa scendere camicia e giubbotto lungo il braccio fino a sfilarmeli del tutto lasciandomi a torso nudo, per un attimo spero che i vestiti non finiscano a terra, poi vedo che li ha appoggiati sul gradino li a fianco.
Ora scende sul mio addome e subito sento la lingua leccarmi la cappella che ha un sussulto. Sento la mano che mi afferra l’uccello e calde labbra che lo avvolgono. Gemo di soddisfazione, giro la testa e noto che alcuni degli altri spettatori sono li fuori dalla stanzetta e godersi il nostro spettacolo dal vivo. Nessuno però sembra volersi intromettere.
Ora il mio nuovo amico mi sta leccando e succhiando i coglioni, è davvero bravo! Quando li ha in bocca li solletica con la punta della lingua! Davvero fantastico! Gli prendo la testa e lo sollevo, ci baciamo di nuovo. Poi tocca a me mi abbasso e mi fiondo sul suo cazzo infilandomelo tutto in gola. Mugola anche lui e mi appoggia una mano sulla testa dandomi lievemente il ritmo. Inizio a spompinare lentamente leccando mentre me lo infila in bocca e succhiando quando lo ritrae. Dopo un minuto di questo trattamento mi toglie il cazzo dalla bocca grondante di saliva e si volta aprendosi le natiche. Con la salivazione già stimolata dal pompino che gli stavo facendo passo a leccargli e sbausciargli il buco del culo. Mentre lo lecco lui si infila dentro le dita ed io lecco e succhio entrambi il buco del culo e le dita.
Si volta e dice qualcosa credo in olandese. Mi stacco e dico solo: “English” e lui in risposta: “Fuck me!” Ok! Non chiedo di meglio! Mi rialzo e gli appoggio la cappella sul buco del culo ormai ben lubrificato, spingo leggermente e la cappella entra come in un panetto di burro. Lui sospira e spinge in fuori il culo. Inizio a spingere dentro e fuori, avverto confusamente che gli altri sono li intorno a guardare e che si stanno masturbando. Lui alza una gamba e la appoggia al gradino. In questa posizione posso scoparlo alla grande. Mi posiziono bene tra le sue gambe e parto dando dei gran colpi. Ad ogni affondo il tipo emette un gemito. Sento la sua mano sul culo che mi tira ancora di più verso di lui. Si volta a metà a guardarmi, sorride madido di sudore: “Oho, yes! Fuck me baby! Fuck me hard! Come on!” Comincio a sentire montare la sborra dai coglioni. Spingo ancora più forte, menando dei gran colpi ed infilandoglielo tutto fino a sentire le sue palle che sfiorano le mie. Gli afferro le spalle ed aggrappandomi gli meno gli ultimi colpi fino a che gli scarico nel culo sei o sette fiotti di sborra calda. Mi accascio sulla sua schiena. Sento che mormora e poi lo sento scuotersi e le contrazioni del suo orgasmo che si ripercuotono sul mio cazzo ancora infilato su per il suo culo.
Restiamo così, ansanti per un paio di minuti, poi sfilo l’uccello che si sta ammosciando e mi tiro su pantaloni e mutande. Gli spettatori se ne sono tornati ai loro posti. Il mio amico si volta e mi bacia. Sorride. “Thanks! Was fantastic! You really enjoy me!” Mi porge la camicia ed il giubbotto. Finisco di vestirmi. Poi insieme torniamo in sala. Lui si siede sul divano e comincia a rivestirsi. Io sono seduto accanto e lo osservo. E’ un bel ragazzo. Biondo oro, con due grandi occhi azzurri. Ha mani dalle dita lunghe ed un bel fisico asciutto, ma non troppo magro.
Ha finito di vestirsi. Gli chiedo se gli va qualcosa da bere. Accetta. Usciamo dal cinema e ci incamminiamo verso il centro chiacchierando.
Così scopro che ha 27 anni, si chiama Stephan, è uno studente di legge, ed abita nei sobborghi della città. Gli racconto di me, gongola quando scopre che sono italiano e mi accenna ad una vacanza memorabile che ha trascorso qualche anno prima a Rimini.
Troviamo un pub vicino a piazza Dam e ci prendiamo due birre. La conversazione va avanti in modo molto piacevole. Poi gli chiedo com’è la vita gay ad Amsterdam, mi racconta di un po’ di locali e di alcune saune che vale la pena visitare, gli chiedo se va spesso al cinema di stasera, mi risponde che lo fa ogni tanto quando vuole fare “wild sex”! Gli dico che sono sorpreso che nessuno degli altri avventori si sia infilato nel nostro amplesso, ma lui risponde che c’è una specie di codice: se sei nella stanzetta tutti possono guardare, ma nessuno partecipare se non esplicitamente invitato, invece a sinistra della stanzetta c’è un corridoio ceh funziona come una dark room, se ti infili li dentro sei disposto a fare tutto più o meno con tutti. Poi c’è il live show. Lo guardo incuriosito. Mi spiega che a volte uno o più persone si mettono sul grosso cuscino che c’è in sala e ripetono le scene che passano sullo schermo. In questi casi può partecipare chiunque se non viene allontanato.
La serata è stata davvero piacevole. Gli chiedo cosa farà la sera dopo, visto che mi devo fermare ancora un giorno, ma purtroppo è impegnato. Pazienza. Ci salutiamo fuori dal pub. Vado verso la stazione e me ne torno in albergo.
La sera dopo, uscito dall’ufficio vado in un centro commerciale a fare acquisti, mi serve qualcosa di più adatto per le mie scorribande….alla fine decido per un bel completo da jogging grigio melange (calzoncini e maglietta), tubolari ed un paio di sneackers.
Di corsa in albergo, una doccia veloce e poi via verso il cinema della perdizione!
Dopo ieri sera ho le idee più chiare su come funziona l’ambiente.
Decido di sedermi sullo stesso divano della sera prima.
Il film è diverso, meno male, perché al momento a parte qualche vecchietto non c’è nulla di interessante in sala.
Per un po’ sono preso dal film che, tutto sommato non è male. Ogni tanto entra qualcuno in sala, ma niente di che.
Sto seguendo un complicato triangolo sullo schermo e non mi sono accorto che due ragazzi hanno occupato il divano dietro il mio.
Ad attirare la mia attenzione sono stati i movimenti alle mie spalle, mi volto e vedo un bel biondino con il cazzo tutto in bocca ad una bella testa di ricci scuri.
Mi accomodo per godermi lo spettacolo live, ma i due smettono e cominciano a pomiciare. Ogni tanto il biondino mi lancia un occhiata.
Torno a guardare il film e così fanno gli altri che si erano avvicinati a loro volta.
Passa qualche minuto ed i due ragazzi si alzano e si infilano nel passaggio dietro lo schermo. Attendo un attimo e li seguo. Al minimo mi godrò lo spettacolo. Ma i due non sono nella stanzetta piastrellata di ieri sera, ma si sono addentrati lungo il corridoio e sono fermi circa a metà appoggiati ad un rialzo di cemento che si stanno baciando ed accarezzando.
Memore delle istruzioni del Stephan imbocco il corridoio e passo nello stretto passaggio lasciato dai due tra loro ed il muro, passando struscio il cazzo mezzo tosto sul culo del ricciolino, che non fa una piega. Faccio altri due passi, poi torno indietro e mi fermo vicino ai due.
Il biondo ha infilato le mani nei pantaloni dell’amico e gli sta palpando il culo, mentre il riccio si struscia sul suo inguine.
Decido di passare all’azione.
Sollevo una mano ad accarezzare il petto del biondino e comincio ad accarezzargli i capezzoli. Lui non si muove. Con l’altra mano faccio lo stesso con l’amico, che subito me la afferra e la spinge sui capezzoli costringendomi a strofinarli. Allora scendo verso l’addome, sollevo la maglietta e carezzo la pelle nuda, risalgo ed arrivato ai capezzoli comincio a pizzicarli.
Il biondino intanto si è sollevato la maglietta e se l’è passata dietro la testa scoprendo il torace. Mi abbasso a leccargli e succhiargli i capezzoli. Intanto sento una mano, deve essere del ricciolino, che mi tasta l’uccello nei calzoncini, poi infila la mano dentro e me lo tira fuori tenendolo ben stretto.
Vedo che ha l’altra mano impegnata allo stesso modo con il cazzo dell’amico.
Smetto per un attimo di leccare i capezzoli del biondo ed il riccio subito si avvicina e mi bacia in bocca, subito anche il biondo si unisce in una limonata a tre, con le lingue che vorticano da una bocca all’altra.
Poi il riccio scende a leccarmi il collo, mi solleva la maglia e passa ai capezzoli, poi subito alla pancia ed in un attimo mi sta leccando il cazzo, poi se lo infila in bocca e comincia a succhiare, intanto io ho afferrato l’uccello del biondo e lo sto segando mentre ci baciamo. Sento afferrare il cazzo del biondino, poi allontanarmi la mano ed il riccio comincia a spompinare l’amico mentre mi masturba. Ora mi ha messo una mano sul culo da sotto e mi tira verso di lui, alla fine i nostri due cazzi sono vicinissimi ed il riccio cerca di prenderli in bocca tutti e due. Lecca e succhia come un forsennato!
Sono preso dallo straordinario pompino, quando sento accarezzarmi le chiappe, qualcun altro si sta unendo al gruppo, è buio e non riesco a vedere, ma lascio fare.
Il riccio si risolleva, ci afferra, me ed il biondino, dietro la nuca ed attirandoci a se cominciamo un gioco di lingue a tre.
Intanto alle mie spalle qualcuno si è accucciato e mi sta leccando tra le chiappe il buco del culo.
Mi piego e scendo a prendere in bocca il cazzone del biondino, lasciandoli a baciarsi, così facendo agevolo l’attività del tipo che mi sta leccando. Anche il ricciolino mi strofina l’uccello sulla faccia, mi alterno a succhiare ora l’uno ora l’altro. Infilo una mano tra le gambe del riccio e comincio a solleticargli il buchetto con le dita, allarga piano le gambe e mi afferra la mano spingendola verso il buco. Mi succhio il dito e lo infilo. Un altro cazzo si è avvicinato ed anche a lui riservo un po’ di spazio nella mia famelica bocca.
Il biondino è accosciato accanto a me ed inizia a leccare il culo del compagno, mentre io continuo a spompinarlo. L’altro tipo si è voltato dopo un ultima succhiata ed ha sborrato sul pavimento, peccato.
Il Biondino sta armeggiando con i pantaloni del riccio e finalmente gli sfila questi e le mutande. Ora si è rialzato ed ha infilato il cazzo tra le coscie dell’amico, così posso succhiare il riccio e scendere a leccare la cappella del biondo.
Risalgo anch’io ed infilo a mia volta il cazzo tra le gambe del riccio accanto a quello del biondino ed insieme ci muoviamo come se lo scopassimo strusciando i nostri cazzi uno sull’altro.
Il riccio geme e sospira afferrando ora me ora il biondo. Il biondo si gira e si appoggia al rialzo dietro di lui. Il riccio gli si preme contro strusciando le chiappe sul cazzo dell’amico.
Il biondino si siede sul rialzo, Il riccio sale sopra con i piedi a cavallo della gambe del biondo, poi si lascia calare sul cazzo e piano se lo fa scivolare in culo gemendo ad ogni centimetro. Io li davanti mi sego il cazzo. Poi scendo a leccare il cazzone che entra ed esce dal buco ormai dilatato ed anche le palle del riccio. Ogni tanto risalgo a prendere in bocca l’uccello durissimo del riccio.
Cambio di posizione. Il biondino si alza, gira l’amico e lo mette a novanta appoggiato al rialzo. Gli allarga bene le chiappe e lo infilza nuovamente. Io dietro mi abbasso a leccargli il culo. Lecco ed infilo la lingua nel buco. Anche il biondino ansima. Sto per provare ad infilare un dito, ma il biondino mi afferra il braccio facendomi alzare, mi tira verso di se e mi bacia. Poi mi afferra l’uccello e me lo mena un po’. Infine mi guarda e dice: “Go guy! Fuck me!” Non mi faccio pregare. Mi posiziono alle sue spalle e puntato il buco roseo del suo bel culo comincio a spingere. Un paio di colpi e sono dentro. Non devo fare praticamente nulla. Mentre incula il compagno allo stesso tempo si fotte il mio cazzo in culo! Meraviglioso!
Il riccio ansima e mugola sollevando le chiappe per prenderlo meglio. Il biondino è in estasi godendosi il fottere e l’essere fottuto, Io all’apice dell’eccitazione ho cominciato a dare dei gran colpi in culo al biondo che si riflettono nel culo del riccio. Il nostro trenino è ormai vicino alla fine della corsa. “I’m coming!” sussurro all’orecchio del biondino. “Yes! Yes!” mormora ad occhi chiusi. Un'altra spinta e sento le contrazioni dell’orgasmo del biondino proprio mentre la sborra mi sale lungo il cazzo e riempie il suo bel culo. Il riccio lancia un gridolino e poi si accascia ansimando, anche lui è venuto.
Siamo un bagno di sudore ed emaniamo un intenso odore di sesso e sborra.
Il cazzo mi si sta ammosciando e scivola fuori dal suo caldo rifugio. Mi giro e mi appoggio al rialzo a riprendere fiato.
Il biondo mi guarda e sorride. Anche lui ha tirato fuori l’uccello dal culo dell’amico e la sborra sta colando fuori dal buco del culo aperto. Anche il riccio si rialza.
Mi risistemo maglia a calzoncini. Il riccio si sta rivestendo. Mi avvicino un bacio a lui ed uno al biondino.
Poi esco da quel corridoio e dal cinema.
Fuori la serata è deliziosamente fresca e aggiungerei è stata anche molto soddisfacente.
Alla prossima.
28. I due cugini. Un Racconto Straordinario – Fabrizio e Claudio – 2° parte
Fabrizio continua il suo racconto.
< Avrei però dovuto trasferirmi in una nuova città, che però fortunatamente era quella dove stavano i miei zii e mio cugino Claudio.
La zia appena lo seppe si offri immediatamente di ospitarmi finché non avessi trovato una sistemazione migliore.
Quando arrivai a casa degli zii fui accolto con gran calore. La zia mi disse che la casa non era grande e che avrei dovuto dividere la camera con Claudio. Dissi che non sarebbe stato un problema.
Claudio arrivo solo all’ora di cena. Era molto cambiato. A 17 anni era alto quanto me e il suo fisico si era definito anche se era rimasto di corporatura snella, si vedeva che i muscoli erano tonici anche se non esagerati.
Il viso invece era sempre quello dolce del fanciullo che ricordavo. “Ciao! Che piacere vederti!” Esordì. E mi abbraccio con trasporto. Anche la voce era cambiata ora era bassa e calda.
Cenammo e chiacchierammo per tutta la sera, della famiglia, del mio nuovo lavoro.
Verso le 11 salutai gli zii e dissi che ero molto stanco e volevo andare a dormire.
Ci augurammo la buonanotte e con Claudio mi avviai alla nostra stanza.
Ci lavammo entrambi e poi in mutande ci sedemmo sul letto (la camera aveva un letto matrimoniale che era stato della nonna) a chiacchierare ancora un po’. Claudio mi chiese della mia vita nel frattempo, che cosa avevo fatto, se avevo la ragazza, risposi di no, neanche lui, disse. “Direi che è ora di andare a dormire.” Dissi. “Ok.” Fece Claudio. Si voltò e si tolse le mutande.
Poi si girò e disse “Ah scusa. Io dormo nudo. Spero non ti dispiaccia.” “No fai pure.” Risposi.
Non avevo potuto non notare che il cazzo di mio cugino aveva fatto notevoli progressi.
Avevo in mente quella notte di alcune estati prima, ma decisi che tutto poteva essere cambiato.
Ci infilammo sotto le lenzuola. Ed ognuno si posizionò dalla sua parte. Stemmo in silenzio per un po’, poi Claudio si sollevò sul cuscino guardandomi e disse “Sai a cosa stavo pensando?” “No.” Risposi. “A quell’estate fantastica che passasti da noi al mare.” “Anch’io c’ho pensato, ogni tanto.” “Ci siamo divertiti vero?” “Si. Direi di si.” Mi guardava.
Pausa. “…e senti. Hai avuto altre esperienze?” Sapevo a cosa si riferiva. “No.” Risposi. “E tu.” “Si. Qualcuna” “Aha. Bravo.” Claudio si rimise sdraiato su un fianco. Io dissi. “Adesso dormiamo.”
Mi girai dandogli le spalle. E, come già sapevo, e forse mi aspettavo, Claudio immediatamente si accosto alla mia schiena aderendo al mio corpo con tutto il suo.
Non dissi nulla. Sentivo il suo respiro sulla mia nuca ed il suo cazzo ergersi dietro il mio culo.
Sapevo come sarebbe finita. Invece. Claudio si stacco da me e si infilò sotto le lenzuola. Arrivò fino ai piedi e cominciò a leccarmeli ed a succhiarmi le dita. Era molto eccitante ed il mio cazzo non esitò ad accorgersene.
Salì piano, piano leccandomi dappertutto. Poi mi aprì le gambe e cominciò a leccarmi le palle attraverso i boxer. Io intanto mi ero disteso e lasciavo fare.
Poi scostò i boxer mi tirò fuori le palle e se le ingoiò cominciando a solleticarle con la lingua mentre le succhiava. Doveva aver avuto ben più di qualche esperienza questa troietta di mio cugino!
Il cazzo era tesissimo costretto dalla stoffa dei boxer. Claudio decise di liberarlo. Afferro i boxer e me li sfilò. Poi risalì fino al mio viso mi guardò e mi baciò.
Era la prima volta che baciavo un altro uomo e la cosa mi eccitava moltissimo. Insinuò la sua lingua nella mia bocca e cominciammo a limonare con grande gusto. I nostri cazzi strusciavano uno sull’altro.
Poi Claudio scese di nuovo verso l’inguine e come preso da frenesia si ingoiò il mio cazzo in un sol colpo e cominciò a sponpinarmi con vigore. Anch’io volevo riassaporare quel gusto. Mi girai lentamente senza togliere l’uccello dalla bocca di mio cugino e raggiunsi il suo. Cominciai a leccarlo e poi lo inghiottii e inizia anch’io a succhiarlo. Mentre eravamo impegnati in questo frenetico 69 sentii le mani di mio cugino che mi accarezzavano il culo, poi il buco leggermente massaggiato dalle sue dita.
L’effetto era strano ma niente affatto sgradevole. Poi sentii che si muoveva e cominciò a leccarmi il buco del culo e ad infilarci la lingua.
Ora la sensazione era celestiale. Più spingeva dentro la lingua, più il mio uccello si drizzava.
Decisi di ricambiare tutte queste attenzioni ed iniziai anch’io a leccargli il buco del culo ed ad accarezzarlo con le dita.
Appena iniziato lo sentii mugolare. Mi prese la mano e se la spense forte verso il culo. Capii cosa voleva. Lo leccai ancora un po’ per bene poi piano, piano gli infilai dentro un dito.
