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giovedì 28 settembre 2023

10. Preparando Ia maturità

Si avvicinava il tempo degli esami. Ormai a scuola non si combinava più nulla così i miei decisero di mandarmi dagli zii al mare dove avrei potuto completare la preparazione in tutta calma e senza distrazioni.

Gli infatti zii erano piuttosto severi. Inoltre mio padre li aveva avvertiti di tenermi d’occhio.
Così non riuscivo a muovermi come avrei voluto.
Siccome non potevano certo controllarmi. La maniera migliore per mettermi i bastoni tra le ruote era affidarmi il cuginetto di 12 anni. Una vera rottura di coglioni.
Una sera ero davvero incazzato. Anche quella sera sarebbe stata come le altre avrei accompagnato il cuginetto alla sala giochi! Le solite due palle! Non sapevo come mi sbagliavo!

Arrivammo. Giochino. Giochino. Ad un certo punto Maurizio viene a chiedermi altri soldi. Gli dissi di No. Che ne aveva avuti già abbastanza. Maurizio mi fa spallucce e dice che tanto lui sa come procurarseli. “In che senso?” Domando. “Quando non ci sei tu a sganciare devo fare da me…..” “Ho capito ma come fai a procurarti i soldi?” “Adesso ti faccio vedere.” Lo seguo verso il fondo della sala giochi dove si esce in un cortile sul retro. Maurizio si gira e mi dice “Non farti vedere!” Allora mi nascondo dietro una pila di casse.
Osservo Maurizio che passeggia nel cortile. Ad un certo punto da un angolo sbucano due tipi, avranno sui 35/40 anni. Anche loro cominciano a passeggiare nel cortile. Poi si avvicinano al mio cuginetto e gli dicono qualcosa. Lui annuisce. Tutti insieme vanno verso l’angolo da dove sono venuti i due tipi. La situazione mi preoccupa un po’. Li seguo. Mi nascondo dietro l’angolo, ma non riesco a vedere. Allora mi sposto sull’altro lato.
Si sono messi dietro una catasta di scatoloni. Mi avvicino per vedere meglio. I due si sono seduti e Maurizio è davanti a loro. Uno dei due dice “Dai facci vedere!” Vedo Maurizio che si abbassa i calzoncini e tira fuori il cazzo. Sono senza parole. Dovrei intervenire, ma sono bloccato. L’altro dice “Togliti la maglietta!” e il mio cuginetto, con fare esperto, si leva lentamente la t-shirt restando con il torso nudo.
I due hanno cominciato a toccarsi i cazzi ed a smaneggiarsi. Non so cosa fare! Sono combattuto tra andare a prenderli a pugni ed una certa eccitazione che mi sta prendendo.
Il primo si rivolge a Maurizio “Senti biondino, ti diamo il doppio se ti spogli completamente nudo!” Maurizio sembra pensarci un po’ su poi dice “Ok.” Fa per abbassarsi i pantaloncini, ma i due lo fermano. “No prima le scarpe!” Maurizio obbedisce. Si siede a terra e si slaccia le scarpe da ginnastica. “Ora le calze” I due ora hanno tirato fuori i loro uccelli in tiro e si masturbano. Maurizio si è tolto le calze ed e seduto a terra a piedi nudi. “Ora i calzoncini” Maurizio senza alzarsi si sfila i pantaloncini e rimane in mutande. A questo punto anche il mio uccello è in tiro, so che non dovrei, ma è più forte di me e comincio anch’io a segarmi. “Dai continua!” Dice uno dei due. Maurizio si alza e lentamente si abbassa le mutandine e se le toglie. E’ completamente nudo. Non ci avevo mai fatto caso, ma per avere 12 anni è ben formato. I muscoli, anche se ancora piccoli, sono ben disegnati e quel sederino sembra fatto di burro! “Avvicinati!” Dice uno dei due. Maurizio si sposta verso di loro. “Vieni qui. Siediti!” Maurizio si siede in braccio ad uno dei due che subito gli mette una mano sul culo. “A come sei morbido!” L’altro allunga una mano in mezzo alle gambe di mio cugino e comincia a giocherellare con il suo uccello, che in un attimo diventa duro. Anche questa è una sorpresa. Mio cugino deve essere piuttosto precoce perché il cazzo che vedo è di tutto rispetto considerata l’età. La scena è lasciva e schifosa, ma molto eccitante. I due fanno sdraiare Maurizio sulle loro gambe e lo toccano dappertutto mentre strusciano i loro uccelli su quel corpo di fanciullo. Io mi sto masturbando con foga. Uno dei due si abbassa e prende in bocca il cazzo di Maurizio, lui emette un gemito, direi che la cosa gli piace e che non deve essere la prima volta. Maurizio si inarca per favorire il pompino che si sta facendo fare. Poi comincia ad ansimare, dopo altre due ciucciate sborra nella bocca del tipo che si beve tutto avidamente,mentre l’altro ha le mani sul buco del culo di mio cugino e lo stuzzica con le dita. Maurizio si riprende. Si solleva. Osserva i due. Poi getta lo sguardo dietro per vedere dove sono. I nostri sguardi si incrociano. Mi fa l’occhiolino e si rivolge ai due. “Per un ragionevole sovrapprezzo potete avere il trattamento completo.” I due annuiscono energicamente. Maurizio si inginocchia davanti ai due e prende in bocca il primo dei due cazzi, mentre con una mano sega l’altro. E’ troppo! Ho il cazzo che mi fa male per l’eccitazione! Un ragazzino di 12 anni che spompina due adulti è troppo arrapante! Maurizio ora si alterna a succhiare i due cazzi fino a che tutti e due gli sborrano in bocca ed in faccia. Anch’io vengo nello stesso momento.
Maurizio si alza si ripulisce e comincia a rivestirsi. Poi prende i soldi dai due che si dileguano in fretta.

Maurizio viene verso di me “Visto. Non è difficile.” “Ma da quanto fai queste cose!” “Oho bhe dall’anno scorso. Me lo ha fatto vedere un mio amico.” “Ma sai che può essere pericoloso!” “No. Non ti preoccupare. So badare a me stesso. E poi un uomo con i suoi gioielli nella mia bocca è meglio che si comporti bene!”

Si allontana verso la sala giochi e va comprarsi altri gettoni per continuare a giocare.

Più tardi a casa ero a letto e ripensavo a quello a cui avevo assistito. Ero sconvolto. Ma….nello stesso tempo al pensiero il mio cazzo tornava duro. Avrei dovuto vergognarmi!

Nei giorni seguenti mentre studiavo ho osservato mio cugino con più attenzione. Era sempre il solito monello. Scherzi con gli amici (chissà qual’era quello che lo aveva iniziato), corse, pallacanestro, bici.

Passò qualche giorno tra libri e tesine. Un pomeriggio, dopo pranzo, Maurizio arrivò di corsa e disse “Sergio. Vado a giocare con i miei amici. Ci vediamo più tardi.” “Va bene, ma stai attento” “Ok.”
Lo guardo allontanarsi con tre dei sui amichetti, imboccano il sentiero che conduce al limite della spiaggia dove cominciano una serie di dune ricoperte di lunghi ciuffi d’erba. Un luogo ideale se uno non vuole farsi vedere. Dopo un momento di indecisione decido di seguirli.

Devo stare attento perché per un bel pezzo potrebbero vedermi. Salgono sulla prima duna. Ridono e si rincorrono. Raggiungo la cima della duna in tempo per vederli sparire in un canalone tra due dune più avanti. Anch’io mi avvicino. Salgo su una delle dune che delimitano il canalone e mi sporgo cercando di non farmi vedere.
Eccoli li. Si sono seduti sulla sabbia e chiacchierano. Forse mi sono sbagliato ed ho pensato male.
Un pomeriggio, dopo pranzo, Maurizio arrivò di corsa e disse “Sergio. Vado a giocare con i miei amici. Ci vediamo più tardi.” “Va bene, ma stai attento” “Ok.”
Lo guardo allontanarsi con tre dei sui amichetti, imboccano il sentiero che conduce al limite della spiaggia dove cominciano una serie di dune ricoperte di lunghi ciuffi d’erba. Un luogo ideale se uno non vuole farsi vedere. Dopo un momento di indecisione decido di seguirli.

Devo stare attento perché per un bel pezzo potrebbero vedermi. Salgono sulla prima duna. Ridono e si rincorrono. Raggiungo la cima della duna in tempo per vederli sparire in un canalone tra due dune più avanti. Anch’io mi avvicino. Salgo su una delle dune che delimitano il canalone e mi sporgo cercando di non farmi vedere.
Ecco
Ad un certo punto uno dei tre si alza e si mette dietro mio cugino. Maurizio adesso è seduto tra le gambe larghe dell’altro. L’amico appoggia la testa sulla spalla di Maurizio gli scosta la maglietta e comincia a leccargliela. Sento Maurizio dire “Dai Fabio smettila!” Ma l’altro insiste. Ha portato le mani davanti e sta accarezzando i capezzoli di mio cugino. “Fabiooo!” “Sai che così me la fai venire duro!” Detto fatto l’altro abbassa le mani e comincia a palpare l’uccello di mio cugino. Poi risale ed infila una mano nei calzoncini. Maurizio sospira e lascia fare.
Nel frattempo l’altro amichetto si sta pastrugnando l’uccello da sopra i pantaloni. Maurizio lo guarda e poi dice “Beh! A questo punto. Tu Simone che fai? Datti da fare!” Simone si alza, si avvicina ai due sfila la maglietta a mio cugino e comincia a succhiargli i capezzoli. Poi scende verso l’addome, poi più giù fino a sfiorare con la bocca il cazzo di mio cugino che adesso, libero, è saldamente nelle mani di Fabio. Così come io ho preso il mio e mi sto masturbando.

Simone afferra i pantaloni e mutande di mio cugino e glieli sfila completamente ora Maurizio è nudo ed il suo cazzo svetta in tutto il suo splendore.
I due ci si buttano sopra succhiandolo insieme. Maurizio mugola “Bravi! Così! Ingoiatelo tutto!” Sono sbalordito. Hanno più meno tutti sui 12 13 anni e sono già così precoci!
Maurizio intanto con una mano si è infilato nei pantaloni di Fabio e gli sta palpando il culo. Questo si affretta ad abbassarsi calzoni e mutande per facilitare l’operazione che sembra non dispiacergli affatto.
Maurizio comincia a solleticargli il buchetto. Poi lo gira e comincia a leccarglielo. Fabio sembra gradire molto. Ora Maurizio infila un dito nel culo dell’amico che mugola con soddisfazione. Fabio smette di succhiare l’uccello di Maurizio, si alza e si spoglia completamente, poi scosta Simone e si mette a cavalcioni di mio cugino, dirige il cazzo di Maurizio verso il suo culo e si impala sul quel bel cazzo giovane.
Accidenti ci sanno fare i ragazzini! Io intanto mi sto segando a più non posso. Fabio comincia a cavalcare il cazzo di Maurizio, mentre Simone gli ha infilato il suo in bocca.
E’ davvero eccitante, mi sposto per vedere meglio ed improvvisamente la duna frana leggermente. Una pioggia di sabbia raggiunge il tre che sollevano le teste e mi vedono.
All’inizio sembrano spaventati. Poi interviene mio cugino. “Aha, abbiamo uno spettatore.” “Non preoccupatevi di mio cugino è un amico. Dai Sergio vieni giù così vedi meglio.”
Scendo lungo la duna e mi avvicino. Fabio ha ripreso a farsi sfondare il culo ed ansima di soddisfazione. Simone ha cambiato lato ed adesso si fa spompinare da mio cugino mentre Fabio gli lecca il culo. Io ho tirato fuori il mio cazzo e mi sto masturbando alla vista di quella scena fantastica. “Guardate ragazzi. Quello è un cazzo vero!” Dice Maurizio rivolto verso di me. “Simone pensaci tu” Simone si avvicina. Penso che non posso farlo, che sono ragazzini, ma l’eccitazione è troppa. Simone mi prende in mano l’uccello e comincia a farmi una sega, poi si avvicina e comincia a leccarmi la cappella Poi piano cerca di metterselo in bocca, certo il mio cazzo è più grosso dei loro, ma il ragazzino deve avere esperienza perché dopo un po’ se l’è ingoiato quasi tutti e succhia meravigliosamente.
Maurizio si alza lasciando Fabio e comincia a leccare il culo a Simone, poi lo incula senza preavviso il ragazzino geme, ma continua a succhiarmi mentre viene sfondato da mio cugino che mi guarda con aria da furbo. “Ti piace cugino?” “Direi di sì dalla tua faccia” “Dacci dentro Simo, vedrai che bella sborrata avrai” Ed ha ragione sto quasi per venire, vorrei togliermi dalla bocca del ragazzino, ma Maurizio gli spinge giù la testa ed appena mi vede sussultare aumenta la velocità dell’inculata e dice “Dai frocio! Bevi! Beviti una vera sborrata da maschio!” Simone cerca di fare del suo meglio, ma la mia sborra calda cola fuori dagli angoli della bocca. Fabio si avventa sull’amico e comincia a leccare tutto quello che Simone non riesce ad ingoiare. Maurizio nel frattempo sta riempiendo il culo dell’amico di sborra calda. Poi i due si danno da fare a ripulirmi il cazzo che adesso si sta ammosciando. Maurizio si avvicina. Mi da una strizzata alle palle. Sorride. “Benvenuto nel club!” Si riveste e si allontana seguito dai due amici lasciandomi li con i boxer calati come un imbecille.