Claudio sussultò e gemette. Intanto si era di nuovo preso il mio uccello in bocca e succhiava voglioso.
Cominciai a muovere il dito dentro il suo culo sempre più a fondo e Claudio lo spingeva in fuori sempre più eccitato.
Lo leccai di nuovo. Poi ripresi ad infilare il dito e subito dopo provai ad inserirne un altro. Gemette di nuovo. Era stretto e caldo e la cosa mi eccitava da morire.
Presi in mano il suo cazzo e mentre gli tenevo le dita nel culo lo spompinavo a dovere.
Poi lui si alzo e mi fece sdraiare. Si mise a cavalcioni su di me e si puntò il mio cazzo sul buco del culo e cominciò a spingere.
Vidi una smorfia di dolore sul suo viso allora lo fermai.
“Claudio. Lo hai già fatto?” Lui mi guardò “No. Aspettavo te”
Lo guardai e lo abbracciai con ardore, ma mi tolsi da quella posizione e dissi che non poteva essere così. Che dovevamo aspettare. Ci accarezzammo stringendoci. Poi riprendemmo a spompinarci fino a bere ognuno la sborra dell’altro. Poi ci addormentammo abbracciati.
Qualche giorno dopo dissi alla zia che avevo trovato un camera in affitto e che mi sarei trasferito l’indomani.
La sera Claudio sembrava triste. A letto gli chiesi cosa aveva “Te ne vai non staremo più insieme!” “Al contrario!” risposi “Avremo un posto tutto per noi senza rischio che qualcuno ci scopra!” Mi guardò e mi getto le braccia al collo. Poi ci addormentammo.
Dopo una settimana mi ero sistemato nella mia camera. Vedevo spesso Claudio e spesso ci sollazzavamo. Una volta persino nei bagni pubblici del parco. Fu molto eccitante.
Ma Claudio voleva di più. Voleva essere sverginato. Ci mettemmo d’accordo perché passasse una sera da me.
Non fu difficile convincere la zia che dopo la pizza ed il cinema era meglio se Claudio dormisse da me.
Così qualche sera dopo venne da me.>>
Fabrizio interrompe il suo racconto e si accende una sigaretta
“Continua” gli dissi.
Fabrizio riprese il suo racconto.
< Entrammo.
Non era certo una reggia, ma per me andava più che bene. Claudio era un po’ nervoso e questo mi faceva ancora più tenerezza.
Appena entrati cominciai a spogliarmi. Mentre spiegavo a Claudio come si stava in albergo e come andava con il nuovo lavoro.
C’era un aria di strana eccitazione. Claudio mi guardava mentre mi spogliavo ed i suoi occhi brillavano. Era davvero carino. Forse si era messo in ghingheri per l’occasione.
Mi tolsi i pantaloni e rimasi con i boxer.
Notai che Claudio non aveva potuto non guardarmi il pacco, che sebbene ancora a riposo aveva comunque una sua consistenza.
“Che fai tu non ti spogli?” “Si hai ragione” rispose e cominciò a togliersi la maglietta
A quel punto mi avvicinai e comincia ad abbassargli i jeans…
Cominciai a palpargli quel culetto tondo ed il mio cazzo si raddrizzo immediatamente, forse pregustando cosa sarebbe successo di li a poco…
Anche il cazzo di Claudio era in tiro e premeva sulla stoffa dei boxer.
Lo sollevai a sedere sulla piccola scrivania e gli sfilai i pantaloni.
Poi gli tolsi le calze.
L’eccitazione montava. Non resistevo più! Gli strappai di dosso le mutande.
Adesso. Nudo. Potevo averlo tutto per me. Gli sollevai le gambe sopra le spalle e mi dedicai immediatamente al suo buchetto. Era dolce e profumato.
Claudio, il mio dolce cuginetto di 17 anni mugolava di soddisfazione.
Continuai infilandogli la lingua fino in fondo.
Intanto Claudio aveva cominciato a masturbarsi e non smetteva di mugolare. “Si! Di più! Infilamela di più! Aha! E’ bellissimo! Sì leccami il culo!”
Dopo averglielo leccato e lubrificato per bene ci infilai dentro un dito e subito dopo due. Claudio gemette, ma disse “Continua! Continua! E’ bellissimo! Sì scopami con le dita!”
Tolsi le dita dal quel buchetto affamato e mi infilai in bocca tutto il cazzo di mio cugino che ora era bello duro.
Ci spostammo verso il letto e Claudio cominciò a sfilarmi i boxer
Appena il mio cazzo fu libero Claudio se lo infilò subito in bocca e cominciò a spompinarmi con gusto.
Intanto si segava il cazzo sempre più duro.
“Dai cuginetto! Leccami le palle! Slinguami bene! Adesso vedrai che ti faccio!” Ero eccitatissimo. Pregustavo quello che stava per succedere. L’idea di sverginare mio cugino mi stava facendo eccitare al massimo.
Ci mettemmo sul letto e Claudio con il culo in aria riprese a spompinarmi. Quel culo che avrei sfondato di li a poco.
Era tempo! Avevo il cazzo durissimo e non potevo aspettare nemmeno un attimo di più! Mi infilai un preservativo già lubrificato per facilitare l’operazione.
Poi mi misi Claudio a cavalcioni e puntai diritto il mio cazzo durissimo sul suo buco del culo e cominciai a spingere
Claudio aveva la faccia stravolta dalle smorfie di dolore. “Senti se fa troppo male ci fermiamo” Dissi. Ma lui senza parlare per tutta risposta si aprì di più il culo e cominciò a spingere verso il basso
Un ultima spinta ed era tutto dentro. Ahahh che goduria sentirsi il cazzo stretto da un culo vergine! E’ una sensazione indescrivibile. Stemmo fermi per un po’ così che Claudio potesse riprendere fiato. Poi lui cominciò a muoversi ed a cavalcarmi e si vedeva che ogni affondo il dolore diventava piacere.
“Dai Fabri sfondami! Così! Aha sì! E’ bellissimo! Cambiamo posizione. Montami alla pecorina!”
Lo girai e glielo sbattei in culo da dietro. Poi comincia a sbatterlo con forza. “Sì! Di più! Spingi! Spaccami il culo! Fottimi! Scopami a sangue! Ahah come godo! Spingi Fabri! Spingi!”
A quel punto decisi di rendere la cosa più eccitante e legai le mani di Claudio dietro la schiena.“Sì! Legami! E poi violentami! Prendimi e squartami il culo!”
Sentire il mio giovane cugino esprimersi come una troia mi faceva infoiare sempre di più. Comincia a stantuffarlo con violenza.
“Si!! Tutto dammelo tutto fino in fondo! Lo voglio sentire in gola!”
“Si prendilo! Lo senti e tutto dentro! Senti come è grosso e duro!”
“Si! Sì! Ancora! Ancora! Scopami! Inculami! Sfondami! Dai che sto godendo! Siiiii! Sborro! Sborro!”
Claudio al massimo dell’eccitazione aveva eiaculato sulle lenzuola senza nemmeno toccarsi. Io tirai fuori il mio uccello e gli sborrai sulla schiena.
Credo che una scopata così non l’avrò più in tutta la mia vita!>> Concluse Fabrizio.
“E da allora state insieme?” Chiesi. Risero.
“No.” Rispose Claudio sorridendo. “Ognuno ha la sua vita, ma ogni tanto ci dilettiamo.”
“Da soli o in compagnia, come hai visto.” Aggiunge Fabrizio. “A proposito. Domani sera do una festa per inaugurare la mia nuova casa. Ti va di venire?”
“Volentieri.” Risposi.
“Dillo anche al tuo amico.”
Ci salutammo con un bacio.
E ci demmo l’arrivederci alla sera successiva.
<
La zia appena lo seppe si offri immediatamente di ospitarmi finché non avessi trovato una sistemazione migliore.
Quando arrivai a casa degli zii fui accolto con gran calore. La zia mi disse che la casa non era grande e che avrei dovuto dividere la camera con Claudio. Dissi che non sarebbe stato un problema.
Claudio arrivo solo all’ora di cena. Era molto cambiato. A 17 anni era alto quanto me e il suo fisico si era definito anche se era rimasto di corporatura snella, si vedeva che i muscoli erano tonici anche se non esagerati.
Il viso invece era sempre quello dolce del fanciullo che ricordavo. “Ciao! Che piacere vederti!” Esordì. E mi abbraccio con trasporto. Anche la voce era cambiata ora era bassa e calda.
Cenammo e chiacchierammo per tutta la sera, della famiglia, del mio nuovo lavoro.
Verso le 11 salutai gli zii e dissi che ero molto stanco e volevo andare a dormire.
Ci augurammo la buonanotte e con Claudio mi avviai alla nostra stanza.
Ci lavammo entrambi e poi in mutande ci sedemmo sul letto (la camera aveva un letto matrimoniale che era stato della nonna) a chiacchierare ancora un po’. Claudio mi chiese della mia vita nel frattempo, che cosa avevo fatto, se avevo la ragazza, risposi di no, neanche lui, disse. “Direi che è ora di andare a dormire.” Dissi. “Ok.” Fece Claudio. Si voltò e si tolse le mutande.
Poi si girò e disse “Ah scusa. Io dormo nudo. Spero non ti dispiaccia.” “No fai pure.” Risposi.
Non avevo potuto non notare che il cazzo di mio cugino aveva fatto notevoli progressi.
Avevo in mente quella notte di alcune estati prima, ma decisi che tutto poteva essere cambiato.
Ci infilammo sotto le lenzuola. Ed ognuno si posizionò dalla sua parte. Stemmo in silenzio per un po’, poi Claudio si sollevò sul cuscino guardandomi e disse “Sai a cosa stavo pensando?” “No.” Risposi. “A quell’estate fantastica che passasti da noi al mare.” “Anch’io c’ho pensato, ogni tanto.” “Ci siamo divertiti vero?” “Si. Direi di si.” Mi guardava.
Pausa. “…e senti. Hai avuto altre esperienze?” Sapevo a cosa si riferiva. “No.” Risposi. “E tu.” “Si. Qualcuna” “Aha. Bravo.” Claudio si rimise sdraiato su un fianco. Io dissi. “Adesso dormiamo.”
Mi girai dandogli le spalle. E, come già sapevo, e forse mi aspettavo, Claudio immediatamente si accosto alla mia schiena aderendo al mio corpo con tutto il suo.
Non dissi nulla. Sentivo il suo respiro sulla mia nuca ed il suo cazzo ergersi dietro il mio culo.
Sapevo come sarebbe finita. Invece. Claudio si stacco da me e si infilò sotto le lenzuola. Arrivò fino ai piedi e cominciò a leccarmeli ed a succhiarmi le dita. Era molto eccitante ed il mio cazzo non esitò ad accorgersene.
Salì piano, piano leccandomi dappertutto. Poi mi aprì le gambe e cominciò a leccarmi le palle attraverso i boxer. Io intanto mi ero disteso e lasciavo fare.
Poi scostò i boxer mi tirò fuori le palle e se le ingoiò cominciando a solleticarle con la lingua mentre le succhiava. Doveva aver avuto ben più di qualche esperienza questa troietta di mio cugino!
Il cazzo era tesissimo costretto dalla stoffa dei boxer. Claudio decise di liberarlo. Afferro i boxer e me li sfilò. Poi risalì fino al mio viso mi guardò e mi baciò.
Era la prima volta che baciavo un altro uomo e la cosa mi eccitava moltissimo. Insinuò la sua lingua nella mia bocca e cominciammo a limonare con grande gusto. I nostri cazzi strusciavano uno sull’altro.
Poi Claudio scese di nuovo verso l’inguine e come preso da frenesia si ingoiò il mio cazzo in un sol colpo e cominciò a sponpinarmi con vigore. Anch’io volevo riassaporare quel gusto. Mi girai lentamente senza togliere l’uccello dalla bocca di mio cugino e raggiunsi il suo. Cominciai a leccarlo e poi lo inghiottii e inizia anch’io a succhiarlo. Mentre eravamo impegnati in questo frenetico 69 sentii le mani di mio cugino che mi accarezzavano il culo, poi il buco leggermente massaggiato dalle sue dita.
L’effetto era strano ma niente affatto sgradevole. Poi sentii che si muoveva e cominciò a leccarmi il buco del culo e ad infilarci la lingua.
Ora la sensazione era celestiale. Più spingeva dentro la lingua, più il mio uccello si drizzava.
Decisi di ricambiare tutte queste attenzioni ed iniziai anch’io a leccargli il buco del culo ed ad accarezzarlo con le dita.
Appena iniziato lo sentii mugolare. Mi prese la mano e se la spense forte verso il culo. Capii cosa voleva. Lo leccai ancora un po’ per bene poi piano, piano gli infilai dentro un dito.
Claudio sussultò e gemette. Intanto si era di nuovo preso il mio uccello in bocca e succhiava voglioso.
Cominciai a muovere il dito dentro il suo culo sempre più a fondo e Claudio lo spingeva in fuori sempre più eccitato.
Lo leccai di nuovo. Poi ripresi ad infilare il dito e subito dopo provai ad inserirne un altro. Gemette di nuovo. Era stretto e caldo e la cosa mi eccitava da morire.
Presi in mano il suo cazzo e mentre gli tenevo le dita nel culo lo spompinavo a dovere.
Poi lui si alzo e mi fece sdraiare. Si mise a cavalcioni su di me e si puntò il mio cazzo sul buco del culo e cominciò a spingere.
Vidi una smorfia di dolore sul suo viso allora lo fermai.
“Claudio. Lo hai già fatto?” Lui mi guardò “No. Aspettavo te”
Lo guardai e lo abbracciai con ardore, ma mi tolsi da quella posizione e dissi che non poteva essere così. Che dovevamo aspettare. Ci accarezzammo stringendoci. Poi riprendemmo a spompinarci fino a bere ognuno la sborra dell’altro. Poi ci addormentammo abbracciati.
Qualche giorno dopo dissi alla zia che avevo trovato un camera in affitto e che mi sarei trasferito l’indomani.
La sera Claudio sembrava triste. A letto gli chiesi cosa aveva “Te ne vai non staremo più insieme!” “Al contrario!” risposi “Avremo un posto tutto per noi senza rischio che qualcuno ci scopra!” Mi guardò e mi getto le braccia al collo. Poi ci addormentammo.
Dopo una settimana mi ero sistemato nella mia camera. Vedevo spesso Claudio e spesso ci sollazzavamo. Una volta persino nei bagni pubblici del parco. Fu molto eccitante.
Ma Claudio voleva di più. Voleva essere sverginato. Ci mettemmo d’accordo perché passasse una sera da me.
Non fu difficile convincere la zia che dopo la pizza ed il cinema era meglio se Claudio dormisse da me.
Così qualche sera dopo venne da me.>>
Fabrizio interrompe il suo racconto e si accende una sigaretta
“Continua” gli dissi.
Fabrizio riprese il suo racconto.
<
Non era certo una reggia, ma per me andava più che bene. Claudio era un po’ nervoso e questo mi faceva ancora più tenerezza.
Appena entrati cominciai a spogliarmi. Mentre spiegavo a Claudio come si stava in albergo e come andava con il nuovo lavoro.
C’era un aria di strana eccitazione. Claudio mi guardava mentre mi spogliavo ed i suoi occhi brillavano. Era davvero carino. Forse si era messo in ghingheri per l’occasione.
Mi tolsi i pantaloni e rimasi con i boxer.
Notai che Claudio non aveva potuto non guardarmi il pacco, che sebbene ancora a riposo aveva comunque una sua consistenza.
“Che fai tu non ti spogli?” “Si hai ragione” rispose e cominciò a togliersi la maglietta
A quel punto mi avvicinai e comincia ad abbassargli i jeans…
Cominciai a palpargli quel culetto tondo ed il mio cazzo si raddrizzo immediatamente, forse pregustando cosa sarebbe successo di li a poco…
Anche il cazzo di Claudio era in tiro e premeva sulla stoffa dei boxer.
Lo sollevai a sedere sulla piccola scrivania e gli sfilai i pantaloni.
Poi gli tolsi le calze.
L’eccitazione montava. Non resistevo più! Gli strappai di dosso le mutande.
Adesso. Nudo. Potevo averlo tutto per me. Gli sollevai le gambe sopra le spalle e mi dedicai immediatamente al suo buchetto. Era dolce e profumato.
Claudio, il mio dolce cuginetto di 17 anni mugolava di soddisfazione.
Continuai infilandogli la lingua fino in fondo.
Intanto Claudio aveva cominciato a masturbarsi e non smetteva di mugolare. “Si! Di più! Infilamela di più! Aha! E’ bellissimo! Sì leccami il culo!”
Dopo averglielo leccato e lubrificato per bene ci infilai dentro un dito e subito dopo due. Claudio gemette, ma disse “Continua! Continua! E’ bellissimo! Sì scopami con le dita!”
Tolsi le dita dal quel buchetto affamato e mi infilai in bocca tutto il cazzo di mio cugino che ora era bello duro.
Ci spostammo verso il letto e Claudio cominciò a sfilarmi i boxer
Appena il mio cazzo fu libero Claudio se lo infilò subito in bocca e cominciò a spompinarmi con gusto.
Intanto si segava il cazzo sempre più duro.
“Dai cuginetto! Leccami le palle! Slinguami bene! Adesso vedrai che ti faccio!” Ero eccitatissimo. Pregustavo quello che stava per succedere. L’idea di sverginare mio cugino mi stava facendo eccitare al massimo.
Ci mettemmo sul letto e Claudio con il culo in aria riprese a spompinarmi. Quel culo che avrei sfondato di li a poco.
Era tempo! Avevo il cazzo durissimo e non potevo aspettare nemmeno un attimo di più! Mi infilai un preservativo già lubrificato per facilitare l’operazione.
Poi mi misi Claudio a cavalcioni e puntai diritto il mio cazzo durissimo sul suo buco del culo e cominciai a spingere
Claudio aveva la faccia stravolta dalle smorfie di dolore. “Senti se fa troppo male ci fermiamo” Dissi. Ma lui senza parlare per tutta risposta si aprì di più il culo e cominciò a spingere verso il basso
Un ultima spinta ed era tutto dentro. Ahahh che goduria sentirsi il cazzo stretto da un culo vergine! E’ una sensazione indescrivibile. Stemmo fermi per un po’ così che Claudio potesse riprendere fiato. Poi lui cominciò a muoversi ed a cavalcarmi e si vedeva che ogni affondo il dolore diventava piacere.
“Dai Fabri sfondami! Così! Aha sì! E’ bellissimo! Cambiamo posizione. Montami alla pecorina!”
Lo girai e glielo sbattei in culo da dietro. Poi comincia a sbatterlo con forza. “Sì! Di più! Spingi! Spaccami il culo! Fottimi! Scopami a sangue! Ahah come godo! Spingi Fabri! Spingi!”
A quel punto decisi di rendere la cosa più eccitante e legai le mani di Claudio dietro la schiena.“Sì! Legami! E poi violentami! Prendimi e squartami il culo!”
Sentire il mio giovane cugino esprimersi come una troia mi faceva infoiare sempre di più. Comincia a stantuffarlo con violenza.
“Si!! Tutto dammelo tutto fino in fondo! Lo voglio sentire in gola!”
“Si prendilo! Lo senti e tutto dentro! Senti come è grosso e duro!”
“Si! Sì! Ancora! Ancora! Scopami! Inculami! Sfondami! Dai che sto godendo! Siiiii! Sborro! Sborro!”
Claudio al massimo dell’eccitazione aveva eiaculato sulle lenzuola senza nemmeno toccarsi. Io tirai fuori il mio uccello e gli sborrai sulla schiena.
Credo che una scopata così non l’avrò più in tutta la mia vita!>> Concluse Fabrizio.
“E da allora state insieme?” Chiesi. Risero.
“No.” Rispose Claudio sorridendo. “Ognuno ha la sua vita, ma ogni tanto ci dilettiamo.”
“Da soli o in compagnia, come hai visto.” Aggiunge Fabrizio. “A proposito. Domani sera do una festa per inaugurare la mia nuova casa. Ti va di venire?”
“Volentieri.” Risposi.
“Dillo anche al tuo amico.”
Ci salutammo con un bacio.
E ci demmo l’arrivederci alla sera successiva.
27. I due cugini. Un Racconto Straordinario – Fabrizio e Claudio – 1° parte
Avevamo avuto una nottata di sesso fantastico! Una scopata memorabile. Io e Tiziano avevamo incontrato Fabrizio, 26 anni e suo cugino Claudio 18, a con loro ci eravamo abbandonati ad una straordinaria ammucchiata che era culminata con io e Fabrizio che sfondavamo in contemporanea il povero culetto di Claudio.
Ora Tiziano era andato a casa ed io Fabrizio e Claudio ce ne stavamo seduti su una panchina del giardino che era stato teatro delle nostre gesta. Fumavamo una sigaretta. I due mi avevano incuriosito, forse per quel di incestuoso che c’era nel loro fare sesso. Forse anche per la giovane età di Claudio. Volevo conoscere la loro storia.
Stavo seduto accanto a Fabrizio, mentre Claudio si era sdraiato sulle nostre gambe. Fabrizio gli accarezzava i capelli, mentre io avevo infilato una mano sotto la sua camicia e gli accarezzavo delicatamente la pancia.
“Raccontatemi come avete cominciato.”
“E’ stato per caso” comincia Fabrizio.
“Due anni fa un estate eravamo al mare, io ero ospite dei miei zii. Avevo 24 anni ed ero pronto a farmi qualunque ragazzina mi fosse capitata a tiro. Sfortunatamente gli zii erano piuttosto severi. Inoltre mio padre li aveva avvertiti che ero da tenere d’occhio. Così non riuscivo a muovermi come avrei voluto.
Siccome non potevano certo controllarmi. La maniera migliore per mettermi i bastoni tra le ruote era affidarmi il cuginetto di 16 anni. Una vera rottura di coglioni!”
“Già!” dice Claudio ridendo. Fabrizio gli assesta una pacca sul sedere. “Zitto! Che sto raccontando.”
Fabrizio riprende il suo racconto.
“Per fartela breve. Una sera ero davvero incazzato. Anche quella sera non avrei avuto modo di fare nulla. Dovevo portare il cuginetto alla sala giochi!”
Arrivammo. Le solite due palle! Giochino. Giochino. Ad un certo punto Claudio viene a chiedermi altri soldi. Gli dico di No. Che adesso basta. Ne ha avuti già abbastanza.
Claudio mi fa spallucce e dice che tanto lui sa come procurarseli. “In che senso?” “Quando non ci sei tu a sganciare devo fare da me…..” “Ho capito ma come fai a procurarti i soldi?” “Adesso ti faccio vedere.”
Lo seguo verso il fondo della sala giochi dove si esce in un cortile sul retro. Claudio si gira e mi dice “Non farti vedere!”
Allora mi nascondo dietro una pila di casse. Osservo Claudio che passeggia nel cortile.
Ad un certo punto da un angolo sbucano due tipi, avranno sui 40/50 anni.
Anche loro cominciano a passeggiare nel cortile. Poi si avvicinano al mio cuginetto e gli dicono qualcosa. Lui annuisce.
Tutti insieme vanno verso l’angolo da dove sono venuti i due tipi.
La situazione mi preoccupa un po’. Li seguo. Mi nascondo dietro l’angolo, ma non riesco a vedere. Allora mi sposto sull’altro lato.
Si sono messi dietro una catasta di scatoloni. Mi avvicino per vedere meglio.
I due si sono seduti e Claudio è davanti a loro. Uno dei due dice “Dai facci vedere!” Vedo Claudio che si abbassa i calzoncini e tira fuori il cazzo.
Sono senza parole. Dovrei intervenire, ma sono bloccato.
“L’altro dice “Togliti la maglietta!”
E il mio cuginetto, con fare esperto, si leva lentamente la t-shirt restando con il torso nudo.
I due hanno cominciato a toccarsi i cazzi ed a smaneggiarsi.
Non so cosa fare! Sono combattuto tra andare a prenderli a pugni ed una certa eccitazione che mi sta prendendo.
Il primo si rivolge a Claudio “Senti biondino, ti diamo il doppio se ti spogli completamente nudo!” Claudio sembra pensarci un po’ su poi dice “Ok.” Fa per abbassarsi i pantaloncini, ma i due lo fermano. “No prima le scarpe!”
Claudio obbedisce. Si siede a terra e si slaccia le scarpe da ginnastica. “Ora le calze” I due ora hanno tirato fuori i loro uccelli in tiro e si masturbano.
Claudio si è tolto le calze ed e seduto a terra a piedi nudi. “Ora i calzoncini” Claudio senza alzarsi si sfila i pantaloncini e rimane in mutande.
A questo punto anche il mio uccello è in tiro, so che non dovrei, ma è più forte di me e comincio anch’io a segarmi.
“Dai continua!” Dice uno dei due. Claudio si alza e lentamente si abbassa le mutandine e se le toglie. E’ completamente nudo.
Non ci avevo mai fatto caso, ma per avere 16 anni è ben formato. I muscoli, anche se ancora piccoli, sono ben disegnati e quel sederino sembra fatto di burro! “Avvicinati!” Dice uno dei due. Claudio si sposta verso di loro. “Vieni qui. Siediti!” Claudio si siede in braccio ad uno dei due che subito gli mette una mano sul culo. “A come sei morbido!” L’altro allunga una mano in mezzo alle gambe di mio cugino e comincia a giocherellare con il suo uccello, che in un attimo diventa duro. Anche questa è una sorpresa perché il cazzo che vedo è di tutto rispetto considerata l’età.
La scena è lasciva e schifosa, ma molto eccitante.
I due fanno sdraiare Claudio sulle loro gambe e lo toccano dappertutto mentre strusciano i loro uccelli su quel corpo di adolescente.
Io mi sto masturbando con foga.
Uno dei due si abbassa e prende in bocca il cazzo di Claudio, lui emette un gemito, direi che la cosa gli piace e che non deve essere la prima volta.
Claudio si inarca per favorire il pompino che si sta facendo fare. Poi comincia ad ansimare, dopo altre due ciucciate sborra nella bocca del tipo che si beve tutto avidamente,mentre l’altro ha le mani sul buco del culo di mio cugino e lo stuzzica con le dita.
Claudio si riprende. Si solleva. Osserva i due. Poi getta lo sguardo dietro per vedere dove sono. I nostri sguardi si incrociano. Mi fa l’occhiolino e si rivolge ai due. “Per un ragionevole sovrapprezzo potete avere il trattamento completo.”
I due annuiscono energicamente. Claudio si inginocchia davanti ai due e prende in bocca il primo dei due cazzi, mentre con una mano sega l’altro.
E’ troppo! Ho il cazzo che mi fa male per l’eccitazione! Un ragazzino di 16 anni che spompina due adulti è troppo arrapante!
Claudio ora si alterna a succhiare i due cazzi fino a che tutti e due gli sborrano in bocca ed in faccia. Anch’io vengo nello stesso momento.
Claudio si alza si ripulisce e comincia a rivestirsi. Poi prende i soldi dai due che si dileguano in fretta.
Claudio viene verso di me “Visto. Non è difficile.” “Ma da quanto fai queste cose!” “Oho bhe dall’anno scorso. Me lo ha fatto vedere un mio amico.” “Ma sai che può essere pericoloso!” “No. Non ti preoccupare. So badare a me stesso. E poi un uomo con i suoi gioielli nella mia bocca è meglio che si comporti bene!”
Si allontana verso la sala giochi e va comprarsi altri gettoni per continuare a giocare.
Più tardi a casa ero a letto e ripensavo a quello a cui avevo assistito. Ero sconvolto. Ma….nello stesso tempo al pensiero il mio cazzo tornava duro. Avrei dovuto vergognarmi!
Nei giorni seguenti ho osservato mio cugino con più attenzione. In spiaggia era sempre il solito monello. Scherzi con gli amici (chissà qual’era quello che lo aveva iniziato), bagni e tuffi.
Un pomeriggio, dopo pranzo, Claudio arriva di corsa “Fabri. Vado a fare una passeggiata con i miei amici. Ci vediamo più tardi.” “Va bene, ma stai attento” “Ok.”
Lo guardo allontanarsi con tre dei sui amici, vanno verso il limite della spiaggia dove cominciano una serie di dune ricoperte di lunghi ciuffi d’erba. Un luogo ideale se uno non vuole farsi vedere. Decido di seguirli.
Devo stare attento perché per un bel pezzo potrebbero vedermi.
Salgono sulla prima duna. Ridono e si rincorrono. Sembrano così innocenti. Raggiungo la cima della duna in tempo per vederli sparire in un canalone tra due dune più avanti. Anch’io mi avvicino. Salgo su una delle dune che delimitano il canalone e mi sporgo cercando di non farmi vedere.
Eccoli li. Si sono seduti sulla sabbia e chiacchierano. Forse mi sono sbagliato ed ho pensato male. Ad un certo punto uno dei tre si alza e si mette dietro mio cugino. Claudio adesso è seduto tra le gambe larghe dell’altro.
L’amico appoggia la testa sulla spalla di Claudio e comincia a leccargliela.
Sento Claudio dire “Dai Fabio smettila!” Ma l’altro insiste.
Ha portato le mani davanti e sta accarezzando i capezzoli di mio cugino. “Fabiooo!” “Sai che così me la fai venire duro!” Detto fatto l’altro abbassa le mani e comincia a palpare l’uccello di mio cugino. Poi risale ed infila una mano nel costume. Claudio sospira e lascia fare.
Nel frattempo l’altro amichetto si sta pastrugnando l’uccello da sopra il costume.
Claudio lo guarda e poi dice “Beh! E tu Simone che fai? Datti da fare!”
Simone si alza, si avvicina ai due e comincia a succhiare i capezzoli a mio cugino. Poi scende verso l’addome,poi più giù fino a sfiorare con la bocca il cazzo di mio cugino saldamente nelle mani di Fabio.
Così come io ho preso il mio e mi sto masturbando.
Simone afferra il costume di mio cugino e glielo sfila completamente ora Claudio è nudo ed il suo cazzo svetta in tutto il suo splendore. I due ci si buttano sopra succhiandolo insieme. Claudio mugola “Bravi! Così! Ingoiatelo tutto!”
Sono sbalordito. Hanno più meno tutti sui 16/17 anni e sono già così precoci!
Claudio intanto con una mano si è infilato nel costume di Fabio e gli sta palpando il culo.
Questo si affretta ad abbassarsi il costume per facilitare l’operazione che sembra non dispiacergli affatto.
Claudio comincia a solleticargli il buchetto. Poi lo gira e comincia a leccarglielo. Fabio sembra gradire molto. Ora Claudio infila un dito nel culo dell’amico che mugola con soddisfazione.
Fabio smette di succhiare l’uccello di Claudio, scosta Simone e si mette a cavalcioni di mio cugino, poi dirige il cazzo di Claudio verso il suo culo e si impala sul quel bel cazzo giovane.
Accidenti ci sanno fare i ragazzini! Io intanto mi sto segando a più non posso.
Fabio comincia a cavalcare il cazzo di Claudio, mentre Simone gli ha infilato il suo in bocca.
E’ davvero eccitante, mi sposto per vedere meglio ed improvvisamente la duna frana leggermente. Una pioggia di sabbia raggiunge il tre che sollevano le teste e mi vedono.
All’inizio sembrano spaventati. Poi interviene mio cugino. “Aha, abbiamo uno spettatore.” “Non preoccupatevi di mio cugino è un amico. Dai Fabri vieni giù così vedi meglio.”
Scendo lungo la duna e mi avvicino. Fabio ha ripreso a farsi sfondare il culo ed ansima di soddisfazione. Simone ha cambiato lato ed adesso si fa spompinare da mio cugino mentre Fabio gli lecca il culo.
Io ho tirato fuori il mio cazzo e mi sto masturbando alla vista di quella scena fantastica.
“Guardate ragazzi. Quello è un cazzo vero!” Dice Claudio rivolto verso di me. “Simone pensaci tu”
Simone si avvicina. Penso che non posso farlo, che sono ragazzini, ma l’eccitazione è troppa.
Simone mi prende in mano l’uccello e comincia a farmi una sega, poi si avvicina e comincia a leccarmi la cappella poi piano cerca di metterselo in bocca, certo il mio cazzo è più grosso dei loro, ma il ragazzino deve avere esperienza perché dopo un po’ se l’è ingoiato quasi tutti e succhia meravigliosamente.
Claudio si alza lasciando Fabio e comincia a leccare il culo a Simone, poi lo incula senza preavviso il ragazzino geme, ma continua a succhiarmi mentre viene sfondato da mio cugino che mi guarda con aria da furbo. “Ti piace cugino?” “Direi di sì dalla tua faccia” “Dacci dentro Simo, vedrai che bella sborrata avrai”
Ed ha ragione sto quasi per venire, vorrei togliermi dalla bocca del ragazzino, ma Claudio gli spinge giù la testa ed appena mi vede sussultare aumenta la velocità dell’inculata e dice “Dai frocio! Bevi! Beviti una vera sborrata da maschio!” Simone cerca di fare del suo meglio, ma la mia sborra calda cola fuori dagli angoli della bocca.
Fabio si avventa sull’amico e comincia a leccare tutto quello che Simone non riesce ad ingoiare.
Claudio nel frattempo sta riempiendo il culo dell’amico di sborra calda.
Poi i due si danno da fare a ripulirmi il cazzo che adesso si sta ammosciando.
Claudio si avvicina. Mi da una strizzata alle palle. Sorride. “Benvenuto nel club!” Si rimette il costume e si allontana seguito dai due amici e mi lascia li con i boxer calati come un imbecille.
La sera a casa, in camera (io e Claudio dividevamo la stessa camera) non sapevo come comportarmi.
Claudio sembrava indifferente. Rideva e faceva lo stupido come al solito. Dopo aver guardato un po’ di TV decidemmo di andare a dormire.
Io andai in bagno. Poi con indosso solo i boxer mi infilai nel letto. Anche Claudio andò in bagno uscendo spense la luce.
Sentii che si avvicinava. “Fabri? Dormi?” “No” “Senti posso dormire nel letto con te” “Non credo che sia una buona idea” “Dai ti prego! Stasera solo. Ho un po’ freddo” “Va bene, ma cerca di non agitarti troppo” “Va bene. Grazie.”
Sento che solleva le coperte e si infila sotto le lenzuola. Poi si avvicina e si accoccola alla mia schiena.
“Claudio. Dai!” Con la mano faccio per allontanarlo e sente la sua pelle fresca sotto le mani.
“Perché non hai messo il pigiama” “Neanche tu ce l’hai”
La mia mano è posizionata all’incirca sul suo fianco, scendo verso il basso e sento che non indossa niente è completamente nudo!
“Claudio. Senti quello che è successo oggi non può ripetersi sei, siete troppo giovani.”
Intanto però non riuscivo a staccare la mano da quelle chiappe nude.
Claudio non dice niente. Ha appoggiato una mano all’elastico dei miei boxer e comincia ad infilarci dentro le dita.
“No Claudio. Non possiamo” Ma lui ha capito che non resisterò molto. Il cazzo è gia duro. Ed anche il suo che sento appoggiato al mio culo.
Piano, piano ha infilato la mano nei miei boxer ed adesso li sta abbassando lentamente, me li fa scivolare lungo le gambe fino a togliermeli.
Ora mi abbraccia sento il suo cazzo muoversi tra le mie chiappe e la cosa mi eccita! Gli prendo la mano e gliela metto sul mio cazzo, lui lo afferra e comincia a segarmi piano, intanto si sposta e mi infila il suo cazzo tra le gambe e comincia a fottere.
Entrambi ansimiamo. Ad un certo punto mi giro e gli prendo il cazzo in mano cominciando a masturbarlo.
Lui si allunga deliziato e si mette supino. Mi avvicino e gli bacio i capezzoli, poi comincio a succhiare. Anche questo gli piace. Claudio ha sempre il mio uccello in mano e lo strizza.
Scendo con la lingua verso l’inguine. Sa di buono. Arrivo vicinissimo al suo cazzo. Non ho mai fatto un pompino prima d’ora, ma quel cazzo rosa con quella cappella purpurea che odora di bagno schiuma e borotalco è una tentazione irresistibile.
Comincio a leccargli la cappella, poi tutta l’asta fino alle palle, le succhio e Claudio mugola di piacere. Poi risalgo, Bacio la punta del suo cazzo e lentamente me lo faccio scivolare in bocca.
Lui comincia a muoversi facendomelo scorrere dentro. E’ buono e la sensazione che sento con la bocca riempita da un altro cazzo fa rizzare il mio come non mai.
Claudio si stacca, mi viene sopra. Mi infila il cazzo in bocca e poi si abbassa a succhiare il mio. So che è un esperto ed infatti la goduria è fantastica. Continuiamo così fino a che entrambi non sborriamo uno nella bocca dell’altro.
Sono esausto. Mai avuto un pompino così! Claudio si solleva e si accoccola di fianco a me appoggiando il suo giovane corpo nudo al mio. E’ una sensazione fantastica. Ci addormentiamo uno nelle braccia dell’altro.
“Questa fu la prima volta che io e Claudio ce la spassammo.” Conclude Fabrizio. “Accidenti! Già a 16 anni! Sono incredulo anch’io.” Dico. E rivolto a Claudio “Adesso capisco perché sei così assatanato!” Mentre con le dita mi sono infilato nei suoi jeans e gli sto solleticando la peluria del pube.
“E poi?” Chiedo.
“Poi l’estate fini ed ognuno torno a casa sua. All’epoca abitavamo in città diverse e non era facile vedersi.”
Fabrizio continua il suo racconto…….
Ora Tiziano era andato a casa ed io Fabrizio e Claudio ce ne stavamo seduti su una panchina del giardino che era stato teatro delle nostre gesta. Fumavamo una sigaretta. I due mi avevano incuriosito, forse per quel di incestuoso che c’era nel loro fare sesso. Forse anche per la giovane età di Claudio. Volevo conoscere la loro storia.