La sera a casa, in camera (io e Maurizio dividevamo la stessa camera) non sapevo come comportarmi.
Maurizio sembrava indifferente. Rideva e faceva lo stupido come al solito. Dopo aver guardato un po’ di TV decidemmo di andare a dormire. Io andai in bagno. Poi con indosso solo i boxer mi infilai nel letto.

Anche Maurizio andò in bagno uscendo spense la luce. Sentii che si avvicinava. “Sergio? Dormi?” “No” “Senti posso dormire nel letto con te” “Non credo che sia una buona idea” “Dai ti prego! Stasera solo. Ho un po’ freddo” “Va bene, ma cerca di non agitarti troppo” “Va bene. Grazie.” Sento che solleva le coperte e si infila sotto le lenzuola.
Poi si avvicina e si accoccola alla mia schiena. “Maurizio. Dai” Con la mano faccio per allontanarlo e sente la sua pelle fresca sotto le mani. “Perché non hai messo il pigiama” “Neanche tu ce l’hai” La mia mano è posizionata all’incirca sul suo fianco, scendo verso il basso e sento che non indossa niente è completamente nudo!
“Maurizio. Senti quello che è successo oggi non può ripetersi sei, siete troppo giovani.” Intanto però non riuscivo a staccare la mano da quelle chiappe nude. Maurizio non dice niente. Ha appoggiato una mano all’elastico dei miei boxer e comincia ad infilarci dentro le dita. “No Maurizio. Non possiamo” Ma lui ha capito che non resisterò molto. Il cazzo è gia duro. Ed anche il suo che sento appoggiato al mio culo. Piano piano ha infilato la mano nei miei boxer ed adesso li sta abbassando lentamente, me li fa scivolare lungo le gambe fino a togliermeli. Ora mi abbraccia sento il suo cazzo muoversi tra le mie chiappe e la cosa mi eccita! Gli prendo la mano e gliela metto sul mio cazzo, lui lo afferra e comincia a segarmi piano, intanto si sposta e mi infila il suo cazzo tra le gambe e comincia a fottere. Entrambi ansimiamo. Ad un certo punto mi giro e gli prendo il cazzo in mano cominciando a masturbarlo. Lui si allunga deliziato e si mette supino. Mi avvicino e gli bacio i capezzoli, poi comincio a succhiare. Anche questo gli piace. Maurizio ha sempre il mio uccello in mano e lo strizza. Scendo con la lingua verso l’inguine. Sa di buono. Arrivo vicinissimo al suo cazzo rosa con quella cappella purpurea che odora di bagno schiuma e borotalco è una tentazione irresistibile. Comincio a leccargli la cappella, poi tutta l’asta fino alle palle, le succhio e Maurizio mugola di piacere. Poi risalgo, Bacio la punta del suo cazzo e lentamente me lo faccio scivolare in bocca. Lui comincia a muoversi facendomelo scorrere dentro. E’ buono e la sensazione che sento con la bocca riempita da un altro cazzo fa rizzare il mio come non mai. Maurizio si stacca, mi viene sopra. Mi infila il cazzo in bocca e poi si abbassa a succhiare il mio. So che è un esperto ed infatti la goduria è fantastica. Continuiamo così fino a che entrambi non sborriamo uno nella bocca dell’altro. Sono esausto. Mai avuto un pompino così! Maurizio si solleva e si accoccola di fianco a me appoggiando il suo giovane corpo nudo al mio. E’ una sensazione fantastica. Ci addormentiamo uno nelle braccia dell’altro.

Dopo quell’episodio era tempo per me di tornare a Milano per gli esami salutai il mio cuginetto con un abbraccio e gli promisi che sarei tornato a trovarlo.

08. Finalmente primavera!

Dopo un inizio anno straordinariamente spumeggiante, il resto dell’inverno passo tra scuola e qualche lavoretto. Ogni tanto riuscivamo a trovarci con Alberto per qualche fugace momento di tenerezza e di sesso.
Poi tutto cambiò quando mio padre decise che dovevamo cambiare casa.

Come sempre accadeva in questi casi tutto fu rapido, in meno di un mese era già tutto organizzato lasciammo la zona sud ovest di Milano per trasferirci ad est in periferia vicino all’aeroporto di Linate.

Fu uno shock per tutti. Chi più chi meno lasciava qualcosa, amici, abitudini, luoghi…..

A marzo eravamo già nella nuova casa che, se non altro era molto bella e decisamente più grande, con un bel giardino ed una grande taverna.

Per un po’ con Alberto tenemmo i contatti, ma io avevo cambiato scuola, e spostarsi dall’altra parte della città richiedeva molto tempo. Lentamente i rapporti si allentarono fino a ridursi a qualche telefonata sporadica.

Il trasloco, la perdita degli amici, il dover ricominciare da capo con nuovi compagni a scuola, tutto questo mi aveva un po’ depresso. Però c’era un fatto positivo: l’inverno era finito e la primavera si annunciava splendida.
Il nuovo quartiere era molto verde ricco di giardini ed aree verdi. A poca distanza c’erano il parco Lambro, il parco Forlanini e l’Idroscalo e non vedevo l’ora di andare in esplorazione.

Maggio! Per il mio 17° compleanno i miei mi regalarono un mountain bike nuova fiammante, meravigliosa. Visto che le giornate erano già bellissime decisi di provarla subito.

Un sabato pomeriggio presa la mia bici nuova e mi avviai lungo v.le Forlanini verso l’Idroscalo. Lasciato il trafficatissimo viale imboccai la rivoltana che costeggiava il parco dell’Idroscalo finché trovai l’ingresso, entrai nel parco e cominciai la mia esplorazione.
I percorsi correvano tutto intorno al lago artificiale, su un lato costeggiavano l’area attrezzate dove c’erano le gradinate utilizzate per le manifestazioni sportive e le darsene delle società di canottaggio, poi c’era un area adibita a spiaggia con tanto di pedalò; continuando i sentieri si ramificavano da un lato continuavano a seguire le sponde dell’invaso, mentre dall’altro si infilavano tra la vegetazione.
La diramazione verso il bosco era la naturale continuazione della pista ciclabile quindi mi diressi in quella direzione. Più ci si allontanava dalla zona spiaggia meno erano le persone in giro. Tutto era molto quieto e piacevole. Ad intervalli regolari c’erano delle piazzole con le panchine, una cabina telefonica ed una casamatta in cemento che conteneva i servizi.
Ormai erano un paio d’ore che pedalavo ed avevo bisogno di andare in bagno, così mi fermai ad uno dei servizi, fissai la bicicletta ed entrai a pisciare. Mentre stavo uscendo incrociai un signore di mezza età e dallo sguardo che mi diede compresi subito il tipo. Uscii e ripresi al mia bici e la mia strada. Mentre pedalavo notai che c’erano parecchi maschietti in giro in quella zona, molti passeggiavano o come me pedalavano, altri stazionavano sulle panchine nei pressi dei bagni.
Ormai era tardi, ma mi riproposi di approfondire l’esplorazione dell’area……

Il giorno dopo decisi di riprendere da dove avevo lasciato il pomeriggio precedente. Rifeci l’intero percorso fino ad arrivare nella stessa zona del giorno prima.
Osservai con attenzione come si muovevano le cose: scoprii un interessante andirivieni nei bagni pubblici, in due in particolare, ma anche alcune diramazioni del sentiero principale che si inoltravano tra i pini.
Mi misi anch’io seduto su una panchina vicino ad un bagno ad osservare. Vidi entrare un vecchio e subito dopo un tipo sui 50, si trattennero per un bel po’ di tempo il che mi fece immaginare cosa potessero fare….
Poi si avvicinò un ragazzo sulla 30na portando la bici a mano, anche lui cominciò a cazzeggiare, mi diede un paio di occhiate, ma poi si allontanò, poco dopo arrivò un altro ragazzo, si guardò in giro poi entrò nei bagni. Il 30enne lo seguì dappresso. Ora ero davvero incuriosito. Fissai la bicicletta ed entrai anch’io nei bagni. Sembravano deserti, ma c’era una sola porta chiusa…..mi avvicinai cercando di non fare rumore, ed origliai i suoni ed i gemiti che si sentivano non lasciavano alcun dubbio: li dentro qualcuno si stava divertendo parecchio.