Stavo seduto accanto a Fabrizio, mentre Claudio si era sdraiato sulle nostre gambe. Fabrizio gli accarezzava i capelli, mentre io avevo infilato una mano sotto la sua camicia e gli accarezzavo delicatamente la pancia.
“Raccontatemi come avete cominciato.”
“E’ stato per caso” comincia Fabrizio.
“Due anni fa un estate eravamo al mare, io ero ospite dei miei zii. Avevo 24 anni ed ero pronto a farmi qualunque ragazzina mi fosse capitata a tiro. Sfortunatamente gli zii erano piuttosto severi. Inoltre mio padre li aveva avvertiti che ero da tenere d’occhio. Così non riuscivo a muovermi come avrei voluto.
Siccome non potevano certo controllarmi. La maniera migliore per mettermi i bastoni tra le ruote era affidarmi il cuginetto di 16 anni. Una vera rottura di coglioni!”
“Già!” dice Claudio ridendo. Fabrizio gli assesta una pacca sul sedere. “Zitto! Che sto raccontando.”
Fabrizio riprende il suo racconto.
“Per fartela breve. Una sera ero davvero incazzato. Anche quella sera non avrei avuto modo di fare nulla. Dovevo portare il cuginetto alla sala giochi!”
Arrivammo. Le solite due palle! Giochino. Giochino. Ad un certo punto Claudio viene a chiedermi altri soldi. Gli dico di No. Che adesso basta. Ne ha avuti già abbastanza.
Claudio mi fa spallucce e dice che tanto lui sa come procurarseli. “In che senso?” “Quando non ci sei tu a sganciare devo fare da me…..” “Ho capito ma come fai a procurarti i soldi?” “Adesso ti faccio vedere.”
Lo seguo verso il fondo della sala giochi dove si esce in un cortile sul retro. Claudio si gira e mi dice “Non farti vedere!”
Allora mi nascondo dietro una pila di casse. Osservo Claudio che passeggia nel cortile.
Ad un certo punto da un angolo sbucano due tipi, avranno sui 40/50 anni.
Anche loro cominciano a passeggiare nel cortile. Poi si avvicinano al mio cuginetto e gli dicono qualcosa. Lui annuisce.
Tutti insieme vanno verso l’angolo da dove sono venuti i due tipi.
La situazione mi preoccupa un po’. Li seguo. Mi nascondo dietro l’angolo, ma non riesco a vedere. Allora mi sposto sull’altro lato.
Si sono messi dietro una catasta di scatoloni. Mi avvicino per vedere meglio.
I due si sono seduti e Claudio è davanti a loro. Uno dei due dice “Dai facci vedere!” Vedo Claudio che si abbassa i calzoncini e tira fuori il cazzo.
Sono senza parole. Dovrei intervenire, ma sono bloccato.
“L’altro dice “Togliti la maglietta!”
E il mio cuginetto, con fare esperto, si leva lentamente la t-shirt restando con il torso nudo.
I due hanno cominciato a toccarsi i cazzi ed a smaneggiarsi.
Non so cosa fare! Sono combattuto tra andare a prenderli a pugni ed una certa eccitazione che mi sta prendendo.
Il primo si rivolge a Claudio “Senti biondino, ti diamo il doppio se ti spogli completamente nudo!” Claudio sembra pensarci un po’ su poi dice “Ok.” Fa per abbassarsi i pantaloncini, ma i due lo fermano. “No prima le scarpe!”
Claudio obbedisce. Si siede a terra e si slaccia le scarpe da ginnastica. “Ora le calze” I due ora hanno tirato fuori i loro uccelli in tiro e si masturbano.
Claudio si è tolto le calze ed e seduto a terra a piedi nudi. “Ora i calzoncini” Claudio senza alzarsi si sfila i pantaloncini e rimane in mutande.
A questo punto anche il mio uccello è in tiro, so che non dovrei, ma è più forte di me e comincio anch’io a segarmi.
“Dai continua!” Dice uno dei due. Claudio si alza e lentamente si abbassa le mutandine e se le toglie. E’ completamente nudo.
Non ci avevo mai fatto caso, ma per avere 16 anni è ben formato. I muscoli, anche se ancora piccoli, sono ben disegnati e quel sederino sembra fatto di burro! “Avvicinati!” Dice uno dei due. Claudio si sposta verso di loro. “Vieni qui. Siediti!” Claudio si siede in braccio ad uno dei due che subito gli mette una mano sul culo. “A come sei morbido!” L’altro allunga una mano in mezzo alle gambe di mio cugino e comincia a giocherellare con il suo uccello, che in un attimo diventa duro. Anche questa è una sorpresa perché il cazzo che vedo è di tutto rispetto considerata l’età.
La scena è lasciva e schifosa, ma molto eccitante.
I due fanno sdraiare Claudio sulle loro gambe e lo toccano dappertutto mentre strusciano i loro uccelli su quel corpo di adolescente.
Io mi sto masturbando con foga.
Uno dei due si abbassa e prende in bocca il cazzo di Claudio, lui emette un gemito, direi che la cosa gli piace e che non deve essere la prima volta.
Claudio si inarca per favorire il pompino che si sta facendo fare. Poi comincia ad ansimare, dopo altre due ciucciate sborra nella bocca del tipo che si beve tutto avidamente,mentre l’altro ha le mani sul buco del culo di mio cugino e lo stuzzica con le dita.
Claudio si riprende. Si solleva. Osserva i due. Poi getta lo sguardo dietro per vedere dove sono. I nostri sguardi si incrociano. Mi fa l’occhiolino e si rivolge ai due. “Per un ragionevole sovrapprezzo potete avere il trattamento completo.”
I due annuiscono energicamente. Claudio si inginocchia davanti ai due e prende in bocca il primo dei due cazzi, mentre con una mano sega l’altro.
E’ troppo! Ho il cazzo che mi fa male per l’eccitazione! Un ragazzino di 16 anni che spompina due adulti è troppo arrapante!
Claudio ora si alterna a succhiare i due cazzi fino a che tutti e due gli sborrano in bocca ed in faccia. Anch’io vengo nello stesso momento.
Claudio si alza si ripulisce e comincia a rivestirsi. Poi prende i soldi dai due che si dileguano in fretta.
Claudio viene verso di me “Visto. Non è difficile.” “Ma da quanto fai queste cose!” “Oho bhe dall’anno scorso. Me lo ha fatto vedere un mio amico.” “Ma sai che può essere pericoloso!” “No. Non ti preoccupare. So badare a me stesso. E poi un uomo con i suoi gioielli nella mia bocca è meglio che si comporti bene!”
Si allontana verso la sala giochi e va comprarsi altri gettoni per continuare a giocare.
Più tardi a casa ero a letto e ripensavo a quello a cui avevo assistito. Ero sconvolto. Ma….nello stesso tempo al pensiero il mio cazzo tornava duro. Avrei dovuto vergognarmi!
Nei giorni seguenti ho osservato mio cugino con più attenzione. In spiaggia era sempre il solito monello. Scherzi con gli amici (chissà qual’era quello che lo aveva iniziato), bagni e tuffi.
Un pomeriggio, dopo pranzo, Claudio arriva di corsa “Fabri. Vado a fare una passeggiata con i miei amici. Ci vediamo più tardi.” “Va bene, ma stai attento” “Ok.”
Lo guardo allontanarsi con tre dei sui amici, vanno verso il limite della spiaggia dove cominciano una serie di dune ricoperte di lunghi ciuffi d’erba. Un luogo ideale se uno non vuole farsi vedere. Decido di seguirli.
Devo stare attento perché per un bel pezzo potrebbero vedermi.
Salgono sulla prima duna. Ridono e si rincorrono. Sembrano così innocenti. Raggiungo la cima della duna in tempo per vederli sparire in un canalone tra due dune più avanti. Anch’io mi avvicino. Salgo su una delle dune che delimitano il canalone e mi sporgo cercando di non farmi vedere.
Eccoli li. Si sono seduti sulla sabbia e chiacchierano. Forse mi sono sbagliato ed ho pensato male. Ad un certo punto uno dei tre si alza e si mette dietro mio cugino. Claudio adesso è seduto tra le gambe larghe dell’altro.
L’amico appoggia la testa sulla spalla di Claudio e comincia a leccargliela.
Sento Claudio dire “Dai Fabio smettila!” Ma l’altro insiste.
Ha portato le mani davanti e sta accarezzando i capezzoli di mio cugino. “Fabiooo!” “Sai che così me la fai venire duro!” Detto fatto l’altro abbassa le mani e comincia a palpare l’uccello di mio cugino. Poi risale ed infila una mano nel costume. Claudio sospira e lascia fare.
Nel frattempo l’altro amichetto si sta pastrugnando l’uccello da sopra il costume.
Claudio lo guarda e poi dice “Beh! E tu Simone che fai? Datti da fare!”
Simone si alza, si avvicina ai due e comincia a succhiare i capezzoli a mio cugino. Poi scende verso l’addome,poi più giù fino a sfiorare con la bocca il cazzo di mio cugino saldamente nelle mani di Fabio.
Così come io ho preso il mio e mi sto masturbando.
Simone afferra il costume di mio cugino e glielo sfila completamente ora Claudio è nudo ed il suo cazzo svetta in tutto il suo splendore. I due ci si buttano sopra succhiandolo insieme. Claudio mugola “Bravi! Così! Ingoiatelo tutto!”
Sono sbalordito. Hanno più meno tutti sui 16/17 anni e sono già così precoci!
Claudio intanto con una mano si è infilato nel costume di Fabio e gli sta palpando il culo.
Questo si affretta ad abbassarsi il costume per facilitare l’operazione che sembra non dispiacergli affatto.
Claudio comincia a solleticargli il buchetto. Poi lo gira e comincia a leccarglielo. Fabio sembra gradire molto. Ora Claudio infila un dito nel culo dell’amico che mugola con soddisfazione.
Fabio smette di succhiare l’uccello di Claudio, scosta Simone e si mette a cavalcioni di mio cugino, poi dirige il cazzo di Claudio verso il suo culo e si impala sul quel bel cazzo giovane.
Accidenti ci sanno fare i ragazzini! Io intanto mi sto segando a più non posso.
Fabio comincia a cavalcare il cazzo di Claudio, mentre Simone gli ha infilato il suo in bocca.
E’ davvero eccitante, mi sposto per vedere meglio ed improvvisamente la duna frana leggermente. Una pioggia di sabbia raggiunge il tre che sollevano le teste e mi vedono.
All’inizio sembrano spaventati. Poi interviene mio cugino. “Aha, abbiamo uno spettatore.” “Non preoccupatevi di mio cugino è un amico. Dai Fabri vieni giù così vedi meglio.”
Scendo lungo la duna e mi avvicino. Fabio ha ripreso a farsi sfondare il culo ed ansima di soddisfazione. Simone ha cambiato lato ed adesso si fa spompinare da mio cugino mentre Fabio gli lecca il culo.
Io ho tirato fuori il mio cazzo e mi sto masturbando alla vista di quella scena fantastica.
“Guardate ragazzi. Quello è un cazzo vero!” Dice Claudio rivolto verso di me. “Simone pensaci tu”
Simone si avvicina. Penso che non posso farlo, che sono ragazzini, ma l’eccitazione è troppa.
Simone mi prende in mano l’uccello e comincia a farmi una sega, poi si avvicina e comincia a leccarmi la cappella poi piano cerca di metterselo in bocca, certo il mio cazzo è più grosso dei loro, ma il ragazzino deve avere esperienza perché dopo un po’ se l’è ingoiato quasi tutti e succhia meravigliosamente.
Claudio si alza lasciando Fabio e comincia a leccare il culo a Simone, poi lo incula senza preavviso il ragazzino geme, ma continua a succhiarmi mentre viene sfondato da mio cugino che mi guarda con aria da furbo. “Ti piace cugino?” “Direi di sì dalla tua faccia” “Dacci dentro Simo, vedrai che bella sborrata avrai”
Ed ha ragione sto quasi per venire, vorrei togliermi dalla bocca del ragazzino, ma Claudio gli spinge giù la testa ed appena mi vede sussultare aumenta la velocità dell’inculata e dice “Dai frocio! Bevi! Beviti una vera sborrata da maschio!” Simone cerca di fare del suo meglio, ma la mia sborra calda cola fuori dagli angoli della bocca.
Fabio si avventa sull’amico e comincia a leccare tutto quello che Simone non riesce ad ingoiare.
Claudio nel frattempo sta riempiendo il culo dell’amico di sborra calda.
Poi i due si danno da fare a ripulirmi il cazzo che adesso si sta ammosciando.
Claudio si avvicina. Mi da una strizzata alle palle. Sorride. “Benvenuto nel club!” Si rimette il costume e si allontana seguito dai due amici e mi lascia li con i boxer calati come un imbecille.
La sera a casa, in camera (io e Claudio dividevamo la stessa camera) non sapevo come comportarmi.
Claudio sembrava indifferente. Rideva e faceva lo stupido come al solito. Dopo aver guardato un po’ di TV decidemmo di andare a dormire.
Io andai in bagno. Poi con indosso solo i boxer mi infilai nel letto. Anche Claudio andò in bagno uscendo spense la luce.
Sentii che si avvicinava. “Fabri? Dormi?” “No” “Senti posso dormire nel letto con te” “Non credo che sia una buona idea” “Dai ti prego! Stasera solo. Ho un po’ freddo” “Va bene, ma cerca di non agitarti troppo” “Va bene. Grazie.”
Sento che solleva le coperte e si infila sotto le lenzuola. Poi si avvicina e si accoccola alla mia schiena.
“Claudio. Dai!” Con la mano faccio per allontanarlo e sente la sua pelle fresca sotto le mani.
“Perché non hai messo il pigiama” “Neanche tu ce l’hai”
La mia mano è posizionata all’incirca sul suo fianco, scendo verso il basso e sento che non indossa niente è completamente nudo!
“Claudio. Senti quello che è successo oggi non può ripetersi sei, siete troppo giovani.”
Intanto però non riuscivo a staccare la mano da quelle chiappe nude.
Claudio non dice niente. Ha appoggiato una mano all’elastico dei miei boxer e comincia ad infilarci dentro le dita.
“No Claudio. Non possiamo” Ma lui ha capito che non resisterò molto. Il cazzo è gia duro. Ed anche il suo che sento appoggiato al mio culo.
Piano, piano ha infilato la mano nei miei boxer ed adesso li sta abbassando lentamente, me li fa scivolare lungo le gambe fino a togliermeli.
Ora mi abbraccia sento il suo cazzo muoversi tra le mie chiappe e la cosa mi eccita! Gli prendo la mano e gliela metto sul mio cazzo, lui lo afferra e comincia a segarmi piano, intanto si sposta e mi infila il suo cazzo tra le gambe e comincia a fottere.
Entrambi ansimiamo. Ad un certo punto mi giro e gli prendo il cazzo in mano cominciando a masturbarlo.
Lui si allunga deliziato e si mette supino. Mi avvicino e gli bacio i capezzoli, poi comincio a succhiare. Anche questo gli piace. Claudio ha sempre il mio uccello in mano e lo strizza.
Scendo con la lingua verso l’inguine. Sa di buono. Arrivo vicinissimo al suo cazzo. Non ho mai fatto un pompino prima d’ora, ma quel cazzo rosa con quella cappella purpurea che odora di bagno schiuma e borotalco è una tentazione irresistibile.
Comincio a leccargli la cappella, poi tutta l’asta fino alle palle, le succhio e Claudio mugola di piacere. Poi risalgo, Bacio la punta del suo cazzo e lentamente me lo faccio scivolare in bocca.
Lui comincia a muoversi facendomelo scorrere dentro. E’ buono e la sensazione che sento con la bocca riempita da un altro cazzo fa rizzare il mio come non mai.
Claudio si stacca, mi viene sopra. Mi infila il cazzo in bocca e poi si abbassa a succhiare il mio. So che è un esperto ed infatti la goduria è fantastica. Continuiamo così fino a che entrambi non sborriamo uno nella bocca dell’altro.
Sono esausto. Mai avuto un pompino così! Claudio si solleva e si accoccola di fianco a me appoggiando il suo giovane corpo nudo al mio. E’ una sensazione fantastica. Ci addormentiamo uno nelle braccia dell’altro.
“Questa fu la prima volta che io e Claudio ce la spassammo.” Conclude Fabrizio. “Accidenti! Già a 16 anni! Sono incredulo anch’io.” Dico. E rivolto a Claudio “Adesso capisco perché sei così assatanato!” Mentre con le dita mi sono infilato nei suoi jeans e gli sto solleticando la peluria del pube.
“E poi?” Chiedo.
“Poi l’estate fini ed ognuno torno a casa sua. All’epoca abitavamo in città diverse e non era facile vedersi.”
Fabrizio continua il suo racconto…….
26. Pellerina mon amour….Tiziano – 2° parte
Sono le 20:15 sto aspettando all’angolo di Corso Matteotti con Via Arsenale che arrivi Tiziano. La telefonata mi ha sorpreso. “Ciao sono Tiziano, ti ricordi di me?” “Certo” “Se sei sempre libero io potrei per le 20:30” Altroché ! “Molto volentieri. Dove ci incontriamo?” Presi gli accordi eccomi qui, ho scelto camicia bianca e pantaloni color corda tutto di lino. Non posso ancora credere che verrà, al pensiero del pomeriggio il mio cazzo ha un fremito. Mentre fantastico sento una mano sulla spalla. “Ciao.” Ci fissiamo negli occhi con grande intensità. Decidiamo per un gelato ed una passeggiata al Valentino. Ci fermiamo in una gelateria all’aperto, parliamo di tutto. Del mio lavoro, di musica, di cinema, delle nostre esperienze.
Poi ci incamminiamo nel parco, ormai è buio, c’è un buon profumo d’estate. Camminando ci siamo inoltrati in una zona piuttosto appartata che sembrava dedicata alle coppiette di innamorati che, seduti sulle panchine si scambiavano effusioni.
Anche noi trovammo una panchina di pietra e ci sedemmo a cavalcioni guadando le luci della città che si riflettevano nel fiume. Io dietro e Tiziano appoggiato con la schiena al mio petto. La penombra ci proteggeva da sguardi indiscreti per cui decisi di circondarlo con le braccia. Poi ho cominciato a baciarlo sul collo e dietro le orecchie.
“Ehi. Potrebbero vederci” Non diedi ascolto alle sue proteste.
Faccio scivolare le mani sul suo petto ed infilo le dita tra i bottoni della camicia. Sospira e si accoccola più vicino. Il mio uccello ha un fremito e comincia ad andare in tiro. Slaccio un bottone, e poi un altro. Infilo una mano nella camicia e comincio ad accarezzargli i capezzoli. Poi scendo verso il basso. Lui si slaccia gli altri bottoni per facilitarmi il movimento. Arrivo all’addome e comincio a solleticargli l’ombellico. Poi cerco di infilare una mano nei jeans, ma sono molto stretti.
Sto per rinunciare, ma lui mi ferma la mano e con l’altra si sbottona i pantaloni. Sono dentro. Ah, maialino, sotto i jeans non ha nulla! E’ venuto senza mutande! La cosa mi arrapa moltissimo ora ho il cazzo completamente duro. Anche il suo è in tiro e vibra nella mia mano.
Intanto Tiziano ha portato la sua mano dietro e mi sega da sopra i pantaloni. E’ tutto molto eccitante, ma certo non si può fare molto di più li.
Ci ricomponiamo. “Che si fa?” Domando. “E’ tardi. Io dovrei tornare a casa.” “Va bene. Ti accompagno.” Fermo un taxi e Tiziano gli da l’indirizzo.
Per 10 minuti di tragitto non diciamo nulla. Le nostre mani si sfiorano. Siamo arrivati pago e scendiamo.
Ci incamminiamo lungo una strada. “Ecco io abito qui.” “Devi proprio rientrare?” Mi guarda. “Possiamo fare altri due passi.” “Bene”.
Girato un angolo imbocchiamo una stretta pista ciclabile che dopo poco sbocca, indovinate un po’ al Parco della Pellerina. Sono sorpreso, non avevo realizzato che eravamo vicino al parco.
Siamo in un area dove lungo il torrente che attraversa il parco, sono state installate alcune panchine e dei tavoli da pic-nic.
Ci sediamo su una delle panche accanto ai tavoli. Il parco è scarsamente illuminato e le aree da pic-nic nascoste alla vista perché situate più in basso rispetto al livello dei sentieri e protette dai molti alberi che gettano un ombra rassicurante.
Ci guardiamo. Gli metto un braccio sulla spalla e lo attiro a me. Ci baciamo. Le nostre lingue si intrecciano con trasporto. Ci stringiamo continuando a baciarci con violenza, tanto che ci cola la saliva ai lati della bocca.
Gli accarezzo i capezzoli da sopra la camicia, poi inizio a slacciare i bottoni fino ad aprirla completamente.
Allora scendo a succhiargli i capezzoli e poi più giù a leccargli gli addominali e l’ombellico. Poi risalgo e gli mordicchio una spalla che ho scoperto.
Piano, piano gli faccio scivolare la camicia sulle braccia fino a levargliela. “Sei pazzo! Se ci vede qualcuno!” Inutile. Ormai sono eccitatissimo. Ed anche le sue proteste non sembrano molto convinte.
Riprendo a leccargli i capezzoli. Intanto con le mani gli palpo l’uccello sotto i jeans che adesso è durissimo, lui mugola e mi tocca l’uccello strizzandolo. Allora mi sbottono i pantaloni e lo tiro fuori. Lui subito lo ghermisce e comincia a masturbarmi. Anch’io gi apro i jeans e tiro fuori quel bellissimo cazzo duro e pronto.
Scendo verso il suo uccello e lo prendo in bocca cominciando a spompinarlo con gusto. Lui geme. Si appoggia al tavolo dietro di noi. Io mi metto in ginocchio tra le sue gambe e riprendo a succhiarlo sempre più velocemente. Gli metto le mani sulla schiena e poi sul culo e lo spingo nella mia bocca.
Infilo le mani nei jeans a glieli abbasso. Ora posso palpargli il culo. “Accidenti! Sei un vero porco!” Dice.
Io mi alzo. Mi abbasso i pantaloni ed i boxer. Ora il mio uccello è a livello della sua bocca. Non si fa pregare ed in un attimo lo ingoia. Comincio a fotterlo in bocca. Lui mugola ed intanto si mastruba.
Mi risiedo. Ora è lui in ginocchio tra le mie gambe, mi succhia il cazzo e mi lecca le palle. E’ davvero fantastico. Lo faccio rialzare e mi sdraio sulla panca. Capisce subito le mie intenzioni. Si vede che è spaventato, ma anche eccitato dalla situazione. Si posiziona sopra di me e cominciamo un fantastico 69. Io gli accarezzo il culo ed il buchino.
Poi lo lecco e comincio ad infilargli le dita, Tizi mugola e si dimena. Il buchetto è sempre più bagnato. I nostri cazzi sono all’apice della tensione. Scivolo di nuovo seduto lui mi da la schiena ed il culo. Gli infilo il cazzo tra le coscie. Lui si muove ritmicamente segandomi, io intanto gli ho preso il cazzo in mano e lo masturbo con forza. Tizi continua a mugolare. “Si continua! E’ bellissimo! Si! Ti voglio!” Mi sposto cercando di mettere il cazzo sul suo buchino, ma l’operazione non è così semplice. Si gira a guardarmi e mi bacia con violenza. Lo fisso. “Lo vuoi?” Mi risponde con voce roca “Oh si!”
Mi sposto di fronte a Lui. Lo sdraio sulla panca lo bacio poi lo lecco fino al cazzo, glielo prendo in bocca. Poi continuo a scendere fino ai piedi gli tolgo le scarpe le calze. “Ma che fai!” Ormai però le sue proteste sono flebili. Poi torno su gli afferro i jeans e glieli tolgo. Ora è completamente nudo. “Sei matto! Non ho mai fatto niente del genere!” “Se vuoi ci fermiamo” “No! Ti prego continua!”
Mi abbasso, gli sollevo le gambe sopra le spalle e ricomincio a leccargli il buco del culo. Lo fotto con la lingua e poi con le dita. Lui ansima. Mi sollevo e gli appoggio il cazzo al buco, comincio a spingere piano. La cappella scivola dentro. Tiziano mormora un si. Poi con un affondo deciso lo infilo quasi tutto. Lui trattiene a stento un urlo.
Poi comincia a muoversi. Allora comincio a scoparlo. Ora è tutto dentro. “Lo senti?” “Si! Dammelo! Dammelo tutto! Più forte!” Gli prendo il cazzo e glielo meno. “Si! Si! Scopami! Scopami fino in fondo! Spingi!” tiro fuori il cazzo e lo faccio sdraiare a pancia sotto sul tavolo. Ora lo prendo alla pecorina. Lo sbatto con violenza sempre più in fondo. Ha il culetto tutto bagnato. Gli infilo le dita in bocca e lui le succhia avidamente. “Dai, dai, sfondami! Di più! Scopami! E’ bellissimo!” Spinge in fuori il culo per prenderlo meglio.
Lo tiro fuori di nuovo. Mi siedo e gli dico di venirmi sopra. Mette le gambe a cavalcioni delle mie e, afferrato il mio cazzo durissimo, si impala.
Poi comincia a muoversi sempre più velocemente. Intanto si mena l’uccello con violenza. “Oh si! Si! Lo voglio tutto! Di più! Ah mi stai sfondando!” “Si! Ancora più forte!” Ormai siamo al culmine. Lui butta la testa indietro e con un lungo mugolio mi inonda la pancia di sborra calda, ma non si ferma continua a cavalcarmi con foga. Anch’io comincio ad ansimare, sento che sto per venire. “Stai per sborrare?” “Si.” Si leva il mio cazzo dal culo e se lo infila in bocca. Due succhiate ed anch’io lo inondo di sborra calda che lui ingoia tutta senza perderne una goccia.
Stiamo ansimando. Lo attiro a me e lo bacio, ha ancora in bocca la mia sborra e me la passa. E’ molto eccitante! Non avevo mai bevuto la mia sborra prima di allora.
Siamo seduti uno accanto all’altro. Ci guardiamo. E scoppiamo a ridere. “Pensa se ci vedesse qualcuno!” Ha ragione. Io sono a torso nudo e con i pantaloni alle caviglie. Tiziano e nudo come mamma l’ha fatto. E siamo in un parco pubblico alle 2 di notte!. Ci abbracciamo ancora.
“Dai rivestiti” dico. “No. Voglio stare un po’ così. Mi sento ancora eccitato!” “Cominci ad essere matto anche tu! Maialino! Non ne hai avuto abbastanza!” Mi guarda e si sdraia languidamente nudo sul tavolone. “Vado a fare pipi.” “Ok.” dice lui.
Mi sposto verso una macchia di cespugli e comincio a pisciare.
Improvvisamente sento un rumore. Forse un animale. Finisco. Mi scrollo.
All’improvviso una voce bassissima, non è Tiziano. “Complimenti! Uno spettacolo molto eccitante.”
Dall’ombra esce un ragazzo, sarà sui trenta, jeans e t-shirt bianca, moro, alto e ben formato. I pettorali ed i bicipiti risaltano sotto la maglietta. Sono spaventato ed imbarazzato e non so come reagire.
“Vero. Claudio?” Sussurra girandosi.
Dai cespugli esce un altro ragazzo, questo è mingherlino con un viso da bimbo, a vederlo si direbbe avere 14 o 15 anni. La cosa interessante è che ha pantaloni e mutande calate ed il cazzo in tiro. “Oh si!” Dice mentre se lo mena lentamente.
Il primo si avvicina tende la mano “Ciao io sono Fabrizio.” Stringo la mano ancora sorpreso.
“Non volevamo disturbarvi. Ma pensavamo di essere gli unici a venire qui. E’ stata una sorpresa trovarvi qui cosi intensamente indaffarati!”
Poi allunga una mano e mi accarezza un capezzolo. “Se avete ancora voglia possiamo divertirci un altro po’. Che ne dici?”
Il tocco ha gia fatto risvegliare il mio uccello. Guarda dietro la mia spalla. “Direi che possiamo contare sul tuo amico!” Mi giro e Tiziano è ancora sdraiato sul tavolo che si masturba e si accarezza il buco del culo.
A questo punto ci avviciniamo.
Tiziano appena ci vede ha un momento di sbandamento, non sa cosa fare.
Lo tranquillizzo. “Sono nuovi amici che hanno apprezzato la nostra performance di poco fa.”
Fabrizio si avvicina a Tiziano gli mette una mano dietro la nuca e lo bacia avidamente.
Tiziano inizialmente cerca di ritrarsi, poi comincia a corrispondere con trasporto.
Fabrizio gli afferra il cazzo e comincia a menarlo.
Intanto il biondino ci ha raggiunto.
Si avvicina al suo amico gli slaccia i levis e gli abbassa gli slip, che a stento contenevano un cazzo di proporzioni straordinarie.
Il ragazzino lo prende in bocca con una certa difficoltà e comincia a spompinare. Lo spettacolo è quanto mai eccitante ed il mio cazzo ha gia ritrovato la sua forma.
Mi avvicino al biondino e lui si da da fare anche con il mio uccello. Io intanto sto carezzando la schiena di Fabrizio, gli sfilo la maglietta e gli accarezzo i capezzoli da dietro. Lui smette di slinguare Tiziano, si gira e mi sbatte la lingua in bocca mugolando. Tiziano si è abbassato ed ha preso in bocca quel cazzo enorme e spompina con grande perizia, il biondino si è concentrato sul mio uccello e lo lecca avidamente.
Fabrizio si stacca da me e si rivolge al suo amico “Dai. Voglio anche te completamente nudo!” Il ragazzino si alza toglie la camicia, poi si siede e toglie le scarpe da ginnastica, si sfila la canottiera, è completamente glabro ed i muscoli non sono ancora ben disegnati. Si slaccia i jeans e li toglie. Anche le gambe hanno pochissimi peli.
Ora è in mutande. “Forza!” Dice Fabrizio. “Ho detto nudo!” Il ragazzino si abbassa le mutande e le toglie.
E’ praticamente glabro anche intorno al cazzo che però ha dimensioni di tutto rispetto.
“Vieni qui, sul tavolo inginocchiati che voglio leccarti il buco del culo.” Claudio non si fa pregare sale sul tavolo in ginocchio e si mette col culo a favore della bocca del suo amico. Fabrizio comincia a slinguargli il buchetto mentre Tiziano continua a spompinare alternativamente il mio uccello e quello di Fabrizio.
La scena è oltremodo arrapante, soprattutto perché siamo in un luogo pubblico e la possibilità di essere scoperti accentua l’eccitazione.
Fabrizio è indaffarato a lubrificare il buchetto rosa di Claudio. Si ferma un attimo. “Dai spingi fuori sto culo cuginetto” “Cuginetto?” Domando. “Si. Claudio è mio cugino.” “Ma quanti anni ha?” Domando “18.” Risponde Fabrizio. “Ma è da quando ne aveva 16 che ci divertiamo insieme, vero?” Claudio risponde mugolando “Si!” “E non ne ha mai abbastanza il porcellino!” Nel frattempo Fabrizio ha infilato tre dita nel culo del cugino che si dimena. “Dai! Dai! Di più!” A queste parole Fabrizio infila un altro dito, l’altro lancia un urletto. “Ne vuoi ancora?” “Si!” Anche il pollice scompare nel buco ormai dilatatissimo. Poi Fabrizio comincia a fotterlo praticamente con tutta la mano. Il biondino è in estasi. “Si! Ancora! Datemi un cazzo in culo! Voglio scopare!”
Fabrizio guarda il mio uccello è durissimo. “E’ tutto tuo”
A questo punto anch’io mi tolgo rapidamente pantaloni e boxer. Salgo sul tavolo mi posiziono ed impalo il ragazzino, entro con facilità dopo il lavoro di mano. Claudio mugola e ripete “Si! Si! Più in fondo!” con voce roca.
Intanto Fabrizio si è accomodato Tiziano sulle gambe o sta iniziando ad incularlo non senza difficoltà, Tiziano fa molte smorfie di dolore e stringe le labbra tra i denti, ma il suo cazzo al massimo del tiro dice che gli piace eccome.
Dopo poco sta cavalcando quel cazzone con gli occhi girati e continuando ad emettere mugolii di piacere.
Il biondino sembra non averne mai abbastanza e si spinge verso il mio cazzo per aumentare l’effetto dell’inculata. “Dai, dai, dammelo tutto! Dammelo! Lo voglio sentire in gola!” Il ragazzino è davvero un porco.
Tiziano si sta masturbando forsennatamente e sborra con copiosi spruzzo sul terreno. Poi si accascia esausto con ancora quel palo di carne infilato nel culo.
Fabrizio lo tira fuori. Si gira verso di me. “Ora è il mio turno.” Lascio il posto ai trenta centimetri di Fabrizio. Si vede che lo fanno spesso perché Claudio non fa una piega, anzi sembra deliziato dal cambio.
Io mi posiziono davanti ed il biondino si prende il mio uccello in bocca e comincia a succhiare avidamente.
Tiziano si posiziona sotto a Claudio e comincia a spompinarlo a sua volta. Intanto lecca anche le palle di Fabrizio che entra ed esce dal quel buchetto che sembra non volerlo lasciare andare.
“Dai dammelo! Dammelo tutto! Di più! Più forte! Spaccami il culo! Sfondami!” Claudio è davvero una troietta in calore.
Tiziano intanto è passato dietro a Fabrizio e gli sta leccando il buco del culo. Fabrizio sembra gradire. Lo guardo fisso.
Tolgo il cazzo dalla bocca di Claudio e mi posiziono dietro a Fabrizio.
Tiziano immediatamente mi succhia ed insaliva l’uccello.
Appoggio la cappella sul buco di Fabrizio. Lui si gira guardarmi. “Dai sfondami!”
Non me lo faccio ripetere due volte e con un paio di colpi gli affondo il cazzo in culo.
Ora siamo tutti e tre agganciati Fabrizio sembra in estasi, si sta scopando il cuginetto mentre io gli trapano il culo con forza. “Aha si! E’ bellissimo! Era tanto che sognavo di scopare con un bel cazzo in culo! Si! Spingi! Dai scopami bene!”
Il biondino è ormai preso da una frenesia da sesso e continua ad emettere urletti Fabrizio gli tappa la bocca con una mano. “E bravo il cuginetto, stasera è assatanato! Lo senti che ti stiamo dietro in due!”
“Siiii! Dai scopatemi!” Nel frattempo anche il cazzo di Tiziano è di nuovo pronto. Si è messo a cavalcioni di Claudio e si fa spompinare da Fabrizio.
Fabrizio si stacca da Claudio e si sfila il mio cazzo dal culo. Poi prende il cugino per i fianchi e lo volta. “Adesso vedrai che ti facciamo divertire.” Si gira e mi dice “Sdraiati!” Mi sdraio con il cazzo che svetta. Fabrizio prende il cuginetto e lo impala sul mio uccello e quello comincia subito a cavalcare.
Fabrizio si e messo dietro a Claudio. Improvvisamente sento la sua cappella appoggiata al mio cazzo che spinge. Vuole incularlo anche lui! Claudio gorgoglia e mugola. “No aspetta. Così mi spacchi!” Ma la sua protesta non sembra molto convinta, soprattutto perché sta spingendo in fuori il culo per facilitare l’operazione.
Fabrizio ha lo sguardo sconvolto dall’eccitazione. Continua a spingere. Sento il suo cazzone che mi preme sull’uccello è una sensazione fantastica! Tiziano sta leccando tutto intorno al culetto del biondino per lubrificare l’operazione.
Un’altra spinta e la cappella entra. Claudio grida. Ci fermiamo. Tiziano passa sopra di me ed infila il suo uccello in bocca a Claudio così non griderà più. Fabrizio spinge ancora. Un ultima spinta ed è tutto dentro! Abbiamo i nostri due uccelli uno stretto accanto all’altro nel culo di questo sedicenne, sono in estasi.
Fabrizio comincia a stantuffare, io non devo fare niente perché il suo movimento sfrega sul mio cazzo ed è sublime. Claudio è fuori di testa.
Ha lasciato l’uccello di Tiziano e sembra in trance. Poi comincia a muoversi ed a cavalcare i nostri due cazzi. “Sì. Sì. Sì. Sì! Sfondatemi! Apritemi! Scopatemi tutti e due! Sììììì!!! Di più ….Vi voglio nel culo tutti e due! Spingete! Sììì. Fino in gola! Spaccatemi!”
E’ fantastico! Sento che non resisterò ancora molto, ho le palle piene di sborra che vuole schizzare fuori! Fabrizio continua a chiavarsi il cugino con sempre più foga. “Ti sfondo! Piccolo maiale! Troia! Li senti ‘sti due cazzi che ti trapanano!” “Sììììì! Ancora! Non smettete!” Fabrizio è all’apice dell’eccitazione.
Vede Tiziano che si sta masturbando, mentre io gli lecco il buco del culo. “Tu vieni qui! Sbattimelo in culo!”
Tiziano si alza e comincia ad incularsi Fabrizio. “Si! Dai sbattimi! Mentre sventriamo questa puttanella! Sì! Così! Inculami!”
Ormai siamo al parossismo.
Claudio con un mugolio comincia a sborrare, i suoi schizzi mi arrivano in faccia ed in bocca, bevo avidamente questo nettare delizioso.
Un'altra spinta dei due sopra di me ed anch’io gli inondo il culo di sborra.
Contemporaneamente vedo Fabrizio irrigidirsi e riempire a sua volta il cugino di sborra calda.
Mentre Tiziano fa altrettanto nel suo culo.
Claudio trema stremato e si accascia sul mio viso lo accarezzo e gli scosto i capelli dalla fronte sudata. Lui solleva lo sguardo e mi sorride. “E’ stato fantastico.” Dice. “Sì.” Rispondo “Straordinario!”
Ora siamo tutti seduti sul tavolone. Ancora nudi ed incuranti di chi possa passare. Dopo una scopata così!