Uscii dai bagni per tornare alla bicicletta e vidi un ragazzo che si incamminava per un sentiero che da dietro i bagni raggiungeva la strada, lo seguii con lo sguardo e vidi che una volta attraversato sembrava seguire un altro sentiero protetto da una rigogliosa vegetazione di cespugli.
Parecchio incuriosito decisi di seguirlo.
Presi la bici ed attraversai la strada imboccando il sentiero, che si snodava tra piccoli alberi e cespugli fino a raggiungere una roggia e di lì in poi a costeggiarla. Non vedevo più il ragazzo e per un momento pensai che mi ero sbagliato e che forse era meglio tornare indietro. Poi una figura sbucò da un ramo laterale del sentiero, era un altro ragazzo, solo che questo era completamente nudo! Restai ad osservarlo allontanarsi. Proseguii fin a dove il sentiero sembrava uscire in una spazio aperto. In effetti dopo l’ultimo cespuglio si apriva un area libera che costeggiando un ansa della roggia creava un declivio verso l’acqua lungo il quale almeno una decina di uomini stavano sdraiati a prendere il sole completamente nudi. Mi avviai in quella direzione e passeggiando passai in mezzo a loro. Sentii le loro occhiate. Poi mi fermai sul finire del declivio, appoggiai la bicicletta a terra e mi sedetti fissando l’acqua. Con la coda dell’occhio vidi il ragazzo che aveva attraversato poco prima che si era posizionato poco sotto di me e si stava togliendo le scarpe, poi si sfilò la maglietta, quindi i jeans restando in mutande. Sollevò lo sguardo e mi vide mentre lo osservavo. “Ehi, qui non si viene solo per guardare. Se vuoi guardare devi anche fare vedere.” E sorrise strizzandomi l’occhio. Alcuni lì vicino che avevano sentito ridacchiarono ed annuirono. In pratica mi stavano facendo notare che ero l’unico completamente vestito. Ora il ragazzo si era levato anche le mutande ed il suo cazzo, assolutamente interessante era bene in vista appena coperto da un cespuglio di peli biondi. Il ragazzo mi guardò di nuovo, incrociò le braccia e sorrise. “Beh?”. Mi alzai e cominciai con il levarmi le scarpe e le calze, poi la canotta e quindi i calzoncini, mi fermai mostrando al mio improvvisato pubblico il mio culo fasciato nelle mutande, poi le abbassai e le sfilai. Il ragazzo applaudì e si sdraiò a prendere il sole, vidi che il cazzo doveva aver gradito lo spettacolo perché era in semi erezione. Mi sdraiai a mia volta e la vista di quell’uccello mezzo in tiro mi provocò un erezione che non potei nascondere. Chiusi gli occhi cercando di pensare ad altro, ma improvvisamente sentii una mano afferrarmi l’uccello e cominciare a menarlo. Pensai fosse il ragazzo e rimasi li ad occhi chiusi a godermi quella sega, poi però sentii due mani che mi accarezzavano i capezzoli, intuii che qualcuno si era unito a noi. Aprii gli occhi e scoprii che a masturbarmi era uno dei tipi di mezza età che avevo notato tra i “bagnanti”. Anche l’altro era uno di loro. Non sapevo che fare, ma l’eccitazione ebbe il sopravvento e richiusi gli occhi lasciandoli fare. Dopo poco sentii qualcuno che mi baciava i piedi e poi iniziava a leccarli ed a succhiarmi le dita, era una sensazione nuova ma niente affatto spiacevole, sollevai la testa e vidi che era il ragazzo di prima che con grande gusto mi succhiava l’alluce ed intanto si stava masturbando. Il primo tipo intanto si era abbassato a leccarmi l’ombellico e poi scendendo la cappella, fino ad infilarsi in bocca il mio uccello e cominciare a spompinarmi. Gemetti. Il secondo tipo si inginocchio vicino alla mia faccia e mi porse il suo cazzone perché cominciassi a lavorarmelo, lo presi in bocca e comincia a succhiare. Ora sentivo che qualcuno si era infilato tra le mie chiappe e mi leccava il buco del culo e le palle, mentre qualcun altro mi stava leccando i capezzoli, aprii gli occhi e vidi che erano praticamente tutti intorno a me. Il ragazzo mi sollevò le gambe ed aprendomi bene le chiappe cominciò a fottermi con la lingua, questo mi fece rizzare il cazzo ancora di più. Mi presero le mani e le portarono ad altrettanti cazzi che cominciai a segare. Avevo un cazzo in bocca, due in mano, il buco del culo occupato da una lingua fremente e l’uccello alloggiato in una calda bocca: ero in paradiso!
Ora ansimavo, sentivo che l’orgasmo stava per arrivare, assecondavo con il bacino il ritmo del pompino che mi stavano facendo. Il tipo che stavo succhiando aumentò il ritmo, poi affondò l’uccello nella mia gola, lo tirò fuori e mi sborrò sulla bocca e sulla faccia cominciai a leccare avidamente la sborra calda. Uno di quelli che stavo masturbando mi infilò il cazzo in bocca e dopo un paio di affondi mi sborrò in faccia anche lui. Immediatamente dopo l’altro mi afferrò la mano e muovendola velocemente si avvicinò e aggiiunse la sua sborra a quella che già mi ricopriva la faccia. Diedi un gemito, mi irrigidii e sborrai copiosamente nella bocca che stringeva il mio cazzo e che adesso lo succhiava senza perdere neanche una goccia del mio prezioso nettare. Intanto il ragazzo si era sollevato e mettendosi a cavalcioni sul mio petto mi sborrò sulla lingua ed in faccia gemendo, poi mi infilò in bocca il cazzo perché glielo pulissi.
Pian piano tutti si allontanarono. Rimasi li sdraiato letteralmente ricoperto dalla sborra che non ero riuscito ad ingoiare. Il ragazzo si sdraiò vicino a me e cominciò lentamente a leccarmela via dalla faccia. Ogni tanto mi baciava passandomi un po’ di quello che aveva raccolto. Non l’avrei mai creduto, ma questo trattamento mi fece di nuovo rizzare il cazzo. Il ragazzo vide la mia erezione e subito si butto a prenderlo in bocca. Cominciò un altro pompino. Il ragazzo ci sapeva fare. Si mise in posizione per un 69, ma io preferii occuparmi del suo culo. Inizia a leccarlo e a titillarlo con le dita inumidite tutto intorno al buco, il ragazzo si muoveva assecondando i miei movimenti, poi mi afferrò la mano e spinse il mio dito verso il buco, compresi e gli infilai il dito nello sfintere muovendolo avanti e indietro. Tolsi il dito per inumidirmelo e tornai ad infilarlo, poi ne aggiunsi un altro, il ragazzo sembrava gradire molto il trattamento. Intanto continuava a succhiarmi il cazzo. Poi si sollevò, mi scavalcò di nuovo e si abbassò sul mio uccello infilandoselo tutto in culo e cominciando a fottersi mugolando. Il ritmo era sempre più veloce e sentivo arrivare un nuovo orgasmo. Il ragazzo emetteva continui gemiti e con gli occhi socchiusi sborrò senza neanche toccarsi. Accelerai il ritmo, affondai fino in fondo e gli riempii l’intestino di sborra.
Restammo per un po’ abbracciati uno sull’altro. Poi il ragazzo si alzò. Mi diede un bacio e tornò a prendersi i suoi vestiti.
Molti di quelli che occupavano il declivio si erano dileguati. Mi rivestii anch’io, presi la mia bicicletta e dopo essermi dato una ripulita nei bagni, mi avviai verso casa. Avevo trovato il mio parco divertimenti

venerdì 30 settembre 2022

51. Finalmente ci conosciamo

 51. Finalmente ci conosciamo.

In questi tempi di social a volte si fanno incontri con persone estremamente affini, ma che poi per molte ragioni non si riesce ad incontrare realmente.

Bhe con A è andata proprio così. Lunghe sessioni di chat molto hot dove abbiamo condiviso le reciproche passioni e anche belle foto molto hot. Ma per incompatibilità di tempi mai eravamo riusciti a incontrarci. Fino allo scorso lunedì.

Finalmente c'era una possibilità data dal fatto che io fossi in ferie.

Quindi abbiamo deciso di andare finalmente insieme a fiume a fare le troie.

A è passato a predermi in auto. Io indossavo solo una maglietta e i calzoncini da corsa senza mutande.

Lui veniva dal lavoro. Per cui mentre andavamo ha iniziato a cambiarsi, ha sfilato i pantaloni e poi le mutande ovviamente non ho resistito e mi sono subito piegato a succhiargli il cazzo che è immediatamente diventato bello duro. 

Così mentre arrivavamo al fiume ci siamo stuzzicati a vicenda. Poi, una volta arrivati, abbiamo posteggiato, ci siamo ricomposti e quindi incamminati verso l'isolotto.

Mentre camminavamo ci palpavamo i cazzi barzotti e i culi da dentro i pantaloncini.

Poi abbiamo attraversato il fiume e appena al di là ci siamo subito spogliati nudi. Devo dire che dal vivo A è un gran bel bocconcino! Fisico asciutto. Gran bel cazzo. un culo tondo e sodo.

Ci siamo poi fermati a carezzarci e segarci il cazzo A si è abbassato e prendermelo in bocca (e che bocca!). Poi sono andato io in ginocchio a succhiarlo.

Intanto si è avvicinato un altro tipo e, vistoche noi non smettevamo ha tirato fuori il cazzo e si è unito al divertimento. Ci segava entrambi, mentre io succhiavo i capezzoli a A.

Poi sono passato dietro a A e mi sono inginocchiato per leccargli e limonargli il culo. Lui si è subito piegato in avanti a succhiare le tette all'altro tipo. 

Dopo un paio di lunghe leccate ero troppo eccitato e mi sono alzato, gli ho appoggiato il cazzo al buco e lentamente gliel'ho messo tutto dentro.

Era bello caldo e accogliente. Ho cominciatoa scoparlo mentre l'altro tipo gli segava il cazzo. 

Dopo qualche minuto sono uscito e subito A si posizionato dietro di me. L'eccitazione era molta e il lavoro di lingua perfetto, anche al punta del suo cazzo sul buco del culo mi faceva fremere, ma era troppo tempo che nessuno me lo mette nel culo, per cui alla fine abbiamo desistito. 

Decidiamo di fare una pausa e ci addentriamo sull'isolotto fino all'area dove ci sono altri uomini che prendono il sole nudi. 

Ci fermiamo proprio in mezzo a loro e ricomninciamo a toccarci e a succhiarci il cazzo a vicenda. 

Subito un tipo sdaraiato lì accanto comincia a segarsi eccitato guardardoci. Dopo un paio di cenni di intesa mi avvicino al tipo mi inginocchio e questo subito me lo prende in bocca. 

A si abbassa sul lato opposto e comincia a succhiarlo al tipo. Poi io mi sono sdraiato e il tipo ha continuato succhiarmelo inginocchiato. A non ha perso tempo e gli ha attacato il culo con la lingua. E mentre venivo spompinato ho visto A alzarsi e piantare il cazzo nel culo a tipo che ha avuto uno scossone e poi ha cominciato a gemere. 

Intorno si era creato un bel gruppetto di maschi che si godevano lo spettacolo. 

A se lo sbatteva alla grande. E dopo qualche minuto ci siamo scambiatidi posto.

A sdraiato a farsi pompare il cazzo fresco di culo io dietro il tipo a scoparlo a pecora.

Ho visto A che ha iniziato ad ansimare e gemere, poi i muscoli dell'addome contrarsi, infine il tipo bersi tutta la sborrata calda di A.

A quel punto non ho più resistito e ho scaricato la mia sborrata nel culo del tipo. 

Ansimanti e soddisfatti ci siamo ripresi e ripuliti. 

Ahimè il tempo era poco e abbiamo dovuto incamminarci per tornare in città.

Comunque è stato un incontro fantastico!! E A si è rivelato esattamente la troia che diceva di essere. Purtroppo i nostri tempi continueranno a non combaciare, ma ci siamo ripromessi che non appena si ripresenterà un opportunità lo rifaremo di sicuro.

Per ora mi conservo il sapore di un gran bel cazzo e di un delizioso culo. 


mercoledì 5 gennaio 2022

50. Back to the Cinema


Negli ultimi due anni per via della pandemia tutti i cinema porno che erano rimasti avevano chiuso.

La maggior parte non ha più riaperto.

Ma ho scoperto che qui a Torino ne è rimasto uno, ovvio che si doveva andare a vedere!

Vista la pausa dal lavoro per le vacanze natalizie, ho deciso di andare il 29 dicembre.

Metto pantaloni della tuta senza mutande, scarpe senza calze, e il piumino senza sotto nulla, sono pronto.

Arrivo verso le 16, pago il biglietto, scosto le tende rosse di velluto ed entro nella penombra della sala. Ombre si muovono nei corridoi tra le poltrone e in fondo alla sala. Mi siedo e attendo che gli occhi si abituino alla poca luce. Sullo schermo una brunetta sta prendendo due cazzoni uno in figa e uno in culo.

Uno sguardo in giro, mi alzo e vado sul fondo. Lungo il muro ci sono molti uomini appoggiati. Diversi anziani. Ma anche qualcuno più giovane. E anche qualche marchetta.

Faccio il giro e butto un occhio anche a quelli seduti. Qualcuno ha tirato fuori il cazzo e se lo sega guardando il film. Altri sono seduti in coppia e se lo toccano a vicenda. Uno è chinato sul suo vicino e glielo succhia. A me intanto è venuto duro.

Finisco il giro e torno sul fondo. MI appoggio anche io alla parete vicino all'angolo, poi apro il piumino e lascio il torace nudo scoperto. Il cazzo barzotto sporge dai pantaloni.

Non passa molto e qualcuno si affianca. Sento una mano sfiorarmi la coscia. poi scivolare davanti e carezzarmi il cazzo, prima di afferrarlo e stringerlo. Un’altra mano sull'altro lato mi sfiora la pancia e sale a stuzzicarmi i capezzoli.

La mano che mi stringeva il cazzo si è infilata nei pantaloni tirandolo fuori e me lo sta segando. A sinistra un’altra mano mi ha abbassato i pantaloni e mi accarezza il culo.

Il tipo che mi sta segando, lascia il mio cazzo e si allontana verso le prime file di poltrone, si infila e si siede.