Il biondino si tocca il buco del culo che è ancora dilatato e continua a far colare sborra.
Li vicino c’è una fontanella. Andiamo tutti a ripulirci. Soprattutto Claudio ha bisogno di rinfrescarsi il buco. Lo aiutiamo tutti. Incredibile. Si eccita ancora.
Decidiamo che si merita un extra ed a turno gli laviamo il culo e gli spompiniamo l’uccello fino a che non sborra di nuovo, questa volta sono pronto ad ingoiare tutto. La sborra di un adolescente ha gusto decisamente diverso.
Ci siamo rimessi in sesto e rivestiti. Sono le 03:30.
Tiziano deve correre a casa. Ci baciamo ripromettendoci di rimanere in contatto.
Con Fabrizio e Claudio ci sediamo su una panchina a fumare una sigaretta in santa pace.
Poi ci incamminiamo nel parco, ormai è buio, c’è un buon profumo d’estate. Camminando ci siamo inoltrati in una zona piuttosto appartata che sembrava dedicata alle coppiette di innamorati che, seduti sulle panchine si scambiavano effusioni.
Anche noi trovammo una panchina di pietra e ci sedemmo a cavalcioni guadando le luci della città che si riflettevano nel fiume. Io dietro e Tiziano appoggiato con la schiena al mio petto. La penombra ci proteggeva da sguardi indiscreti per cui decisi di circondarlo con le braccia. Poi ho cominciato a baciarlo sul collo e dietro le orecchie.
“Ehi. Potrebbero vederci” Non diedi ascolto alle sue proteste.
Faccio scivolare le mani sul suo petto ed infilo le dita tra i bottoni della camicia. Sospira e si accoccola più vicino. Il mio uccello ha un fremito e comincia ad andare in tiro. Slaccio un bottone, e poi un altro. Infilo una mano nella camicia e comincio ad accarezzargli i capezzoli. Poi scendo verso il basso. Lui si slaccia gli altri bottoni per facilitarmi il movimento. Arrivo all’addome e comincio a solleticargli l’ombellico. Poi cerco di infilare una mano nei jeans, ma sono molto stretti.
Sto per rinunciare, ma lui mi ferma la mano e con l’altra si sbottona i pantaloni. Sono dentro. Ah, maialino, sotto i jeans non ha nulla! E’ venuto senza mutande! La cosa mi arrapa moltissimo ora ho il cazzo completamente duro. Anche il suo è in tiro e vibra nella mia mano.
Intanto Tiziano ha portato la sua mano dietro e mi sega da sopra i pantaloni. E’ tutto molto eccitante, ma certo non si può fare molto di più li.
Ci ricomponiamo. “Che si fa?” Domando. “E’ tardi. Io dovrei tornare a casa.” “Va bene. Ti accompagno.” Fermo un taxi e Tiziano gli da l’indirizzo.
Per 10 minuti di tragitto non diciamo nulla. Le nostre mani si sfiorano. Siamo arrivati pago e scendiamo.
Ci incamminiamo lungo una strada. “Ecco io abito qui.” “Devi proprio rientrare?” Mi guarda. “Possiamo fare altri due passi.” “Bene”.
Girato un angolo imbocchiamo una stretta pista ciclabile che dopo poco sbocca, indovinate un po’ al Parco della Pellerina. Sono sorpreso, non avevo realizzato che eravamo vicino al parco.
Siamo in un area dove lungo il torrente che attraversa il parco, sono state installate alcune panchine e dei tavoli da pic-nic.
Ci sediamo su una delle panche accanto ai tavoli. Il parco è scarsamente illuminato e le aree da pic-nic nascoste alla vista perché situate più in basso rispetto al livello dei sentieri e protette dai molti alberi che gettano un ombra rassicurante.
Ci guardiamo. Gli metto un braccio sulla spalla e lo attiro a me. Ci baciamo. Le nostre lingue si intrecciano con trasporto. Ci stringiamo continuando a baciarci con violenza, tanto che ci cola la saliva ai lati della bocca.
Gli accarezzo i capezzoli da sopra la camicia, poi inizio a slacciare i bottoni fino ad aprirla completamente.
Allora scendo a succhiargli i capezzoli e poi più giù a leccargli gli addominali e l’ombellico. Poi risalgo e gli mordicchio una spalla che ho scoperto.
Piano, piano gli faccio scivolare la camicia sulle braccia fino a levargliela. “Sei pazzo! Se ci vede qualcuno!” Inutile. Ormai sono eccitatissimo. Ed anche le sue proteste non sembrano molto convinte.
Riprendo a leccargli i capezzoli. Intanto con le mani gli palpo l’uccello sotto i jeans che adesso è durissimo, lui mugola e mi tocca l’uccello strizzandolo. Allora mi sbottono i pantaloni e lo tiro fuori. Lui subito lo ghermisce e comincia a masturbarmi. Anch’io gi apro i jeans e tiro fuori quel bellissimo cazzo duro e pronto.
Scendo verso il suo uccello e lo prendo in bocca cominciando a spompinarlo con gusto. Lui geme. Si appoggia al tavolo dietro di noi. Io mi metto in ginocchio tra le sue gambe e riprendo a succhiarlo sempre più velocemente. Gli metto le mani sulla schiena e poi sul culo e lo spingo nella mia bocca.
Infilo le mani nei jeans a glieli abbasso. Ora posso palpargli il culo. “Accidenti! Sei un vero porco!” Dice.
Io mi alzo. Mi abbasso i pantaloni ed i boxer. Ora il mio uccello è a livello della sua bocca. Non si fa pregare ed in un attimo lo ingoia. Comincio a fotterlo in bocca. Lui mugola ed intanto si mastruba.
Mi risiedo. Ora è lui in ginocchio tra le mie gambe, mi succhia il cazzo e mi lecca le palle. E’ davvero fantastico. Lo faccio rialzare e mi sdraio sulla panca. Capisce subito le mie intenzioni. Si vede che è spaventato, ma anche eccitato dalla situazione. Si posiziona sopra di me e cominciamo un fantastico 69. Io gli accarezzo il culo ed il buchino.
Poi lo lecco e comincio ad infilargli le dita, Tizi mugola e si dimena. Il buchetto è sempre più bagnato. I nostri cazzi sono all’apice della tensione. Scivolo di nuovo seduto lui mi da la schiena ed il culo. Gli infilo il cazzo tra le coscie. Lui si muove ritmicamente segandomi, io intanto gli ho preso il cazzo in mano e lo masturbo con forza. Tizi continua a mugolare. “Si continua! E’ bellissimo! Si! Ti voglio!” Mi sposto cercando di mettere il cazzo sul suo buchino, ma l’operazione non è così semplice. Si gira a guardarmi e mi bacia con violenza. Lo fisso. “Lo vuoi?” Mi risponde con voce roca “Oh si!”
Mi sposto di fronte a Lui. Lo sdraio sulla panca lo bacio poi lo lecco fino al cazzo, glielo prendo in bocca. Poi continuo a scendere fino ai piedi gli tolgo le scarpe le calze. “Ma che fai!” Ormai però le sue proteste sono flebili. Poi torno su gli afferro i jeans e glieli tolgo. Ora è completamente nudo. “Sei matto! Non ho mai fatto niente del genere!” “Se vuoi ci fermiamo” “No! Ti prego continua!”
Mi abbasso, gli sollevo le gambe sopra le spalle e ricomincio a leccargli il buco del culo. Lo fotto con la lingua e poi con le dita. Lui ansima. Mi sollevo e gli appoggio il cazzo al buco, comincio a spingere piano. La cappella scivola dentro. Tiziano mormora un si. Poi con un affondo deciso lo infilo quasi tutto. Lui trattiene a stento un urlo.
Poi comincia a muoversi. Allora comincio a scoparlo. Ora è tutto dentro. “Lo senti?” “Si! Dammelo! Dammelo tutto! Più forte!” Gli prendo il cazzo e glielo meno. “Si! Si! Scopami! Scopami fino in fondo! Spingi!” tiro fuori il cazzo e lo faccio sdraiare a pancia sotto sul tavolo. Ora lo prendo alla pecorina. Lo sbatto con violenza sempre più in fondo. Ha il culetto tutto bagnato. Gli infilo le dita in bocca e lui le succhia avidamente. “Dai, dai, sfondami! Di più! Scopami! E’ bellissimo!” Spinge in fuori il culo per prenderlo meglio.
Lo tiro fuori di nuovo. Mi siedo e gli dico di venirmi sopra. Mette le gambe a cavalcioni delle mie e, afferrato il mio cazzo durissimo, si impala.
Poi comincia a muoversi sempre più velocemente. Intanto si mena l’uccello con violenza. “Oh si! Si! Lo voglio tutto! Di più! Ah mi stai sfondando!” “Si! Ancora più forte!” Ormai siamo al culmine. Lui butta la testa indietro e con un lungo mugolio mi inonda la pancia di sborra calda, ma non si ferma continua a cavalcarmi con foga. Anch’io comincio ad ansimare, sento che sto per venire. “Stai per sborrare?” “Si.” Si leva il mio cazzo dal culo e se lo infila in bocca. Due succhiate ed anch’io lo inondo di sborra calda che lui ingoia tutta senza perderne una goccia.
Stiamo ansimando. Lo attiro a me e lo bacio, ha ancora in bocca la mia sborra e me la passa. E’ molto eccitante! Non avevo mai bevuto la mia sborra prima di allora.
Siamo seduti uno accanto all’altro. Ci guardiamo. E scoppiamo a ridere. “Pensa se ci vedesse qualcuno!” Ha ragione. Io sono a torso nudo e con i pantaloni alle caviglie. Tiziano e nudo come mamma l’ha fatto. E siamo in un parco pubblico alle 2 di notte!. Ci abbracciamo ancora.
“Dai rivestiti” dico. “No. Voglio stare un po’ così. Mi sento ancora eccitato!” “Cominci ad essere matto anche tu! Maialino! Non ne hai avuto abbastanza!” Mi guarda e si sdraia languidamente nudo sul tavolone. “Vado a fare pipi.” “Ok.” dice lui.
Mi sposto verso una macchia di cespugli e comincio a pisciare.
Improvvisamente sento un rumore. Forse un animale. Finisco. Mi scrollo.
All’improvviso una voce bassissima, non è Tiziano. “Complimenti! Uno spettacolo molto eccitante.”
Dall’ombra esce un ragazzo, sarà sui trenta, jeans e t-shirt bianca, moro, alto e ben formato. I pettorali ed i bicipiti risaltano sotto la maglietta. Sono spaventato ed imbarazzato e non so come reagire.
“Vero. Claudio?” Sussurra girandosi.
Dai cespugli esce un altro ragazzo, questo è mingherlino con un viso da bimbo, a vederlo si direbbe avere 14 o 15 anni. La cosa interessante è che ha pantaloni e mutande calate ed il cazzo in tiro. “Oh si!” Dice mentre se lo mena lentamente.
Il primo si avvicina tende la mano “Ciao io sono Fabrizio.” Stringo la mano ancora sorpreso.
“Non volevamo disturbarvi. Ma pensavamo di essere gli unici a venire qui. E’ stata una sorpresa trovarvi qui cosi intensamente indaffarati!”
Poi allunga una mano e mi accarezza un capezzolo. “Se avete ancora voglia possiamo divertirci un altro po’. Che ne dici?”
Il tocco ha gia fatto risvegliare il mio uccello. Guarda dietro la mia spalla. “Direi che possiamo contare sul tuo amico!” Mi giro e Tiziano è ancora sdraiato sul tavolo che si masturba e si accarezza il buco del culo.
A questo punto ci avviciniamo.
Tiziano appena ci vede ha un momento di sbandamento, non sa cosa fare.
Lo tranquillizzo. “Sono nuovi amici che hanno apprezzato la nostra performance di poco fa.”
Fabrizio si avvicina a Tiziano gli mette una mano dietro la nuca e lo bacia avidamente.
Tiziano inizialmente cerca di ritrarsi, poi comincia a corrispondere con trasporto.
Fabrizio gli afferra il cazzo e comincia a menarlo.
Intanto il biondino ci ha raggiunto.
Si avvicina al suo amico gli slaccia i levis e gli abbassa gli slip, che a stento contenevano un cazzo di proporzioni straordinarie.
Il ragazzino lo prende in bocca con una certa difficoltà e comincia a spompinare. Lo spettacolo è quanto mai eccitante ed il mio cazzo ha gia ritrovato la sua forma.
Mi avvicino al biondino e lui si da da fare anche con il mio uccello. Io intanto sto carezzando la schiena di Fabrizio, gli sfilo la maglietta e gli accarezzo i capezzoli da dietro. Lui smette di slinguare Tiziano, si gira e mi sbatte la lingua in bocca mugolando. Tiziano si è abbassato ed ha preso in bocca quel cazzo enorme e spompina con grande perizia, il biondino si è concentrato sul mio uccello e lo lecca avidamente.
Fabrizio si stacca da me e si rivolge al suo amico “Dai. Voglio anche te completamente nudo!” Il ragazzino si alza toglie la camicia, poi si siede e toglie le scarpe da ginnastica, si sfila la canottiera, è completamente glabro ed i muscoli non sono ancora ben disegnati. Si slaccia i jeans e li toglie. Anche le gambe hanno pochissimi peli.
Ora è in mutande. “Forza!” Dice Fabrizio. “Ho detto nudo!” Il ragazzino si abbassa le mutande e le toglie.
E’ praticamente glabro anche intorno al cazzo che però ha dimensioni di tutto rispetto.
“Vieni qui, sul tavolo inginocchiati che voglio leccarti il buco del culo.” Claudio non si fa pregare sale sul tavolo in ginocchio e si mette col culo a favore della bocca del suo amico. Fabrizio comincia a slinguargli il buchetto mentre Tiziano continua a spompinare alternativamente il mio uccello e quello di Fabrizio.
La scena è oltremodo arrapante, soprattutto perché siamo in un luogo pubblico e la possibilità di essere scoperti accentua l’eccitazione.
Fabrizio è indaffarato a lubrificare il buchetto rosa di Claudio. Si ferma un attimo. “Dai spingi fuori sto culo cuginetto” “Cuginetto?” Domando. “Si. Claudio è mio cugino.” “Ma quanti anni ha?” Domando “18.” Risponde Fabrizio. “Ma è da quando ne aveva 16 che ci divertiamo insieme, vero?” Claudio risponde mugolando “Si!” “E non ne ha mai abbastanza il porcellino!” Nel frattempo Fabrizio ha infilato tre dita nel culo del cugino che si dimena. “Dai! Dai! Di più!” A queste parole Fabrizio infila un altro dito, l’altro lancia un urletto. “Ne vuoi ancora?” “Si!” Anche il pollice scompare nel buco ormai dilatatissimo. Poi Fabrizio comincia a fotterlo praticamente con tutta la mano. Il biondino è in estasi. “Si! Ancora! Datemi un cazzo in culo! Voglio scopare!”
Fabrizio guarda il mio uccello è durissimo. “E’ tutto tuo”
A questo punto anch’io mi tolgo rapidamente pantaloni e boxer. Salgo sul tavolo mi posiziono ed impalo il ragazzino, entro con facilità dopo il lavoro di mano. Claudio mugola e ripete “Si! Si! Più in fondo!” con voce roca.
Intanto Fabrizio si è accomodato Tiziano sulle gambe o sta iniziando ad incularlo non senza difficoltà, Tiziano fa molte smorfie di dolore e stringe le labbra tra i denti, ma il suo cazzo al massimo del tiro dice che gli piace eccome.
Dopo poco sta cavalcando quel cazzone con gli occhi girati e continuando ad emettere mugolii di piacere.
Il biondino sembra non averne mai abbastanza e si spinge verso il mio cazzo per aumentare l’effetto dell’inculata. “Dai, dai, dammelo tutto! Dammelo! Lo voglio sentire in gola!” Il ragazzino è davvero un porco.
Tiziano si sta masturbando forsennatamente e sborra con copiosi spruzzo sul terreno. Poi si accascia esausto con ancora quel palo di carne infilato nel culo.
Fabrizio lo tira fuori. Si gira verso di me. “Ora è il mio turno.” Lascio il posto ai trenta centimetri di Fabrizio. Si vede che lo fanno spesso perché Claudio non fa una piega, anzi sembra deliziato dal cambio.
Io mi posiziono davanti ed il biondino si prende il mio uccello in bocca e comincia a succhiare avidamente.
Tiziano si posiziona sotto a Claudio e comincia a spompinarlo a sua volta. Intanto lecca anche le palle di Fabrizio che entra ed esce dal quel buchetto che sembra non volerlo lasciare andare.
“Dai dammelo! Dammelo tutto! Di più! Più forte! Spaccami il culo! Sfondami!” Claudio è davvero una troietta in calore.
Tiziano intanto è passato dietro a Fabrizio e gli sta leccando il buco del culo. Fabrizio sembra gradire. Lo guardo fisso.
Tolgo il cazzo dalla bocca di Claudio e mi posiziono dietro a Fabrizio.
Tiziano immediatamente mi succhia ed insaliva l’uccello.
Appoggio la cappella sul buco di Fabrizio. Lui si gira guardarmi. “Dai sfondami!”
Non me lo faccio ripetere due volte e con un paio di colpi gli affondo il cazzo in culo.
Ora siamo tutti e tre agganciati Fabrizio sembra in estasi, si sta scopando il cuginetto mentre io gli trapano il culo con forza. “Aha si! E’ bellissimo! Era tanto che sognavo di scopare con un bel cazzo in culo! Si! Spingi! Dai scopami bene!”
Il biondino è ormai preso da una frenesia da sesso e continua ad emettere urletti Fabrizio gli tappa la bocca con una mano. “E bravo il cuginetto, stasera è assatanato! Lo senti che ti stiamo dietro in due!”
“Siiii! Dai scopatemi!” Nel frattempo anche il cazzo di Tiziano è di nuovo pronto. Si è messo a cavalcioni di Claudio e si fa spompinare da Fabrizio.
Fabrizio si stacca da Claudio e si sfila il mio cazzo dal culo. Poi prende il cugino per i fianchi e lo volta. “Adesso vedrai che ti facciamo divertire.” Si gira e mi dice “Sdraiati!” Mi sdraio con il cazzo che svetta. Fabrizio prende il cuginetto e lo impala sul mio uccello e quello comincia subito a cavalcare.
Fabrizio si e messo dietro a Claudio. Improvvisamente sento la sua cappella appoggiata al mio cazzo che spinge. Vuole incularlo anche lui! Claudio gorgoglia e mugola. “No aspetta. Così mi spacchi!” Ma la sua protesta non sembra molto convinta, soprattutto perché sta spingendo in fuori il culo per facilitare l’operazione.
Fabrizio ha lo sguardo sconvolto dall’eccitazione. Continua a spingere. Sento il suo cazzone che mi preme sull’uccello è una sensazione fantastica! Tiziano sta leccando tutto intorno al culetto del biondino per lubrificare l’operazione.
Un’altra spinta e la cappella entra. Claudio grida. Ci fermiamo. Tiziano passa sopra di me ed infila il suo uccello in bocca a Claudio così non griderà più. Fabrizio spinge ancora. Un ultima spinta ed è tutto dentro! Abbiamo i nostri due uccelli uno stretto accanto all’altro nel culo di questo sedicenne, sono in estasi.
Fabrizio comincia a stantuffare, io non devo fare niente perché il suo movimento sfrega sul mio cazzo ed è sublime. Claudio è fuori di testa.
Ha lasciato l’uccello di Tiziano e sembra in trance. Poi comincia a muoversi ed a cavalcare i nostri due cazzi. “Sì. Sì. Sì. Sì! Sfondatemi! Apritemi! Scopatemi tutti e due! Sììììì!!! Di più ….Vi voglio nel culo tutti e due! Spingete! Sììì. Fino in gola! Spaccatemi!”
E’ fantastico! Sento che non resisterò ancora molto, ho le palle piene di sborra che vuole schizzare fuori! Fabrizio continua a chiavarsi il cugino con sempre più foga. “Ti sfondo! Piccolo maiale! Troia! Li senti ‘sti due cazzi che ti trapanano!” “Sììììì! Ancora! Non smettete!” Fabrizio è all’apice dell’eccitazione.
Vede Tiziano che si sta masturbando, mentre io gli lecco il buco del culo. “Tu vieni qui! Sbattimelo in culo!”
Tiziano si alza e comincia ad incularsi Fabrizio. “Si! Dai sbattimi! Mentre sventriamo questa puttanella! Sì! Così! Inculami!”
Ormai siamo al parossismo.
Claudio con un mugolio comincia a sborrare, i suoi schizzi mi arrivano in faccia ed in bocca, bevo avidamente questo nettare delizioso.
Un'altra spinta dei due sopra di me ed anch’io gli inondo il culo di sborra.
Contemporaneamente vedo Fabrizio irrigidirsi e riempire a sua volta il cugino di sborra calda.
Mentre Tiziano fa altrettanto nel suo culo.
Claudio trema stremato e si accascia sul mio viso lo accarezzo e gli scosto i capelli dalla fronte sudata. Lui solleva lo sguardo e mi sorride. “E’ stato fantastico.” Dice. “Sì.” Rispondo “Straordinario!”
Ora siamo tutti seduti sul tavolone. Ancora nudi ed incuranti di chi possa passare. Dopo una scopata così!
Il biondino si tocca il buco del culo che è ancora dilatato e continua a far colare sborra.
Li vicino c’è una fontanella. Andiamo tutti a ripulirci. Soprattutto Claudio ha bisogno di rinfrescarsi il buco. Lo aiutiamo tutti. Incredibile. Si eccita ancora.
Decidiamo che si merita un extra ed a turno gli laviamo il culo e gli spompiniamo l’uccello fino a che non sborra di nuovo, questa volta sono pronto ad ingoiare tutto. La sborra di un adolescente ha gusto decisamente diverso.
Ci siamo rimessi in sesto e rivestiti. Sono le 03:30.
Tiziano deve correre a casa. Ci baciamo ripromettendoci di rimanere in contatto.
Con Fabrizio e Claudio ci sediamo su una panchina a fumare una sigaretta in santa pace.
25. Pellerina mon amour….Tiziano – 1° parte
Come ogni fine settimana, da quando è arrivata la bella stagione, anche questo sabato inforco la mia bicicletta. Come al solito vado alla Pellerina, ma soprattutto accanto al parco dove c’è un area agricola piena di sentieri, che in parte costeggiano un torrente, e dove si trovano spesso molti ragazzi a prendere il sole nudi.
Da quando ho scoperto queste spiaggette ci vengo spesso.
Anche oggi ho deciso di farmi un giro, ho legato la bici al solito posto e mi sono inoltrato a piedi per i sentierini. Qua e la c’erano i soliti vecchietti in attesa, c’era anche la solita coppietta che si abbronzava, stavo per tornarmene verso il parco quando ho sentito cantare, la cosa era strana perché di solito li regna il silenzio più assoluto. Il cantante era anche decisamente bravo, un impostazione chiaramente lirica, probabilmente da tenore. La cosa era divertente, ma non si riusciva a capire dove si trovasse il nostro artista. Poi così come era cominciato il canto finì.
Mi incammino verso la bici quando vedo dall’altra parte del campo di mais un ragazzo, è a torso nudo ed indossa solo i boxer attillati neri. E’ troppo lontano per vederlo bene. Decido di fare il giro largo così saremo costretti ad incrociarci.
Eccolo che si avvicina, carino, moro, non molto alto, ma ben formato, zainetto sulla spalla, forse intorno ai 25 anni, barba molto ben curata che incornicia il viso, occhi marrone chiaro, quasi ambra. Gli sorrido, mi sorride, ognuno continua a camminare. Mi volto a guardare ed anche lui si è voltato, si ferma, torna indietro e saluta: “ Ciao…”, “Ciao” rispondo, e per fare un po’ di conversazione, “…hai sentito poco fa quello che cantava così bene ?” Gli si allarga un sorriso sul viso (denti bianchissimi e perfetti), “ Sì, ero io…”. “Complimenti hai una splendida voce. Immagino tu sia un cantante di professione” “No, non ancora sto ancora studiando al conservatorio”.
Più lo guardo più lo trovo carino, anche la protuberanza che si nota nei boxer attillati promette bene. Si è accorto che lo stavo guardando proprio lì….”Che stavi facendo?” mi chiede. “Nulla di particolare, una passeggiata.” “Io vado a prendere un po’ di sole,vuoi farmi compagnia?” “Perché no”.
Ci avviamo lungo il sentiero verso il torrente, intanto mi racconta che ha 26 anni e si chiama Tiziano, io gli dico che ne ho 34 e mi chiamo Sergio. Intanto siamo arrivati alle spiaggette. C’è sempre la coppietta e ci sono sempre i vecchietti in attesa che ci guardano con interesse.
Tiziano scende verso il greto del fiume e comincia a costeggiarlo fino ad una macchia di alberelli, poi si china (anche il culo non è niente male sodo e tondo), scoprendo un passaggio che non avevo mai notato. “Di qua si sta più tranquilli” mi dice invitandomi a seguirlo.
Al di la degli alberi un’altra serie di piccole spiaggette tutte deserte. Tiziano sceglie l’ultima, semi nascosta da alcune canne. Apre lo zainetto ed estrae un grosso telo mare lo adagia sulla sabbia e mi fa cenno di accomodarmi. Poi tira fuori una bottiglia di the freddo e me ne offre un po’. “Fa un gran caldo oggi” dice “Non so come fai a stare tutto vestito”, in effetti indosso solo una t-shirt e dei calzoncini al ginocchio, ma rispetto a lui….”Hai ragione” mi levo la maglietta, faccio molta palestra ed il fisico regge ancora, nonostante ci sia un primo accenno di manigliette. Noto che mi guarda. “Niente male! Fai palestra?” “Quando posso.” Lo guardo si è sdraiato su un fianco ed appoggia il viso alla mano. Solo allora mi accorgo che ha parte della coscia destra coperto da una cicatrice, la guardo e poi l’accarezzo. Lui si ritrae. “Lo so fa un po’ impressione, mi sono scottato da piccolo con una pentola di acqua bollente.” “No non fa schifo, e morbida e setosa, si nota solo per il diverso colore.” “Grazie”.
Si gira a pancia in su ed il pacco è sottolineato dai boxer. Si solleva e si toglie le nike ed i calzini, mi piacciono anche i piedi. Decido di imitarlo. “Non ti fanno caldo quei bermuda?” “In effetti. Sarà meglio che li tolga.” Mi alzo in piedi e faccio scendere i calzoncini, meno male che sotto ho un bel paio di boxer di D&G. “Belli. Ti stanno molto bene.” “Grazie. Anche a te i tuoi.” Sorride.
“Senti, spero che non ti dia fastidio, ma io sono abituato a prendere il sole integrale.” Darmi fastidio! No figurati, fai pure.” Si rimette a pancia in su ed inarcando la schiena si sfila i boxer, Ha un gran cazzo, benché a riposo si intuisce che ha grandi possibilità. Si gira su un fianco per riporre i boxer nello zainetto e mi mostra il culo, fantastico coperto da una deliziosa peluria scura, da prendere a morsi. “E tu?” domanda. “Ma si hai ragione! Viva la natura!” Faccio per sfilarmi i boxer, ma lui mi ferma. “Aspetta, faccio io.” Mi fa sdraiare e lentamente afferra l’elastico dei boxer a comincia a farli scivolare piano. La cosa ha un certo effetto, il mio cazzo comincia a risvegliarsi e si muove visibilmente nei boxer, che adesso mi sono arrivati all’inguine. Tiziano si mette in ginocchio di fianco a me, e con una mossa esperta mi fa uscire l’uccello che è ormai semiduro. Accompagna i boxer fino alla caviglie e me li toglie. Poi resta a guardarmi. Intanto il mio cazzo e diventato completamente duro e svetta voglioso. “Scusa.” dico “Sarà l’aria fresca” “Non preoccuparti succede anche a me.” In effetti anche il suo cazzo è duro e dritto lungo il ventre, con la cappella rossa e turgida già fuori.
Si sdraia accanto a me. Siamo molto vicini, ma nessuno fa nulla. Tiziano si gira a pancia sotto e la sua mano è ora a contatto con la mia. Non mi sposto e lui nemmeno. Dopo poco le sue dita cominciano ad accarezzarmi la mano, rispondo al contatto stringendogliela. Con la coda dell’occhio vedo che fa dei lievi movimenti come se volesse fottersi il telo mare, deve avere il cazzo in tiro e se lo sta titillando.
E’ ora di rompere gli indugi. Mi giro su un fianco e comincio ad accarezzargli la schiena. Lui non fa una mossa ha il viso rivolto dalla parte opposta, continua solo a muoversi sul telo. Scendo piano lungo la spina dorsale fino ad arrivare all’inizio del solco tra le chiappe, comincio ad accarezzarlo con un dito, lui emette un sospiro ed apre le gambe. Scendo con la mano in mezzo al culo fino a sfiorargli le palle. Altro gemito. Mi fermo. Si gira, mi guarda “Continua è bellissimo”. Riprendo a massaggiargli le chiappe ed a tastargli le palle. Adesso ha inarcato la schiena e si è sollevato dal telo. Mi avvicino di più. Ho l’uccello durissimo. Con la mano scendo sotto le palle e finalmente gli prendo in mano il cazzo che adesso è completamente duro e di discrete dimensioni. Comincio a masturbarlo da dietro. Lui mi asseconda muovendo il bacino. Poi si gira a pancia sopra, gli prendo il cazzo in mano e continuo a menarlo. Poi mi abbasso e gli bacio un capezzolo, poi comincio a succhiarlo, Tizi mugola “Si è bellissimo. Continua.” Scendo lungo il petto e gli lecco l’ombellico, poi più giù fino alla fitta peluria dell’inguine, sa di maschio, ma di buono, il suo cazzo ora è li ad un centimetro dalla mia bocca. Faccio uscire la lingua e comincio a leccargli la cappella, poi piano me lo infilo in bocca e comincio a succhiarlo. E fantastico. Ha davvero un buon sapore. Lui si dimena sospirando.
Intanto la sua mano ha afferrato il mio cazzo e lo sta menando. Poi Tizi si solleva seduto mi fa sdraiare si mette sopra di me con il suo uccello sulla mia bocca, si china e si prende in bocca il mio tutto in un colpo. Ci sa fare il ragazzo. Cominciamo un fantastico 69.
Con le dita gli accarezzo il buco del culo. Poi comincio a leccarglielo. E ad infilargli dentro al lingua. Poi mi inumidisco il dito e provo ad infilarlo. Il maialino butta in fuori il sedere. Ti piace allora penso fra me e me. E così comincio ad infilagli un dito, poi due, poi a muoverle sempre più velocemente.
Tizi, nonostante abbia la bocca piena mugola di piacere. Anch’io sono al massimo del godimento. Succhia proprio bene con dei gran giochi di lingua e se lo infila tutto fino in gola.
Comincio a non farcela più. Se continua così vengo. Cerco di scostarlo. Ma lui si aggrappa. “Sto per venire” “Mhummn” Succhia ancora più forte. Fino a che gli scarico in bocca un sborrata calda e sostanziosa. Lui non molla. Succhia tutto fino a che l’uccello non comincia ad ammosciarsi. Poi si tira su e dice “Grazie. Fantastico!”
“Adesso devo ricambiare” lo spingo giù e mi metto il suo uccello in bocca spompinando a più non posso, mentre con una mano gli infilo tre dita nel culo un minuto ed anche Lui si scarica nella mia bocca. Una sborrata densa e gustosa. Mi scarica tre o quattro schizzi dritti nella gola. Buonissima.
Siamo stanchi ed affannati. Ci sdraiamo uno di fianco all’altro. Poi io mi giro e lo attiro vicino a me Lui appoggia la testa sul mio torace ed io gli accarezzo i riccioli scuri.
“E stato bellissimo. Dovremmo rifarlo” “Sono d’accordo.”
Rifletto rapidamente e mi viene in mente che Cinzia quella sera usciva con le amiche allora gli chiedo ”Che fai stasera?”
Mi guarda. “A dire il vero i miei mi aspettano per cena. Però forse posso liberarmi per dopo.”
Ci accordiamo di sentirci verso le 20:00. Scambio di cellulari.
E tardi e devo rientrare mi rivesto, lo saluto con un ultimo bacio.
Mentre mi avvio verso la mia bicicletta penso che probabilmente non lo rivedrò più.
Invece……
Da quando ho scoperto queste spiaggette ci vengo spesso.
Anche oggi ho deciso di farmi un giro, ho legato la bici al solito posto e mi sono inoltrato a piedi per i sentierini. Qua e la c’erano i soliti vecchietti in attesa, c’era anche la solita coppietta che si abbronzava, stavo per tornarmene verso il parco quando ho sentito cantare, la cosa era strana perché di solito li regna il silenzio più assoluto. Il cantante era anche decisamente bravo, un impostazione chiaramente lirica, probabilmente da tenore. La cosa era divertente, ma non si riusciva a capire dove si trovasse il nostro artista. Poi così come era cominciato il canto finì.
Mi incammino verso la bici quando vedo dall’altra parte del campo di mais un ragazzo, è a torso nudo ed indossa solo i boxer attillati neri. E’ troppo lontano per vederlo bene. Decido di fare il giro largo così saremo costretti ad incrociarci.
Eccolo che si avvicina, carino, moro, non molto alto, ma ben formato, zainetto sulla spalla, forse intorno ai 25 anni, barba molto ben curata che incornicia il viso, occhi marrone chiaro, quasi ambra. Gli sorrido, mi sorride, ognuno continua a camminare. Mi volto a guardare ed anche lui si è voltato, si ferma, torna indietro e saluta: “ Ciao…”, “Ciao” rispondo, e per fare un po’ di conversazione, “…hai sentito poco fa quello che cantava così bene ?” Gli si allarga un sorriso sul viso (denti bianchissimi e perfetti), “ Sì, ero io…”. “Complimenti hai una splendida voce. Immagino tu sia un cantante di professione” “No, non ancora sto ancora studiando al conservatorio”.
Più lo guardo più lo trovo carino, anche la protuberanza che si nota nei boxer attillati promette bene. Si è accorto che lo stavo guardando proprio lì….”Che stavi facendo?” mi chiede. “Nulla di particolare, una passeggiata.” “Io vado a prendere un po’ di sole,vuoi farmi compagnia?” “Perché no”.
Ci avviamo lungo il sentiero verso il torrente, intanto mi racconta che ha 26 anni e si chiama Tiziano, io gli dico che ne ho 34 e mi chiamo Sergio. Intanto siamo arrivati alle spiaggette. C’è sempre la coppietta e ci sono sempre i vecchietti in attesa che ci guardano con interesse.
Tiziano scende verso il greto del fiume e comincia a costeggiarlo fino ad una macchia di alberelli, poi si china (anche il culo non è niente male sodo e tondo), scoprendo un passaggio che non avevo mai notato. “Di qua si sta più tranquilli” mi dice invitandomi a seguirlo.
Al di la degli alberi un’altra serie di piccole spiaggette tutte deserte. Tiziano sceglie l’ultima, semi nascosta da alcune canne. Apre lo zainetto ed estrae un grosso telo mare lo adagia sulla sabbia e mi fa cenno di accomodarmi. Poi tira fuori una bottiglia di the freddo e me ne offre un po’. “Fa un gran caldo oggi” dice “Non so come fai a stare tutto vestito”, in effetti indosso solo una t-shirt e dei calzoncini al ginocchio, ma rispetto a lui….”Hai ragione” mi levo la maglietta, faccio molta palestra ed il fisico regge ancora, nonostante ci sia un primo accenno di manigliette. Noto che mi guarda. “Niente male! Fai palestra?” “Quando posso.” Lo guardo si è sdraiato su un fianco ed appoggia il viso alla mano. Solo allora mi accorgo che ha parte della coscia destra coperto da una cicatrice, la guardo e poi l’accarezzo. Lui si ritrae. “Lo so fa un po’ impressione, mi sono scottato da piccolo con una pentola di acqua bollente.” “No non fa schifo, e morbida e setosa, si nota solo per il diverso colore.” “Grazie”.
Si gira a pancia in su ed il pacco è sottolineato dai boxer. Si solleva e si toglie le nike ed i calzini, mi piacciono anche i piedi. Decido di imitarlo. “Non ti fanno caldo quei bermuda?” “In effetti. Sarà meglio che li tolga.” Mi alzo in piedi e faccio scendere i calzoncini, meno male che sotto ho un bel paio di boxer di D&G. “Belli. Ti stanno molto bene.” “Grazie. Anche a te i tuoi.” Sorride.
“Senti, spero che non ti dia fastidio, ma io sono abituato a prendere il sole integrale.” Darmi fastidio! No figurati, fai pure.” Si rimette a pancia in su ed inarcando la schiena si sfila i boxer, Ha un gran cazzo, benché a riposo si intuisce che ha grandi possibilità. Si gira su un fianco per riporre i boxer nello zainetto e mi mostra il culo, fantastico coperto da una deliziosa peluria scura, da prendere a morsi. “E tu?” domanda. “Ma si hai ragione! Viva la natura!” Faccio per sfilarmi i boxer, ma lui mi ferma. “Aspetta, faccio io.” Mi fa sdraiare e lentamente afferra l’elastico dei boxer a comincia a farli scivolare piano. La cosa ha un certo effetto, il mio cazzo comincia a risvegliarsi e si muove visibilmente nei boxer, che adesso mi sono arrivati all’inguine. Tiziano si mette in ginocchio di fianco a me, e con una mossa esperta mi fa uscire l’uccello che è ormai semiduro. Accompagna i boxer fino alla caviglie e me li toglie. Poi resta a guardarmi. Intanto il mio cazzo e diventato completamente duro e svetta voglioso. “Scusa.” dico “Sarà l’aria fresca” “Non preoccuparti succede anche a me.” In effetti anche il suo cazzo è duro e dritto lungo il ventre, con la cappella rossa e turgida già fuori.