Rimetto il cazzo nei pantaloni e lo raggiungo. Mi siedo accanto. Subito mi stringe di nuovo il cazzo. Lo tiro fuori. Lui mi sega. poi si abbassa e me lo prende in bocca.

Gli metto una mano sulla testa e lo spingo giù, voglio che lo senta in gola. Gli sfilo il giubbotto. e gli solevo la maglia sulla schiena. Con la mano scendo fino ad infilarla nei pantaloni e palpargli il culo. Trovo il buco e gli infilo un dito dentro. Sembra molto remissivo.

Gli solevo la maglia fino alle spalle. Poi sopra la testa. Oppone resistenza, ma poi si lascia fare. Gliela sfilo e rimane a torso nudo.

Riprende a succhiarmelo e io a giocare col suo buco del culo. I pantaloni sono stretti. Armeggio davanti e slaccio la cintura, il bottone e abbasso la cerniera. infilo la mano e gli stringo il cazzo duro. Poi faccio scendere i pantaloni dietro, di nuovo cerca di resistere, ma io insisto e glieli abbasso sotto il culo. Lui forse per rivalsa, fa lo stesso con i miei abbassandomeli fino alle caviglie.

Nel frattempo qualcuno si è fermato a guardare, lui che sembra nudo e mi succhia il cazzo con due dita in culo.

Lo spazio è poco e non riusciamo a muoverci agevolmente. Gli sussurro all'orecchio di seguirmi. Ci ricomponiamo alla belle e meglio e lo trascino tra le tende che sono lì vicino nel corridoio. Al buio subito si inginocchia, mi afferra i pantaloni e me li tira giù, appena il cazzo è libero lo riprende in bocca. Gli stringo la testa tra le mani e lo scopo in bocca.

Quelli che ci guardavano ora sbirciano dalla tenda.

Conoscete la mia passione per l'esibizionismo. L'eccitazione cresce. Mentre ho il cazzo al caldo tolgo le scarpe e mi sfilo i pantaloni.

Ora sono praticamente nudo tranne il giubbotto. Il tipo succhia con ancora più foga. Lo faccio sollevare gli abbasso i pantaloni e lo faccio voltare. mi abbasso e gli infilo la lingua nel buco del culo. Qualcuno intanto si è infilato tra le tende, sento il tipo abbassarsi e prendere in bocca un altro cazzo.

Mi alzo, gli appoggio la punta del cazzo al buco. lui si irrigidisce, ma poi lo sento spingere indietro, il buco piano si allarga, ansima, spingo anch'io, la cappella scivola dentro, un mugolio, continuo a spingere fino a sentire le palle che toccano il culo peloso.

Poi inizio a scoparlo. Piano lo giro in modo da essere quasi fuori dalle tende. Ora ho il culo nudo praticamente nel corridoio. Subito sento diverse mani che lo accarezzano e lo strizzano. Sento dita che cercano di infilarsi. Anche una lingua che lo bagna. Poi un dito me lo apre, Ahhhh!! Siiii!! intanto scopo il tipo sempre più forte, mentre lui succhia cazzi uno dopo l'altro. Poi si alza e si sfila il mio cazzo dal culo. Si volta e mi dice vieni.

Torniamo in sala. Lui con i pantaloni calati sotto il culo. Io senza pantaloni.

Va verso al prima fila. Mi fa sedere poi si gira si abbassa e si siede sul mio cazzo impalandosi. comincia a cavalcare, Gli afferro le gambe sotto le ginocchia e aiuto il movimento. Lui è infoiatissimo. Si mena il cazzo con violenza. Si abbassa, armeggia un po', capisco che si è tolto una scarpa e subito dopo si toglie pantaloni e mutande.

Ora a gambe spalancate salta su e giù sul mio cazzo. Sono al limite. Sento la sborra salire!

Si! Si! Si! lo afferro per i fianchi e lo trattengo per spingergli il cazzo ancora più in fondo. Una spinta ancora e gli scarico nel culo 4 5 schizzi di sborra calda! Lui ansima e trema, Poi lo sento irrigidirsi e le contrazioni sul mio cazzo. anche lui sta sborrando.

Si appoggia al mio petto. riprendiamo fiato qualche secondo prima di rivestirci.

Si siede accanto a me e mi dice che era tantissimo che non godeva così. Che è stato molto eccitante. Gli dico anche per me e che quando vorrà rifarlo sarà un piacere.

Si è fatto tardi. Soddisfatto, saluto, esco dal cinema e torno a casa. Mi sa che ci tornerò presto.


lunedì 12 agosto 2019

49. Varsavia - Sebastian

Un'altra volta a Varsavia,  ed ancora un altro incontro attraverso Planet Romeo.

Solito copione, almeno all’inizio. Faccio un po’ di fishing sulla app per vedere se riesco ad agganciare qualcuno di interessante.

Dopo un po’ mi arriva un messaggio, l’id è curioso sembra quasi il titolo di una canzone, non ci sono foto, il messaggio è in polacco. Copio sul traduttore e più meno capisco il senso, chiede cosa cerco. Per prima cosa rispondo che purtroppo non conosco il polacco. E poi che cerco divertimento senza problemi, che vuol dire buon sesso senza menate.

La risposta arriva poco dopo in un inglese stentato ma comprensibile. Chiede se ho foto esplicite. Rispondo che non ne mando a chi non ne ha nessuna sul suo profilo…

Immediatamente arriva la risposta. Due foto. Un primo piano e una a figura intera a torso nudo. E’ un bel ragazzo, direi sui 30 anni, classico tipo dell’Europa dell’Est, magro, alto, biondo, occhi azzurri, nemmeno un pelo, tutto sommato non male. Braccia muscolose, di chi fa un lavoro duro, forse l’operaio o il manovale.

Rispondo con una mia foto in primo piano ed una a figura intera, nudo.

Silenzio.

Peccato. Evidentemente non ero il suo tipo. Succede.

Invece dopo qualche minuto la risposta. Dice che gli piaccio molto, ed anche al suo compagno e se mi va una cosa a tre. Lui si chiama Sebastian ed il suo compagno Miroslaw. Mmmm, interessante. Chiedo com’è il suo compagno. Risponde come me. Appena più vecchio, 59 anni corporatura robusta. Mi dice che mi raggiungono in hotel.

La prudenza non è mai troppa, quindi ribatto dicendo che devo ancora mangiare e se gli va di vederci prima in una birreria nei pressi. Altra pausa.

Risponde che va bene. Propone tra mezz’ora. Ok accetto.

Doccia veloce, calzoncino di felpa, (ovviamente niente mutande), maglioncino di cotone blu. Adidas.

Dopo 35 minuti sono di fronte alla birreria. Non vedo nessuno. Aspetto altri 5 minuti. Nulla. Mentre sto per mettermi l’animo in pace vedo un ragazzo avvicinarsi di corsa. E’ lui e devo dire dal vivo è molto più bello. Ha il fiatone, ci stringiamo la mano, calda e forte. Sembra solo. Dice che il suo compagno sta arrivando. Intanto ci sediamo. Miroslaw arriva dopo una decina di minuti, è un signore corpulento con i capelli grigi ma ancora folti, una bella barba molto curata. Non dimostra gli anni che dice di avere.

Iniziamo una brillante conversazione, dove Sebastian è praticamente tagliato fuori, visto il suo inglese poco più che scolastico. Miroslaw al contrario lo parla molto bene, e si capisce subito che ha studiato ed ha anche viaggiato molto.

Ma se Sebastian non partecipa alla conversazione sopra il tavolo, è invece molto attivo sotto il tavolo…

Complice la scarsa illuminazione del locale e l’angolo discosto dove si siamo accomodati, quasi subito dopo esserci seduti ho sentito la mano di Sebastian sfiorarmi la gamba, prima timidamente, quasi per caso, poi appoggiandosi al ginocchio a facendo muovere piano le dita.

Ci siamo scambiati un sorriso e uno sguardo di intesa. Mentre la conversazione continua, la manina impertinente si fa più audace. La sento salire lungo la coscia, carezzare i peli morbidi. Le dita si insinuano sotto i calzoncini. Poi una stretta che mi fa voltare verso Sebastian che mi fissa con un sorriso sornione: si è accorto che non porto le mutande.

Dice qualcosa al suo amico in polacco. L’altro risponde e poi mi fissa sorridendo divertito anche lui.

Ora le mani che si muovono sotto il tavolo sono due, una per ciascuna gamba. Entrambe sono infilate nei calzoncini e sento le dita solleticarmi le palle nude. Il mio uccello non tarda a destarsi e a mettersi in mostra.

I movimenti del cazzo in tiro sotto la stoffa dei calzoncini non sfuggono a Sebastian, che si fa più vicino. Mi osserva intensamente. Poi sento la sua mano che mi afferra il cazzo e lo stringe. Mi giro a guardarlo e lo vedo leccarsi le labbra.

Intanto la mano di Miroslaw ha preso una altra strada e facendo forza mi ha fatto alzare un poco così da infilarsi sotto il mio culo e mi sta stringendo le chiappe.

Ok. E’ meglio fermarsi qui. Allontano i mie ‘molestatori’. Suggerisco di finire i nostri drink e spostarci in un luogo più comodo. Sebastian trangugia la sua birra in un attimo ed è già in piedi. I jeans molto, molto ben riempiti…

Anche noi finiamo le nostre birre. Il tempo che il cazzo torni quasi normale, vado a pagare ed usciamo insieme dalla birreria.

Miroslaw chiede in quale hotel alloggio e ci avviamo in quella direzione. Decidono di tagliare attraverso un giardino praticamente deserto a quell’ora, e scarsamente illuminato per via delle fronde degli alberi che nascondono la luce dei lampioni. Mentre camminiamo affiancati, sento la mano di Sebastian scivolarmi lungo la schiena, e poi sul culo. Sollevare la maglia, ed infilarsi nei pantaloncini tastandomi le chiappe nude. Mi fermo per favorire l’operazione, mentre sento il cazzo che mi diventa di nuovo duro. Mi si avvicina di più, con l’altra mano mi gira la testa avvicina la bocca e comincia a baciarmi. Le labbra si aprono e sento la sua lingua, morbida e calda, entrarmi in bocca a cercare la mia. Le mani che ravanano nei mie pantaloncini freneticamente. Poi all’improvviso si stacca, si mette in ginocchio, afferra i calzoncini e me li abbassa fino alle caviglie, in un attimo ha la bocca piena del mio uccello ormai in tiro. E io sono lì, in mezzo a un giardinetto con il culo all’aria, e le mani che tengono la testa del giovane ingordo, mentre gli pompo il cazzo in bocca.

In tutto questo Miroslaw sorride tastandosi il cazzo da sopra i pantaloni. Dice qualcosa in polacco e Sebastian da un ultima succhiata al mio cazzo, poi si scosta, mi rimette a posto i calzoncini e torna a stamparmi un bacio sulle labbra. Gli accarezzo il viso con appena un accenno di barba. Sorride mi afferra la mano e la stringe. Miroslaw ci invita a muoverci. Non sembra contrariato, anzi.

Entriamo in hotel, come sempre qui a Varsavia, nessuno fa caso a noi. Raggiungiamo gli ascensori. Io cercando di nascondere l’erezione che è ancora prepotente. Sebastian di placare la sua frenesia che lo fa saltellare da un piede all’altro e sistemarsi continuamente il cazzo nei jeans. Miroslaw serafico ci segue sornione.

10° piano. Stanza 1048. Il tempo di far scattare la serratura con la card e Sebastian mi spinge nella stanza. Facciamo quasi un passo di danza ruotando su noi stessi, poi finisco contro la parete e lui mi è subito addosso. Il corpo premuto contro il mio. La bocca a cercare le mie labbra e le mani dietro il collo ad attirarmi a se.

Dio questo ragazzo ha una fregola che se lo porta via!

In tutto questo vedo con la coda dell’occhio Miroslaw che si accomoda sulla poltrona nell’angolo a godersi lo spettacolo.

Mentre continua a ficcarmi la lingua in bocca vedo che scalcia via le scarpe e armeggia con la chiusura dei jeans. Sento i jeans scivolare via. Quasi perde l’equilibrio nel tentativo di sfilarseli senza interrompere la nostra slinguata. Lo afferro sotto le braccia. Prendo il bordo della t-shirt e gliela sfilo. Per un secondo le nostre bocche ormai grondanti saliva devono staccarsi.

Così posso apprezzare i mini slippini azzurri, un po’ consumati, che ormai non contengono più nulla: il cazzo duro è fuori per metà a destra  e le palle sono praticamente uscite dalla parte opposta.

E’ lui stesso a toglierli e gettarli in un angolo.

Nudo come mamma l’ha fatto lascia la mia bocca, per togliermi il maglione con impazienza, subito mi afferra i capezzoli pizzicandoli e un secondo dopo è già su uno dei due alternando lunghe leccate a rapide succhiate. Oddio questo ragazzo mi farà morire!

Le sua mani intanto mi stavano letteralmente strappando di dosso i calzoncini. Il cazzo mi saltò fuori duro e pronto.

Sebastian mi trascina sul letto, si butta tra le mie cosce, si infila in bocca entrambi i miei coglioni e comincia a succhiarli e slinguarli. Fantastico! Ero completamente sopraffatto dalle sensazioni a dall’energia di questo ragazzo.

Ho girato la testa ed ho visto che Miroslaw si era tolto pantaloni e mutande e si stava menando un gran bel cazzo. Ci siamo guardati. Lui si è alzato dalla poltrona, si è inginocchiato sul letto, il cazzo a pochi centimetri dalla mia faccia. Ho aperto la bocca e lui l’ha fatto scivolare dentro, la cappella già umida.

Intanto Sebastian aveva preso di nuovo in bocca il mio cazzo e lo stava letteralmente affogando di saliva.

Mentre ero impegnato a gustarmi il cazzone di Miroslaw. Sebastian mi lascia il cazzo con la bocca e lo afferra con una mano, ci sputa sopra, poi si alza si sputa nella mano e se la passa dietro, piegandosi un po’. Sale sul letto si mette a cavalcioni, mi drizza il cazzo e lentamente, ma con decisione, se lo infila nel culo fino alla radice. E seduto leggermente piegato verso dietro, con le mani appoggiate alla mie cosce, il cazzo durissimo che gli vibra tra le cosce, gli occhi socchiusi e la bocca semiaperta….non credo che possa esserci miglior rappresentazione del godimento.

Vedo Miroslaw attirare a se il viso di Sebastian ed iniziare a baciarlo. Lui subito gli afferra la testa tra le mani e lo ricambia con passione, intanto ha iniziato a muoversi su e giù pompandomi il cazzo, con continue contrazioni del culo.

Il cazzo di Miroslaw è diventato ancora più grosso e mi sta sfondando la gola. Sebastian si stacca si abbassa verso di me, estrae il cazzo del suo amante e se lo ficca in bocca. Miroslaw comincia a pompare forza sempre maggiore. Vedo la saliva scorrere fuori ai lati della bocca e gli occhi di Sebastian inumidirsi. Poi distintamente vedo la gola di Sebastian muoversi invasa dalla cappella del cazzone di Miroslaw. La stanza è pervasa dal rumore del letto che sobbalza per la cavalcata di Sebastian e dai suoni di risucchio del cazzo che gli entra ed esce dalla gola.

E’ paonazzo. Miroslaw gli estrae il cazzo dalla bocca. Sebastian prende un lungo respiro. Ansima. Lo afferro tra le braccia e lo stringo accarezzandogli i capelli. Solleva il viso e ci baciamo. Mi muovo sollevando il bacino e lo scopo con forza, ma senza fretta. Lui ansima e mormora parole in polacco. Sento il suo cazzo duro sulla pancia.

Vedo Miroslaw in piedi dietro Sebastian. Si abbassa e subito dopo sento che sta leccando il mio cazzo ed il culo riempito di Sebastian, che a quel tocco ha un fremito e mugola inarcando la schiena.

Sento che sputa. Poi qualcosa preme sopra il mio cazzo. Sebastian occhi semi aperti, con le ciglia che tremolano, sta trattenendo il respiro. Sento il mio uccello schiacciato da quello di Miroslaw che cerca a sua volta di entrare nel culo di Sebastian. Oddio è fantastico sento il cazzo di Miroslaw scivolare lentamente sopra il mio provocandomi sensazioni straordinarie. Sebastian emette brevi lamenti ritmati. Improvvisamente Miroslaw si abbassa sulla schiena di Sebastian e ci schiaccia con il suo peso. Poi si solleva in ginocchio e comincia a far andare il cazzo dentro e fuori dal culo ormai sfondato di Sebastian, contemporaneamente strusciandolo sul mio cazzo straduro e super compresso tra i muscoli del culo di Sebastian e il cazzo durissimo di Miroslaw.

Miroslaw ansima, Sebastian continua il suo lamento preso in un estasi di godimento. Io mugolo cercando di agitare il bacino per aumentare lo sfregamento. Siamo sudati e accaldati. Miroslaw accelera i suoi affondi. Poi si blocca e con un suono gutturale lo sento sborrare, il calore della sua sborra avvolge il mio cazzo, un secondo dopo anche io svuoto i coglioni nel culo sfranto del povero Sebastian che, tremando, mi riempie la pancia con la sua sborra che sento colare lungo i fianchi.

Siamo tutti e tre senza fiato. Il primo a muoversi è Miroslaw. Sento che estrae il cazzo dal culo di Sebastian cha ha un fremito ed una smorfia gli si disegna sul bel viso. Lo accarezzo. Apre gli occhi e mi sorride. Solleva una mano e l’appoggia sulla mia. La afferra e se la porta alla bocca baciandomi il palmo.

Poi si muove. Il mio cazzo ormai spento scivola fuori dal suo culo. Rotola via e rimane a braccia e gambe spalancate sul letto, il ventre piatto e senza un pelo lucido della recente sborrata. Un sorriso beato sul viso. Miroslaw si sta già rivestendo. Capisco che tra loro c’è una grande intesa, ma che è per Sebastian che Miroslaw accetta queste avventure. Anche se sicuramente se l’è goduta quanto noi.

Offro da bere dell’acqua dal minibar, ma Sebastian preferisce una lattina di birra. Piano ci rivestiamo. Miroslaw saluta con cortesia, ringrazia per la bella serata e si avvia alla porta.

Sebastian mi guarda, sorride, poi ci abbracciamo, mi sussurra all’orecchio, arrivederci. Un ultimo bacio e se ne vanno.

Io mi infilo nella doccia e rimango per un quarto d’ora sotto il getto dell’acqua bollente. Ho la schiena a pezzi e il cazzo tumefatto, ma da molto, molto tempo non godevo così intensamente.

Due settimane dopo sono di nuovo a Varsavia. Giornata piuttosto impegnativa. Molte riunioni e diverse attività da seguire. Decido di rilassarmi facendo due passi in giardino. Tiro fuori lo smartphone. E vedo l’icona dei messaggi di Planet Romeo.

Scorro e apro il messaggio. E’ Sebastian. E’ passata più di una settimana dal nostro focosissimo incontro. Mi chiede come sto. Rispondo bene e lui dice anche. Poi mi chiede se per caso stasera sono libero, però sarà da solo perché Miroslaw è in viaggio di lavoro. Rispondo subito che per me va bene. Facciamo alle 18? Lui dice che non può prima delle 20:30, perché in assenza di Miroslaw si occupa del suo negozio di souvenir e deve attendere la chiusura. Ok ci accordiamo per vederci al negozio alla chiusura.

E’ ormai estate e fa molto caldo. Io indosso bermuda, camicia e infradito, e nient’altro….

Anche Sebastian è in versione estiva, calzoncino in felpa, t-shirt e sneaker.

Lo guardo mentre congeda gli ultimi clienti, il suo bel sorriso, quasi fanciullesco…

Finalmente ha finito. Si avvicina. Ci abbracciamo come vecchi amici. Odora di sapone e di sigarette.

Mi prende sottobraccio e si incammina spedito tra le stradine del centro di Varsavia.

Sta scendendo la sera. Un ultima svolta e ci troviamo di fronte ad una piccola porta sormontata dalla bandiera arcobaleno, inequivocabile insegna dei locali gay. E’ un pub, molto carino, c’è un bancone, alcuni tavolini una scala a chiocciola che sale verso una balconata, dove ci sistemiamo. Ordiniamo la cena e un paio di giri di birre. Chiacchieriamo fitto fitto, lui ha voglia di raccontarsi, forse per mascherare un certo nervosismo…Ormai abbiamo terminato di cenare già da una ventina di minuti. Lo osservo con aria interrogativa. Mi sorride. Infine si alza e mi prende la mano. Scendiamo la scala a chiocciola, che in realtà continua nel seminterrato, ed è li che mi porta.

La zona è in penombra illuminata solo da alcune candele e da schermi tv che trasmettono film porno gay…diciamo una versione glamour di una dark room.

In un angolo due ragazzi si baciano con passione.

In fondo un bancone dove un ragazzo a torso nudo serve da bere.

Sebastian mi abbraccia. Ci addentriamo in questa specie di labirinto fino a trovare un angolo con alcuni sgabelli accostati ad un bancone contro la parete. Sul lato opposto due schermi, unica fonte di luce.

Mi siedo. Sebastian accosta un sgabello al mio e si siede anche lui. Riesco a sentire il calore del suo corpo sul fianco e sulla coscia. Poi si allontana, ritorna poco dopo con altre due birre. Brindiamo di nuovo. Decido di prendere l’iniziativa. MI avvicino al suo viso e lo bacio. Sfioro le sue labbra con la lingua. Le sento schiudersi, aprirsi e la sua lingua andare incontro alla mia. Poso il bicchiere e gli metto una mano dietro il collo spingendo ancora di più la lingua nella sua bocca. Improvvisamente si discosta. Mi guarda e finalmente capisco qual è il problema. Così, senza il suo compagno presente, è come se lo tradisse.

Glielo dico. Mi guarda intensamente e poi mi stritola in un abbraccio che è tanto forte quanto tenero.

Ci stacchiamo e gli dico che non deve fare nulla che non si senta di fare, e che per me è già stato un piacere cenare con lui. Per quanto mi riguarda la serata può finire così e….

Mi mette una mano sulla bocca. Mi afferra una mano e se la mette sul cazzo. Lo sento subito duro e pronto sotto i calzoncini, ed è evidente che non porta le mutande stasera. Glielo stringo mentre ci fissiamo. Ho sempre la sua mano sulla bocca. Faccio uscire la lingua e comincio a leccargli il palmo, poi tra le dita ed infine ne prendo tre in bocca e comincio a succhiarli. Continua a fissarmi, si avvicina toglie le dita e ci infila la lingua.

Lo abbraccio e infilo le mani sotto la maglietta, la pelle leggermente sudata, è morbida e liscia. Scendo lungo la schiena e infilo le mani nei calzoncini a ritrovare quelle belle chiappe dolci e sode. Si appoggia a me la testa nell’incavo del collo. Sento la sua lingua che mi lecca dietro le orecchie. I nostri respiri sono sempre più rapidi.

Solleva il viso. Un bacio veloce, poi fa ruotare lo sgabello e mi stringe da dietro le spalle. Di nuovo la sua lingua dietro e dentro l’orecchio, socchiudo gli occhi pervaso da un brivido. Sento le sue mani scendere ed aprire i bottoni della camicia. Carezzarmi e pizzicarmi i capezzoli. Fa scendere la camicia dietro il collo e mi scopre le spalle per baciarle. La camicia mi scivola lungo le braccia a cade a terra. Adesso le sue mani sono tra le mie cosce a stringermi le palle e carezzarmi il cazzo duro sotto il lino sottile dei bermuda. Porto indietro le mani per sentire il calore del suo corpo, gli sollevo la maglietta e lui in un sol colpo se la sfila.

I suoi capezzoli duri sulla schiena. Mi ha aperto i bermuda e tirato fuori il cazzo. Mi giro. Voglio baciarlo e stringerlo. Scendo dallo sgabello e i bermuda cadono alle caviglie. Sfilo le infradito e li scalcio via. Sono nudo nel seminterrato di locale gay abbracciato ad un bel maschio, che mi sta aprendo e chiudendo le chiappe.