Si sdraia accanto a me. Siamo molto vicini, ma nessuno fa nulla. Tiziano si gira a pancia sotto e la sua mano è ora a contatto con la mia. Non mi sposto e lui nemmeno. Dopo poco le sue dita cominciano ad accarezzarmi la mano, rispondo al contatto stringendogliela. Con la coda dell’occhio vedo che fa dei lievi movimenti come se volesse fottersi il telo mare, deve avere il cazzo in tiro e se lo sta titillando.
E’ ora di rompere gli indugi. Mi giro su un fianco e comincio ad accarezzargli la schiena. Lui non fa una mossa ha il viso rivolto dalla parte opposta, continua solo a muoversi sul telo. Scendo piano lungo la spina dorsale fino ad arrivare all’inizio del solco tra le chiappe, comincio ad accarezzarlo con un dito, lui emette un sospiro ed apre le gambe. Scendo con la mano in mezzo al culo fino a sfiorargli le palle. Altro gemito. Mi fermo. Si gira, mi guarda “Continua è bellissimo”. Riprendo a massaggiargli le chiappe ed a tastargli le palle. Adesso ha inarcato la schiena e si è sollevato dal telo. Mi avvicino di più. Ho l’uccello durissimo. Con la mano scendo sotto le palle e finalmente gli prendo in mano il cazzo che adesso è completamente duro e di discrete dimensioni. Comincio a masturbarlo da dietro. Lui mi asseconda muovendo il bacino. Poi si gira a pancia sopra, gli prendo il cazzo in mano e continuo a menarlo. Poi mi abbasso e gli bacio un capezzolo, poi comincio a succhiarlo, Tizi mugola “Si è bellissimo. Continua.” Scendo lungo il petto e gli lecco l’ombellico, poi più giù fino alla fitta peluria dell’inguine, sa di maschio, ma di buono, il suo cazzo ora è li ad un centimetro dalla mia bocca. Faccio uscire la lingua e comincio a leccargli la cappella, poi piano me lo infilo in bocca e comincio a succhiarlo. E fantastico. Ha davvero un buon sapore. Lui si dimena sospirando.
Intanto la sua mano ha afferrato il mio cazzo e lo sta menando. Poi Tizi si solleva seduto mi fa sdraiare si mette sopra di me con il suo uccello sulla mia bocca, si china e si prende in bocca il mio tutto in un colpo. Ci sa fare il ragazzo. Cominciamo un fantastico 69.
Con le dita gli accarezzo il buco del culo. Poi comincio a leccarglielo. E ad infilargli dentro al lingua. Poi mi inumidisco il dito e provo ad infilarlo. Il maialino butta in fuori il sedere. Ti piace allora penso fra me e me. E così comincio ad infilagli un dito, poi due, poi a muoverle sempre più velocemente.
Tizi, nonostante abbia la bocca piena mugola di piacere. Anch’io sono al massimo del godimento. Succhia proprio bene con dei gran giochi di lingua e se lo infila tutto fino in gola.
Comincio a non farcela più. Se continua così vengo. Cerco di scostarlo. Ma lui si aggrappa. “Sto per venire” “Mhummn” Succhia ancora più forte. Fino a che gli scarico in bocca un sborrata calda e sostanziosa. Lui non molla. Succhia tutto fino a che l’uccello non comincia ad ammosciarsi. Poi si tira su e dice “Grazie. Fantastico!”
“Adesso devo ricambiare” lo spingo giù e mi metto il suo uccello in bocca spompinando a più non posso, mentre con una mano gli infilo tre dita nel culo un minuto ed anche Lui si scarica nella mia bocca. Una sborrata densa e gustosa. Mi scarica tre o quattro schizzi dritti nella gola. Buonissima.
Siamo stanchi ed affannati. Ci sdraiamo uno di fianco all’altro. Poi io mi giro e lo attiro vicino a me Lui appoggia la testa sul mio torace ed io gli accarezzo i riccioli scuri.
“E stato bellissimo. Dovremmo rifarlo” “Sono d’accordo.”
Rifletto rapidamente e mi viene in mente che Cinzia quella sera usciva con le amiche allora gli chiedo ”Che fai stasera?”
Mi guarda. “A dire il vero i miei mi aspettano per cena. Però forse posso liberarmi per dopo.”
Ci accordiamo di sentirci verso le 20:00. Scambio di cellulari.
E tardi e devo rientrare mi rivesto, lo saluto con un ultimo bacio.
Mentre mi avvio verso la mia bicicletta penso che probabilmente non lo rivedrò più.
Invece……
24. Pellerina mon amour….Marco
Sono come al solito al parco della Pellerina in bici. E come sempre mi inoltro per le campagne circostanti verso il fiume. E’ la prima metà di luglio, sono le 2 del pomeriggio e fa un caldo boia, saremo sui 40°. Meno male che ho fatto provvista d’acqua.
Seguo il sentiero che costeggia il torrente. Ogni tanto qualche zona d’ombra ti fa tirare un po’ il fiato. Riprendo la bici e portandola a mano continuo per il sentiero che ora svolta costeggiando un campo di mais.
Appena completo la curva il mio sguardo viene attirato da un luccichio. Vedo che più avanti c’è un ragazzo fermo vicino alla sua bicicletta. Continuo a camminare fino ad arrivargli vicino. Il sentiero è stretto e quindi non ci si passa con due bici. Il ragazzo si gira un po’ sorpreso. E’ giovanissimo, sembra un adolescente. Ha i capelli rossi e due grandi occhi che sembrano d’ambra con lunghe ciglia chiare. Ha la carnagione bianchissima ed, ormai, un po’ arrossata sulle spalle. “Scusa” dico. Cerca di accostarsi alle fitte canne di mais, ma è inevitabile che ci si sfiori. Mentre gli passo accanto noto i boxer rossi scuriti in vita per il sudore che gli cola lungo la schiena ed il petto. “Fa un gran caldo oggi!” Dice. “Già, e mi sa che tu ti stai scottando!” Gli rispondo indicando le spalle quasi viola. “Mi sa di sì.” Poi mi guarda e dice “Scusa, posso chiederti un favore?” “Certo” “Mi guarderesti qui nell’incavo del collo. Mi prude da matti, non è che mi ha morso qualche insetto….” Mi avvicino e osservo la pelle che ricopre la clavicola e poi scende lieve verso il torace creando una piccola deliziosa conchetta. In effetti in quel punto è rosso. “Eh sì ti ha preso, una bella puntura di zanzara!” “Aspetta ho dei fazzolettini disinfettanti. Però togliamoci da qui. Vieni” Lo precedo lungo il sentiero e lui mi segue. Vado verso l’argine dove gli alberi di sambuco creano delle radure protette. Salgo sull’argine e ridiscendo in una della radure verso la riva del fiume. “Ehi! E’ bellissimo qui!” “Sì.” Dico. “E’ tranquillo, ci vengo a leggere ed a stare un po’ in pace. Vieni che ti disinfetto.” Apro lo zaino mentre lui poggia la bici accanto alla mia, trovo i fazzolettini, lui si avvicina sbircia nello zaino e vede anche la bottiglia d’acqua. “Accidenti sei proprio attrezzato! Io all’acqua non ci ho proprio pensato.” “Bevi pure se vuoi” “Come? A canna. Non ti dispiace?” “Ma no figurati” Afferra la bottiglia e comincia a bere con avidità,un po’ d’acqua gli scorre sul mento e poi lungo il torace ed il ventre completamente glabri. “Avevi sete?” “Sì grazie stavo morendo!” “Vieni qui” Prendo il fazzolettino e delicatamente comincio a passarlo sul collo ed intorno alla puntura, poi faccio giri sempre più larghi fino a sfiorargli con le dita il capezzolo. Non mi guarda, ha gli occhi socchiusi, “Che goduria! Sei bravo. Hai un tocco fantastico.” “Passato il prurito?” “Si grazie.” Continuo a massaggiargli il petto con il fazzolettino, adesso insisto sempre di più sul capezzolo che si è inturgidito. “Ehi. Così però mi fai eccitare!” “Davvero.” “Guarda” dice lui toccandosi il cazzo che si intuisce è in semi erezione. “E ti dispiace?” domando “No.” Risponde guardandomi e continuando a carezzarsi l’uccello nei boxer. Allora sostituisco la mano ed il fazzolettino con la lingua e comincio a leccargli i capezzoli. Lui si inarca e geme. “Mhmmm.” Mi fermo. Vedo che si è infilato la mano nei boxer e si stringe il cazzo. Decisamente interessante. “Vieni.” Lo prendo per mano e ci sediamo sull’erba morbida e fresca. “A proposito io sono Sergio e tu?” Mi guarda “Io mi chiamo Marco.” “Ciao Marco. Quanti anni hai?” “Quasi 19.” “E sei gay?” “A dire il vero no, ho la ragazza, ma….” “Ma..” “Ma ho avuto qualche esperienza al campeggio con l’accompagnatore….” “E ti è piaciuto?” “Si. Molto.” Non ha smesso di menarsi l’uccello da quando si è seduto. Gli passo la mano sulla schiena liscia e scendo vicino ai boxer. Infilo un dito nell’elastico e piano infilo la mano fino ad arrivare all’apertura delle chiappe. Gli accarezzo quell’area molto sensibile. Geme di nuovo. Scendo più giù e gli afferro una natica. “Mhmmm….” Ormai i boxer sono mezzi abbassati ed il cazzo fa capolino voglioso di uscire. “Vuoi che mi spogli?” chiede. “Dai” rispondo. Si alza e lentamente si abbassa i boxer e se li sfila rimanendo completamente nudo con solo le adidas ai piedi. Si risiede sull’erba molto vicino, posso sentire il calore della sua pelle nuda sulle gambe. Gli accarezzo il petto lui si butta indietro e si sdraia ricomincio a leccarlo sul torace, poi sulla pancia, l’ombellico. Ora ho il suo cazzo vicinissimo alla bocca, comincio a leccargli la cappella, poi piano me lo infilo in bocca. Marco comincia a muoversi facendo scorrere il suo uccello nella mia bocca. Sa di buono e di giovane. Con una mano comincio ad accarezzarlo sotto le palle verso il buchino e lui, per tutta risposta, allarga le gambe e le solleva! Non deve essere nuovo a questo trattamento. Scendo con la lingua sotto le palle e comincio a leccargli il buco del culo. Altro gemito. Mi alzo e mi tolgo anch’io calzoncini e slip. Mi sdraio pronto per un 69, ma Marco si limita a prendere in mano il mio cazzo duro ed a masturbarlo. “Prendilo in bocca.” Dico. “No in bocca no.” Non voglio forzarlo. Riprendo al spompinarlo ed a leccargli il culo lui mi mena sempre più in fretta. “Piano” gli dico. “E’ bello duro” dice lui “Vuoi mettermelo in culo?” Sono sorpreso. “Scusa?” “Vuoi fottermi? A me andrebbe” Mi giro e mi posiziono fra le sue gambe. Scendo di nuovo a leccargli il buco del culo ed il nostro maialino inarca la schiena. “Mhmmm! Si dai scopami!” Non mi faccio pregare e gli piazzo la cappella sul buco del culo e comincio a spingere. “Mhmmm! Sì! Dai!” Spingo ancora un po’ e la cappella è dentro. E’ caldissimo. Comincio a stantuffarlo sempre più velocemente e lui per tutta risposta spinge il culo verso il mio cazzo per prenderlo meglio. “Oohho, Si sfondami! Spaccami il culo! Si più forte!” Cambiamo posizione, io mi sdraio e lui sopra di me si impala dandomi le spalle e comincia ad andare su e giù sempre più forte mugolando di piacere. Ormai ho le palle strapiene. “Vai così, continua che ti sborro nel culo!” “Siiiii! Riempimi!” Due colpi e inondo quel bel culetto di sborra calda. Marco intanto si sega con violenza e sborra anche lui. Esausti ci sdraiamo sull’erba ansimando e coperti di sudore. Dopo qualche minuto lo abbraccio e ci baciamo con passione.
Seguo il sentiero che costeggia il torrente. Ogni tanto qualche zona d’ombra ti fa tirare un po’ il fiato. Riprendo la bici e portandola a mano continuo per il sentiero che ora svolta costeggiando un campo di mais.
Appena completo la curva il mio sguardo viene attirato da un luccichio. Vedo che più avanti c’è un ragazzo fermo vicino alla sua bicicletta. Continuo a camminare fino ad arrivargli vicino. Il sentiero è stretto e quindi non ci si passa con due bici. Il ragazzo si gira un po’ sorpreso. E’ giovanissimo, sembra un adolescente. Ha i capelli rossi e due grandi occhi che sembrano d’ambra con lunghe ciglia chiare. Ha la carnagione bianchissima ed, ormai, un po’ arrossata sulle spalle. “Scusa” dico. Cerca di accostarsi alle fitte canne di mais, ma è inevitabile che ci si sfiori. Mentre gli passo accanto noto i boxer rossi scuriti in vita per il sudore che gli cola lungo la schiena ed il petto. “Fa un gran caldo oggi!” Dice. “Già, e mi sa che tu ti stai scottando!” Gli rispondo indicando le spalle quasi viola. “Mi sa di sì.” Poi mi guarda e dice “Scusa, posso chiederti un favore?” “Certo” “Mi guarderesti qui nell’incavo del collo. Mi prude da matti, non è che mi ha morso qualche insetto….” Mi avvicino e osservo la pelle che ricopre la clavicola e poi scende lieve verso il torace creando una piccola deliziosa conchetta. In effetti in quel punto è rosso. “Eh sì ti ha preso, una bella puntura di zanzara!” “Aspetta ho dei fazzolettini disinfettanti. Però togliamoci da qui. Vieni” Lo precedo lungo il sentiero e lui mi segue. Vado verso l’argine dove gli alberi di sambuco creano delle radure protette. Salgo sull’argine e ridiscendo in una della radure verso la riva del fiume. “Ehi! E’ bellissimo qui!” “Sì.” Dico. “E’ tranquillo, ci vengo a leggere ed a stare un po’ in pace. Vieni che ti disinfetto.” Apro lo zaino mentre lui poggia la bici accanto alla mia, trovo i fazzolettini, lui si avvicina sbircia nello zaino e vede anche la bottiglia d’acqua. “Accidenti sei proprio attrezzato! Io all’acqua non ci ho proprio pensato.” “Bevi pure se vuoi” “Come? A canna. Non ti dispiace?” “Ma no figurati” Afferra la bottiglia e comincia a bere con avidità,un po’ d’acqua gli scorre sul mento e poi lungo il torace ed il ventre completamente glabri. “Avevi sete?” “Sì grazie stavo morendo!” “Vieni qui” Prendo il fazzolettino e delicatamente comincio a passarlo sul collo ed intorno alla puntura, poi faccio giri sempre più larghi fino a sfiorargli con le dita il capezzolo. Non mi guarda, ha gli occhi socchiusi, “Che goduria! Sei bravo. Hai un tocco fantastico.” “Passato il prurito?” “Si grazie.” Continuo a massaggiargli il petto con il fazzolettino, adesso insisto sempre di più sul capezzolo che si è inturgidito. “Ehi. Così però mi fai eccitare!” “Davvero.” “Guarda” dice lui toccandosi il cazzo che si intuisce è in semi erezione. “E ti dispiace?” domando “No.” Risponde guardandomi e continuando a carezzarsi l’uccello nei boxer. Allora sostituisco la mano ed il fazzolettino con la lingua e comincio a leccargli i capezzoli. Lui si inarca e geme. “Mhmmm.” Mi fermo. Vedo che si è infilato la mano nei boxer e si stringe il cazzo. Decisamente interessante. “Vieni.” Lo prendo per mano e ci sediamo sull’erba morbida e fresca. “A proposito io sono Sergio e tu?” Mi guarda “Io mi chiamo Marco.” “Ciao Marco. Quanti anni hai?” “Quasi 19.” “E sei gay?” “A dire il vero no, ho la ragazza, ma….” “Ma..” “Ma ho avuto qualche esperienza al campeggio con l’accompagnatore….” “E ti è piaciuto?” “Si. Molto.” Non ha smesso di menarsi l’uccello da quando si è seduto. Gli passo la mano sulla schiena liscia e scendo vicino ai boxer. Infilo un dito nell’elastico e piano infilo la mano fino ad arrivare all’apertura delle chiappe. Gli accarezzo quell’area molto sensibile. Geme di nuovo. Scendo più giù e gli afferro una natica. “Mhmmm….” Ormai i boxer sono mezzi abbassati ed il cazzo fa capolino voglioso di uscire. “Vuoi che mi spogli?” chiede. “Dai” rispondo. Si alza e lentamente si abbassa i boxer e se li sfila rimanendo completamente nudo con solo le adidas ai piedi. Si risiede sull’erba molto vicino, posso sentire il calore della sua pelle nuda sulle gambe. Gli accarezzo il petto lui si butta indietro e si sdraia ricomincio a leccarlo sul torace, poi sulla pancia, l’ombellico. Ora ho il suo cazzo vicinissimo alla bocca, comincio a leccargli la cappella, poi piano me lo infilo in bocca. Marco comincia a muoversi facendo scorrere il suo uccello nella mia bocca. Sa di buono e di giovane. Con una mano comincio ad accarezzarlo sotto le palle verso il buchino e lui, per tutta risposta, allarga le gambe e le solleva! Non deve essere nuovo a questo trattamento. Scendo con la lingua sotto le palle e comincio a leccargli il buco del culo. Altro gemito. Mi alzo e mi tolgo anch’io calzoncini e slip. Mi sdraio pronto per un 69, ma Marco si limita a prendere in mano il mio cazzo duro ed a masturbarlo. “Prendilo in bocca.” Dico. “No in bocca no.” Non voglio forzarlo. Riprendo al spompinarlo ed a leccargli il culo lui mi mena sempre più in fretta. “Piano” gli dico. “E’ bello duro” dice lui “Vuoi mettermelo in culo?” Sono sorpreso. “Scusa?” “Vuoi fottermi? A me andrebbe” Mi giro e mi posiziono fra le sue gambe. Scendo di nuovo a leccargli il buco del culo ed il nostro maialino inarca la schiena. “Mhmmm! Si dai scopami!” Non mi faccio pregare e gli piazzo la cappella sul buco del culo e comincio a spingere. “Mhmmm! Sì! Dai!” Spingo ancora un po’ e la cappella è dentro. E’ caldissimo. Comincio a stantuffarlo sempre più velocemente e lui per tutta risposta spinge il culo verso il mio cazzo per prenderlo meglio. “Oohho, Si sfondami! Spaccami il culo! Si più forte!” Cambiamo posizione, io mi sdraio e lui sopra di me si impala dandomi le spalle e comincia ad andare su e giù sempre più forte mugolando di piacere. Ormai ho le palle strapiene. “Vai così, continua che ti sborro nel culo!” “Siiiii! Riempimi!” Due colpi e inondo quel bel culetto di sborra calda. Marco intanto si sega con violenza e sborra anche lui. Esausti ci sdraiamo sull’erba ansimando e coperti di sudore. Dopo qualche minuto lo abbraccio e ci baciamo con passione.
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