Gli abbasso i calzoncini, i nostri cazzi duri si strusciano l’uno sull’altro. Le lingue continuano a occupare la nostre bocche.

Scendo a leccargli e mordicchiare i piccoli capezzoli. Mi arriva il leggero odore di sudore. Sento la sua mano stringermi il cazzo. Mi abbasso fino a inginocchiarmi. La sua cappella umida mi sfiora le labbra. Apro la bocca e ingoio questo bel cazzo duro e succoso. Chiudo gli occhi assaporando lo scorrere della pelle tesa nella mia bocca. Le sua mani mi sfiorano la testa. Muove lentamente il bacino. Lo aiuto tirandolo verso di me stringendo le belle chiappe sode.

Affonda un paio di volte. Poi fa uscire il cazzo mi afferra e mi fa alzare. Ci baciamo di nuovo. Mi prende il cazzo e se lo infila tra le gambe. Lo faccio scorrere fino a sfiorare il suo buco. Geme e tira indietro la testa.

Gli prendo una gamba da sotto il ginocchio e la sollevo. I calzoncini scivolano via. Si issa sullo sgabello. Solleva la gamba e l’appoggia sulla mia spalla.

Intuisco, più che vedere, il buco del culo palpitante. Mi sputo in mano e mi bagno la cappella. Ci fissiamo. I suoi occhi brillano di desiderio. Appoggio il cazzo al buco. Lui si fa più sotto. Spingo. Lo sento aprirsi e accogliere la cappella. Sento fremere mentre scivolo dentro, ed è caldo e umido e fantastico!

Sebastian ha gli occhi chiusi. Una mano mi stringe un braccio. L’altra è aggrappata alla mia spalla. La bocca semi aperta.

Comincio a muovermi. Gli infilo tutto il cazzo nel culo, ma lentamente. Mugola e inarca la schiena. Il suo culo nudo scricchiola sulla pelle dello sgabello. Tiro fuori il cazzo fino alla cappella, poi lo faccio entrare di nuovo tutto. Mi afferra dietro il collo con entrambe le braccia e mi stringe con la gamba dietro la schiena. Faccio piccoli movimenti avanti e indietro, lui trema e mi sussurra qualcosa nell’orecchio che non capisco. Anche lui si muove assecondando il mio movimento.

Un fruscio e dei passi. C’è qualcun altro nella stanza. Cerco di divincolarmi, ma Sebastian mi stringe ancora di più abbassandosi sul mio cazzo e stringendo il culo. Mi scappa un gemito. Sento qualcosa sfiorarmi la nuca. Con la coda dell’occhio vedo una barba, e una lingua che si infila nella bocca di Sebastian. Una mano scivola sotto il mio braccio e mi afferra una tetta stringendola. Trova il capezzolo e lo pizzica. Sebastian continua a limonare ansimando e mi sbava sulla spalla. I nostri corpi sempre avvinghiati e tenuti uniti dal mio cazzo e dal suo culo.

Un ombra compare alle spalle di Sebastian. Due occhi chiari e due labbra carnose. Altre mani si insinuano tra i nostri corpi. Sebastian ha un sussulto l’ombra dietro di lui ora gli stringe il cazzo.

L’uomo barbuto dietro di me armeggia con la cintura e si abbassa i pantaloni. Sento il calore del suo cazzo duro nella piega del culo. Oddio. Sebastian viene tirato indietro. Quasi sdraiato. Il cazzo gli svetta umido sulla pancia. Il tipo dietro di lui fa un mezzo giro e si piega a prenderglielo in bocca. Il barbuto ha infilato il suo cazzo tra le mia gambe e lo struscia solleticandomi i coglioni.

Il culo di Sebastian pulsa stringendomi il cazzo. Il suo petto si alza e si abbassa al ritmo dei suoi ansimi. Si muove per incontrare le mie spinte. Il tipo barbuto si abbassa. Sento i peli solleticarmi il culo. Poi le chiappe aperte e una lingua calda infilarsi nel mio buco del culo. Oddio!!

L’altro ragazzo sta limonando Sebastian mentre gli sega il cazzo. Allungo una mano e gli palpo il culo, si volta sorride e abbassa subito pantaloni e mutande. Ha il culo lubrificato. No. Aspetta. Non è lubrificante. Porto il dito al naso, è sborra! Il barbuto si è rialzato. Ha appoggiato il cazzo al mio buco. Vorrei fermarlo, è tanto che non lo prendo. Ma sono troppo eccitato. Mi piego un po’ in avanti. Lo sento premere. Poi spingere. Ahia! Ecco si allarga. Ooohhh! Oohh. La cappella è dentro. Ah! Si muove! Lo sento che mi entra dentro. Ah! Mi sta aprendo il culo! Apro gli occhi e vedo Sebastian che mi fissa. Ha capito. Solleva la testa e mi bacia furiosamente! Intanto il cazzo del barbuto comincia a scoparmi. Ogni colpo fa affondare il mio cazzo nel culo di Sebastian che geme e mugola in estasi. Il barbuto mi ha afferrato i fianchi, ora statuffa dentro e fuori! Ahhhrgh! Ah! Sento dolore e piacere insieme. Ho il cazzo durissimo! Sebastian ansima e salta come un invasato. All’improvviso butta la testa indietro si irrigidisce e spara una sborrata verso il soffitto. Il tipo prontamente si fionda a prendere in bocca il cazzo pulsante ed a bere gli ultimi spruzzi. Le contrazioni dell’ano di Sebastian e il cazzo del barbuto che mi sbatte la prostata sono troppo! Sento la sborra montare e lascio andare nel culo di Sebastian una sborrata da primato! Sono sfinito! Senza fiato. Mi arrendo al mio inculatore, mi piego in avanti afferrandomi a Sebastian, mentre il tipo barbuto mi scopa veloce e con grandi botte. Ah! Ah! Ah! Aaahhhrgh! Con un verso gutturale si pianta nel mio culo e ci scarica la sua sborra!

Si sentono solo i nostri respiri affannosi. E l’odore acre di corpi sudati, sesso e sborra.

Il tipo barbuto esce dal mio culo, ma da una pacca, si solleva i pantaloni e se ne va.

L’altro bacia Sebastian, poi me e anche lui esce.

Siamo rimasti soli. Nudi, sudati ed entrambi riempiti di sborra! Il mio cazzo scivola fuori dal culo di Sebastian. Lui sospira. Ci guardiamo. Sorrido. Si avvicina. Ci baciamo.

Raccogliamo i vestiti e nudi come siamo andiamo nei bagni.

Il posto è attrezzato, C’è anche una doccia. Ci sciacquiamo. Ci asciughiamo a vicenda. Ci rivestiamo e usciamo.

E’ passata l’una di notte. L’aria è fresca. Camminiamo in silenzio. Poca gente in giro.

Siamo quasi al mio hotel. Ci fermiamo seduti su un muretto. Mi prende la mano e la stringe. Io prendo la sua la porto alla bocca e la bacio. Penso che è molto bello questo ragazzo polacco. Gli accarezzo la nuca. Lui si guarda in giro. Poi si avvicina e ci baciamo. E’ un bacio lungo e tenero. Sarà anche l’ultimo.

Si alza e corre verso il tram. Sale al volo. Si volta a salutare con la mano.

Non sono più tornato a Varsavia.

Alla prossima storia.

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giovedì 16 agosto 2018

48. Varsavia - Chubby Bart

Quando sono in viaggio di lavoro provo sempre a vedere se è possibile trovare qualche compagno di gioco per le lunghe e solitarie serate in hotel.

Devo dire che Varsavia, dopo l’esperienza con il giovane collega, ha riservato altre interessanti sorprese…

La prima fonte sono sempre i siti di incontri on-line, fra tutti Planet Romeo.

Nonostante abbia ormai passato i 55 anni mi piace cercare compagnia tra i ragazzi più giovani di me che sono comunque tra i miei preferiti.

Una sera stavo navigando tra i vari profili e dopo un po di tempo sono incappato nelle foto di quello che sembrava essere un ragazzo paffutello, ho cliccato sull’immagine ed è apparso il viso rotondo, simpatico e sorridente di una ragazzo di 19 anni. Nel profilo erano presenti anche altre immagini a figura intera in jeans e maglietta, capelli biondi cortissimi e occhi castani, 1 metro e 85 per 98 kg., con tutta l’aria di un ragazzo di campagna dannatamente sexy!

Ho lasciato un impronta che dice “Sexy!” convinto che non avrebbe mai risposto.

Invece dopo pochissimo ricevo un messaggio: ‘Ciao.’ E così abbiamo iniziato a chattare.

Si chiama Bart e gli piacciono gli uomini maturi, ed essere educato da un papà severo, infatti fin da subito mi ha chiamato daddy. Durante la chat ci siamo scambiati alcune foto private: pelle bianca pallida, ventre rotondo e liscio, nemmeno un pelo sul petto, due tettine prominenti, una visione di assoluta perfezione. Gli sono piaciute anche quelle che gli ho mandato io ed i commenti sul mio profilo. E quindi abbiamo deciso che dovevamo assolutamente incontrarci.

Il giorno successivo ho lavorato tutto il giorno e sono tornato in hotel piuttosto tardi esausto. Mentre ero buttato sul letto ho ricevuto una notifica sullo smartphone, era lui ed abbiamo ripreso a chattare. Erano ormai le 22 e lui mi stava dicendo che voleva incontrarmi questa sera stessa. Accidenti ero molto eccitato all’idea, ma anche molto stanco. Lui ha detto che comprendeva e che avremmo potuto vederci anche solo per berci una birra e chiacchierare solo per conoscerci. Ci siamo accordati per vederci fuori dall’Hotel alle 22:30.

Nel dubbio mi sono infilato sotto la doccia, qualora la serata prendesse una piega diversa…

Ho indossato gli short di felpa una t-shirt e le mie adidas senza calze, fuori era una bella serata di primavera inoltrata. Per niente fredda.

Alle 10:40 non era ancora arrivato, quando ricevo un messaggio. L’autobus era in ritardo ma stava arrivando.

10 minuti e lo vedo arrivare: jeans e maglietta arancione, felpa nera con cappuccio, cappellino con visiera stile militare converse nere senza calze.

Ci guardiano e il suo volto si spalanca in un disarmante, accattivante e contagioso sorriso, che ricambio immediatamente. Ci stringiamo la mano, poi un po goffamente ci abbracciamo; sento sotto la felpa i rotolini di ciccia che fuoriescono da sopra la cintura dei jeans.

Iniziamo a passeggiare nel buio dei giardini che si trovano di fronte all’hotel, chiacchera molto, forse un po’ nervosamente. E’ uno studente, studia all’università ed è la prima volta che si allontana dal suo vilaggio in campagna. Qui in città ha scoperto un mondo tutto nuovo, e la possibilità di sfogare le voglie che aveva a lungo represso quando stava al paesello. 

Ci sediamo su un muretto in una zona apparta dei giardini, sebbene con circospezione le nostre mani si sono già sfiorate e ora si stringono. Flirtiamo uno con l’altro, distratto non mi sono accorto che ha tolto le scarpe fino a che non sento il suo piede nudo accarezzarmi le caviglie. Gli sorrido e gli dico di fare attenzione, che se mi fa eccitare poi sarò costretto a trascinarlo in camera. Lui sale con il piede fino ad infilarlo nei pantaloncini e sfiorarmi il cazzo (ovviamente non porto le mutande). Mi risponde che esattamente quello che spera…e sussurra…daddy!

Sono davvero molto stanco e non voglio rischiare di sprecare il nostro primo incontro gli propongo di rivederci una altra sera. Capisce, anche se sembra un po’ deluso. Mi propone però di accompagnarmi comunque in camera per augurarmi la buona notte.

Si rinfila le scarpe e torniamo all’Hotel. Nessuno fa caso a noi mentre ci avviamo all’ascensore e saliamo al mio piano.

Entriamo nella mia stanza e ci sediamo sul letto, ci abbracciamo e ci accarezziamo. Le nostre bocche si incontrano e le nostre lingue si assaggiano per la prima volta, è fantastico! Le sue labbra sono così morbide ed il sapore è così dolce. Nonostante la stanchezza mi viene subito duro come il marmo.

‘So che sei stanco Daddy.Lascia che ti aiuti a rilassarti.’ Mi dice con aria sorniona. Poi infila le mani nei calzoncini, mi stringe il cazzo e inizia a masturbarmi.

‘Ohh si bravo ragazzo…’ Lo osservo e mi sembra di avere di fronte un ragazzino impacciato tutto da coccolare.

‘Posso leccare il tuo arnese se vuoi…’ dice ‘Non dovevamo aspettare domani…’ Ma sa già che non gli resisterò. Mi sfila i pantaloncini e il cazzo duro svetta dritto sulla mia pancia.

‘Hai un bell’uccello Daddy! Piacerà molto al tuo boy!’

Io mezzo nudo e lui ancora completamente vestito ha iniziato a farmi un glorioso pompino.

Succhiava solo la cappella, poi lo ingoiava tutto fino in gola facendomi gemere, poi si ferma e scende a leccarmi e succhiarmi le palle.

Mentre mi lavorava, accarezzavo dolcemente la sua testa, passandogli le dita tra i capelli corti.

La sua grande abilità mi ha fatto arrivare al limite abbastanza rapidamente. Gli ho detto che stavo per venire: ‘Dove vuoi il succo di paparino?’ Unica risposta un verso strozzato visto che aveva ancora la bocca piena. L'ho avvertito di nuovo e ho detto se non voleva che gli riempissi la bocca e che stavo per sborrare in un secondo, di nuovo con il ‘mmmhmmmph’ come risposta. Ha ingoiato il cazzo ancora più a fondo mentre io lasciavo andare un bel carico di sborra. Ha risucchiato tutto, non ha sprecato nemmeno una goccia. Poi si è preso il suo tempo pulendo il mio cazzo, ha succhiato ed inghiottito di nuovo, infine ha alzato gli occhi verso di me.

‘E’ buona la tua sborra.’ Poi sorrise. Ero sicuro che doveva averlo duro come il marmo e gli ho chiesto se voleva che ricambiassi il servizio, ma mi rispose, che si aveva il cazzo in tiro ma voleva conservarsi per il nostro prossimo incontro, se volevo ancora rivederlo domani?

Gli ho afferrato la testa e ho ricominciato a baciarlo. ‘Tu che dici? Diavolo sì che voglio rivederti!’

Sorride e dice ‘Bene, voglio davvero rivederti e stare più con te paparino. Forse possiamo fare di più domani sera?’ ‘Puoi starne certo! Non vedo l'ora!’ Risposi.

Ci auguranno la buonanotte. Appena uscì dalla stanza crollai sul letto e mi addormentai immediatamente.

Il giorno dopo fu di nuovo molto intenso, ma ho continuato a pensare al giovane e focoso Bart, aiutato in questo dal fatto che abbiano continuato a scambiarci messaggi per tutta la giornata. Sulle nostre preferenze sessuali e su cosa avremmo fatto insieme quando ci saremmo rivisti.

Gli chiesi anche come mai gli piacevano i daddy come me e lui mi ha raccontato che era stato cresciuto a una madre single e non aveva mai avuto una figura maschile adulta come modello, questo lo aveva portato ad andare in terapia.

Ma ha trovato gli uomini più anziani sessualmente attraenti fin dall’adolescenza, quando si masturbava guadando immagini di uomini più anziani in internet.

Aveva avuto la sua prima esperienza sessuale con un uomo sulla quarantina quando aveva 14 anni. Non era stato molestato perché lo aveva voluto e gli era piaciuto molto.

Da quel momento in poi aveva sempre preferito fare sesso con uomini più maturi.

Era anche un ragazzo birichino! Durante la giornata si prese una pausa dallo studio nel bagno dell’università e mi ha mandato una foto del suo cazzo duro! Mi ha chiesto se mi era piaciuta. Gli risposi che adoravo il suo bel cazzo duro e liscio e senza un pelo!  Rispose che dopo ieri sera era così eccitato che aveva avuto il cazzo duro tutto il giorno. Beata gioventù! Pensai.

Finii di lavorare e mi precipitai in hotel per fare una bella doccia ed essere pronto per il mio cucciolo.

Bart mi mandò un messaggio dicendo che era al dormitorio e si stava preparando e mi chiese cosa velvo che indossasse, gli dissi che mi sarebbe piaciuto che indossasse dei calzoncini da jogging, ovviamente senza mutande, e delle infradito, la stagione non era ancora caldissima, ma lui non obbiettò.

Non passo nemmeno mezz’ora e qualcuno bussò alla porta, aprii la porta e di fronte a me c’era Bart: il solito cappellino militare, gli occhiali tondi, un t-shirt bianca della nike, un paio di calzoncini da running in raso nero, che non riuscivano più a nascondere un incipiente erezione, le gambe praticamente senza peli ed i piedi chiarissimi infilati nelle infradito.

Non potei far altro che trascinarlo nella stanza e iniziare a limonarlo con violenza.

Mentre lo baciavo gli carezzavo il culo coperto solo dalla stoffa sottile dei calzoncini.

Ho infialto le mani e fatto scorrere le dita tra quelle belle chiappe morbide fino a trovare il buchino, pulsante e voglioso.

‘Vuoi che paparino ti faccia sentire quanto gli sei mancato?’ Dissi.  

‘Oh si Daddy! Per favore fai l’amore con me, fammi godere!’

L’ho allontanato e piano gli ho sfilato la t-shirt ammirando il ventre sporgente e le tettine con i capezzoli già turgidi. Gli ho tolto le infradito, ho baciato quei bei piedi cicciottelli e succhiato gli alluci, provocando i suoi gemiti.

Ho abbassato i calzoncini liberando un gran bel cazzo duro, dritto e bagnato che ho dovuto subito assaggiare. Altro gemito. Ora era splendidamente nudo!

‘Sei un delizioso bocconcino paffuto tutto da strapazzare!’ Dicendo questo lo attirai sul letto dove ci avvinghiammo in uno stretto abbraccio e riprendemmo a baciarci e a toccarci ovunque.

Si sganciò dall’abbraccio e disse ‘Lasciati spoglare Daddy.’

Cominciò sfilandomi la maglia, poi si fece strada fino ai miei pantaloni forzati dal mio cazzo durissimo, li sbottonò e li aprì per rivelare la mia erezione, abbasso i boxer e senza attendere nemmeno un secondo ha aperto le labbra e risucchiato il mio cazzo nella sua bocca calda e dolcemente ha cominciato a spompinarmi, mentre gli passavo le dita tra i capelli. Stava andando alla grande! Meglio della sera prima. Lavorava il mio cazzo su e giù, spingendoselo giù per la gola mentre stringevo la sua testa in grembo. Ebbe un leggero conato e la saliva fuoriusci colandomi sul cazzo. Si sollevo a prendere fiato, mi guardò con il mento lucido della sua saliva. ‘Sto facendo bene daddy?’

‘Stai facendo benissimo!’ Poi gli dissi che anch’io volevo gustare il suo bel cazzo. Così ci posizionammo l’uno sull’altro a 69, così potei prendere in bocca il sua cazzo liscio e duro e leccare la grossa cappella turgida e succhiare le grandi palle completamente depilate. Lui si demenava sul letto gemendo e mugolando con la bocca piena del mio cazzo.

Dopo pochi minuti, lo sentii ansimare ed i suoi muscoli irrigidirsi ed sparare un enorme carico di sborra nella mia bocca vogliosa che io ho subito inghiottito. Il suo torace si sollevava ansimando e il suo corpo si contrasse. ‘Come è stato dolcezza?’ ‘Oh dio, daddy è stato fantastico! Grazie.’ Mi sollevai verso di lui e ricominciai a baciarlo di nuovo. ‘Mmmm sento il sapore della mia sborra!’ Disse. Baciandomi con ancora maggior trasporto.

Stavamo abbracciati vicini, io strigevo il suo corpo morbido e cicciottello, feci scivolare le mani tra le belle chiappotte e trovai subito Il buco caldo e umido. Piano feci scivolare un dito, poi due. ‘Oh si mmmm! Sì daddy, ti voglio! Mettimelo dentro e schizzami nel culo!’ Una richiesta che non potevo che soddisfare.

Sono scivolato di lato è l’ho girato in modo che fosse sulla sua pancia, la due grandi chiappe all’aria. Mi stesi sopra di lui, il mio cazzone duro e fremente annidato tra le sue chiappe. Lo baciavo sul collo e succhiavo i lobi delle sue orecchie. Si lamentava piano con gli occhi socchiusi, sembrava davvero apprezzare quello che stavo facendo.

‘Ti piace piccolo Bart?’ ‘ Siiiii….!’ Sospirò.

Comincia a scivolare lungo la sua schiena  sfiorando con piccolo tocchi della lingua la sua spina dorsale, muovendomi sempre più verso il suo grosso culo, poi masaggiando i grossi globi morbidi e carnosi aprendoli e giocando con i pollici sempre più vicino al suo caldo buco rosa. Più mi avvicinavo, più si lamentava e fremeva.

Mentre mi accostavo insistevo a pastrugnare quelle meravigliose chiappe, odorava di fresco e di pulito, ma anche di umori e di voglia, come piace a me.

Ho strisciato il suo buco tremolante con la lingua in una lunga, lnta e profonda passata. Spalanco la bocca in un gemito. ‘Oh dio! Sì, per favore!’

Mi tuffai in profondità saettando la lingua dentro e fuori dal buco e poi giù fino alle palle, e lui urlò, ‘Oh cazzo

si! Fallo paparino, limonami il culo!’ Ho continuato a leccargli e lubrificargli il buco per alcuni minuti, con lui che si agitava tremolante e gemendo piano. ‘Ti piace che Daddy ti lecchi e bagni il buchetto vero?’ Ha rotolato fuori da sotto di me in un lampo, tirando a se la mia faccia e mi bacia con violenza come fosse posseduto.

‘Adesso scopami big daddy!’ Rotolò sulla schiena, e gettò le gambe in aria, afferrando le sue caviglie ed esponendo li buco del culo ancora lucido della mia saliva. ‘Dai paparino, fottimi, spacca il culo al tuo ragazzo, scopami duro!’

Mi sono messo tra le sue gambe,  ho allineato la cappella al buco e ho spinto dentro, lentamente ma con decisione. E lui ha mugolato ‘Oh dio, Gesù, sì daddy! Fottimi!’

Con colpi deliberatamente lenti e profondi, ho spinto dentro e tirato fuori, il mio cazzone durissimo, andando più in profondità che potevo, guardandolo ad ogni affondo sbararre gli occhi e spalancare la bocca in un ansito.

Via via ho cominciato ad accellerare dando colpi sempre più forti e profondi, ritmati dai suoi ‘Oh! Oh!’ Ad ogni spinta le sue palle e il suo ventre si muovevano su e giu e avanti e indietro. Gli ho afferrato le caviglie e le ho appoggiate alle mie spalle, gli ho afferrato i fianchi rotondi e ho aumentato ancora di più le spinte e la velocità.

‘Siiii! Dio! Daddy inculami! Fottimi! Scopa il tuo bambino duro e profondo!’

"Sìii, paparino! , MI piace! Continua, non ti fermare! Fai tutto quello che vuoi, usami!"

Stavamo sudando entrambi, io gli gocciolavo sul petto mentre si pizzicava i capezzoli. I suoi capelli bagnati si arruffavano sulla fronte. Sposto un amano in basso e iniziò a smanettarsi il cazzo duro, la cappella rossa che scivola avanti e indietro, dentro e fuori, sbavando presborra. Ormai era vicino all’orgasmo.

‘Daddy sto per sborrare!’ ‘Fallo tesorino! Sborra per il tuo paparino!’

I suoi occhi si rovesciarono indietro, scosse la testa freneticamente a destra e a sinistra e lascio partitre due grossi e potenti schizzi che gli arrivarono sui capelli e in faccia, seguiti da altra sborra che scivolò sulla sua pancia bagnata e ansante. Le contrazioni del suo orgasmo mi strinsero il cazzo nel culo e mi hanno quasi mandato oltre il limite.

‘Bart sto per sborrare! Vuoi che ti sborri sulla pancia?’

Mi guardò con gli occhi spalancati. ‘Noooo! Dentro! Sborrami dentro! Sfondami il culo di sborra! Dentrooooo!!!’

L'ho sbattuto duramente per pochi secondi e con un ultimo colpo ho scaricato le mie palle nel profondo del suo buco mentre lui piagnucolava ‘Si! Oh Dio si!  Riempimi tutto! …Grazie Daddy! Grazie!’

E mentre mormorava queste parole successe una cosa che non avevo mai visto prima, dal suo cazzo che ormai cominciava ad ammosciarsi, uscirono altri tre quattro fiotti di sborra, non a schizzi ma lentamente colando come crema da un tubetto! Emise un altro mugolio, socchiuse gli occhi e sembrò quasi svenire.

Ho tirato fuori il cazzo grondante sborra dal suo culo e ci siamo sdraiati vicini lui si è rannicchiato vicino a me.

‘Dio, è stato così forte e caldo e coinvolgente. Grazie!’ Gli ho chiesto ‘Cosa? La scopata?’ E lui ‘No. Cioè voglio dire, sì. Ma anche il gioco dei ruoli tra Daddy e Boy. Tu l’hai goduto com me, lo sentivo da come il tuo cazzo diventava più duro quando ti chiamavo così.’

Lo strinsi a me carezzandogli la schiena liscia e la testa dietro il collo.

Ormai erano le 23 e sia io che lui domani dovremo darci da fare.

Si è vestito, con mio grande rammarico. Mentre lo accompagno alla porta ci scambiamo un ultimo profondo bacio. "Buona notte Bart, stai attento a tornare a casa."

‘Lo faro Daddy, ti mando un messaggio appena sarò al dormitorio, così saprai che sono al sicuro.’

Fedele alla sua parola, mi mandò un messaggio circa 20 minuti dopo per dirmi che era arrivato ed era al sicuro nel suo letto.

A causa dei conflitti di pianificazione dei nostri rispettivi impegni e dei continui cambi di programma dei miei viaggi non abbiamo avuto più occasione di rivederci, ma non dimenticherò tanto facilemente questo focoso 19enne cicciottello e molto, molto porcellino.

Alla prossima storia.

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martedì 6 giugno 2017

47. Varsavia – Il giovane tecnico


A primavera dello scorso anno sono stato per lavoro parecchie volte a Varsavia ed ho avuto più di qualche incontro interessante.

Il primo che voglio raccontarvi ha come protagonista un giovanissimo tecnico dei computer.

Sono stato ospite di questa azienda molto ben organizzata e mi hanno messo a disposizione una stanza dove poter lavorare. Il primo giorno però, con il mio portatile, sebbene riuscissi a collegarmi al wi-fi, non riuscivo ad accedere praticamente a nessun sito internet.

Il mio ospite molto gentilmente contatta il supporto tecnico, e dopo pochi minuti si presenta questa specie di giovane vichingo biondissimo, alto oltre 1e80, dalle spalle massicce e le mani grandi, ma con un viso imberbe, che tradiva la sua giovanissima età. Per scherzare ho chiesto se papà non era potuto venire. Ha sorriso e replicato che ormai era ‘già ‘ 21enne. 

Comunque si messo a smanettare sul mio PC piegandosi sulla scrivania alla mia destra, abbastanza vicino da farmi apprezzare il profumo tipico dei giovani, bagno schiuma condito con il sapore acre del sudore carico di ormoni. Per chi mi conosce questo profumo scatena in me istinti animali.  Ma ovviamente non era certo il momento.

Osservavo la peluria dorata che ricopriva la pelle perfetta del braccio, le unghie corte un po’ smangiucchiate, il disegno perfetto della mascella e la bocca, dalle labbra rosa acceso rotonde e piene, che i denti, bianchissimi, ogni tanto andavano a mordicchiare. È qui che deve essersi sentito osservato perché si è voltato verso di me ed ha sorriso. Poi ha detto che era un problema di proxy e porte. Ho candidamente confessato che le mie conoscenze si limitavano al tasto di accensione.

Visto che il lavoro appariva più lungo del previsto gli ho chiesto se voleva sedersi, ma ha risposto di no. Però si è accucciato a terra. Per fargli spazio mi sono allontanato un poco con la sedia dalla scrivania, e li mi si è presentata questa visione meravigliosa…

Il jeans nero era abbondantemente sceso lasciando scoperta una parte consistente dello spacco tra le chiappe anch’esse come il resto di un rosa chiarissimo, lisce e senza la minima imperfezione, non un pelo a turbare quella mirabile perfezione che solo un culetto giovane e tonico sa ostentare.

È stato un attimo e avevo già l’uccello intostato. Ho fatto scivolare la sedia di nuovo vicino alla scrivania per godere di una visuale migliore. In quel momento si è voltato, e mi ha beccato con lo sguardo fisso sul suo fondoschiena. Momento di imbarazzo. Ma il giovane adone sembra non darsene a vedere.

Mi dice di riavviare il computer e che ora il problema dovrebbe essere risolto. Nel caso avessi altri problemi mi invita a chiamarlo senza problemi. Mi stringe la mano. Stretta energica ma non esagerata, mano calda. Mi passano davanti immagini con protagonista quella mano impegnata nelle più turpi attività! Mi sorride ed esce. Quel bel culo tondo se ne va con lui ahimè.

Il resto della giornata scorre tra riunioni e piani di progetto.

È ormai sera. Mi stiro le braccia dopo aver lavorato per ore al pc, ho bisogno di andare in bagno. L’azienda per cui sto lavorando è molto moderna e dinamica ed i loro uffici riflettono questa realtà. Il bagno non fa eccezione, come il resto è moderno e curato, un ampio antibagno con i lavabi appoggiati su una mensola di marmo nero, poi un locale separato con quattro orinatoi due per lato, di fronte due porte con le toilette. Entro in una delle due e faccio la mia pisciata. Apro la porta e c’è qualcuno ad uno degli orinatoi, lo riconosco subito, è il giovane biondo di questa mattina. Sta pisciando e per farlo ha aperto completamente i jeans che sono scivolati sotto la curva delle natiche sode che quindi sono in bella vista coperte solo dallo slip grigio melange.

Sentendo il rumore si volta e per la seconda volta mi becca con gli occhi incollati alle sue chiappe. Sollevo lo sguardo e gli sorrido, ricambia e mi saluta, poi mentre sta ancora pisciando mi chiede se ho avuto altri problemi con il pc. Rispondo di no e lo ringrazio. Intanto si è rimesso il pisello nelle mutande e si è voltato mentre si rialzava i jeans, ma abbastanza lentamente da farmi godere della vista di un gran bel bozzo di tutto rispetto.

Ci laviamo le mani vicini. Poi mi domanda dove alloggio, gli dico il nome dell’hotel, dice che non è male e soprattutto è in centro città. Mi chiede come tornerò in hotel stasera. Gli rispondo che chiederò di chiamarmi un taxi.

Mentre usciamo dal bagno mi dice che per lui è di strada e che se mi fa piacere può accompagnarmi lui. Gli rispondo che è molto gentile, ma che non volevo approfittare. Al contrario! Sarebbe un piacere per lui ed intanto potrebbe fare un po’ di pratica con l’inglese. Accetto l’offerta, pensando che così avrei potuto godere della vista e del profumo di questo giovane corpo!

Raccogliamo le nostre cose e ci dirigiamo al parcheggio. L’auto è quella che ci si aspetta da un giovane 20enne: Polo blu vecchio modello, probabilmente di seconda mano. Dentro un misto tra un armadietto da palestra ed una dispensa…Cerca di mettere un po’ d’ordine e fare spazio alla mia valigia ed allo zaino del PC.

Partiamo. Mi racconta dei suoi studi, della famiglia, della vita a Varsavia. E mi fa un sacco di domande sul mio lavoro, su come sia viaggiare e cambiare spesso paese.

Arriviamo all’hotel, molto carino, un vecchio palazzo dell’800. Ci stiamo salutando. Poi gli chiedo se ha programmi per la cena. Risponde nessuno. Ottimo lo invito a cenare con me per sdebitarmi della sua gentilezza. Accetta subito. 

La cena è stata piacevole e divertente, ed anche un lungo corteggiamento. Ci siamo spesso fissati negli occhi. Le nostre mani sono sfiorate un paio di volte, così come le gambe sotto il tavolo. Sentire il calore del suo polpaccio accanto al mio mi ha davvero eccitato. A cena finita gli offro un ultimo bicchiere in camera mia. Tergiversa. Ma poi accetta.

Entriamo in camera. Ci togliamo io la giacca lui la felpa. La maglietta gli si solleva nel gesto e posso avere un anteprima dell’addome appena segnato da una leggera striscia di peli che scende dall’ombelico dentro i jeans.

Ci sediamo sul grande letto. Prendo due bottigliette di gin e una tonica dal minibar. Gli preparo il bicchiere e glielo offro. Sorride prendendolo. Brindiamo. E ci fissiamo negli occhi. Altro sorso.

Gli prendo il bicchiere dalle mani e lo appoggio insieme al mio sul comodino. Gli sfioro il viso. Passo la mano dietro il collo, è caldo sulla nuca. Lo attiro lentamene verso di me, mentre continuiamo a fissarci, siamo a un centimetro, sento li suo fiato caldo, l’aroma del gin-tonic, poi le labbra, prima sfiorate, poi calde e morbide e umide, poi socchiuse e la lingua caldissima. Ci scambiamo un bacio profondo stringendoci sempre di più. Stringo i muscoli della schiena sotto la maglietta.

Lo spingo sul letto e sempre baciandolo gli salgo sopra, i nostri corpi avvinghiati, sento la sua erezione crescere accanto alla mia.

Gli sfilo la maglietta e scendo a leccare le ascelle lisce degustando il sapore dolce ed acre del suo sudore. Mi sposto sui capezzoli, il mordicchiare dei miei denti lo fanno ansimare. Scendo sul suo corpo dando leggeri colpi di lingua e baciando i muscoli che si tendono ad ogni tocco. La mia mano stringe il suo culo sodo. Il suo cazzo è così duro che i jeans sembrano esplodere.

Inizio a sbottonarli, spingendo la mano dentro per sentire il caldo dei suoi coglioni, lui sospira. Non posso più aspettare, tiro fuori il suo cazzo, e inizio a succhiarlo, l'odore e il sapore che ben ricordo di un cazzo giovane e vigoroso, un inebriante miscuglio di sudore, piscio e presborra.

‘Wow! Stop. Non voglio venire troppo presto! Ho ancora quasi tutti i vestiti addosso. ’

Detto fatto tiro giù i jeans attillati insieme agli slip fino a sfilarli.  Torno su leccando le caviglie, i polpacci magri, l’interno delle cosce e la leggera peluria bionda, fissando il bellissimo cazzo che pulsa sul suo addome.

‘ Voglio succhiarti anch’io. ’ dice ’69’

Subito si è gettato su di me, aprendomi freneticamente i pantaloni e abbassandomi i boxer. Ho sentito la sua lingua, e la sua bocca avvolgere il mio cazzo e muoversi forsennatamente su e giù. I denti mi graffiano leggermente. ‘Ohi! Calma ragazzo. Abbiamo tempo. ’

‘Scusa. Sono ancora le prime volte per me. ’ Commenta sornione.

Intanto godevo della splendida vista. I suoi glutei che si separavano davanti a me. Le sue belle palle giovani che dondolano alettanti, il suo cazzo eretto e lucido di umori.

Glielo prendo in bocca di nuovo e ci avvinghiamo in un violento 69 rotolandoci uno sull’altro. Ancora mi allontana con la mano. ‘Voglio godere quando mi sverginerai! ’

‘ Vuoi dire che nessuno ti ha ancora inculato ?! ’

‘No. Nessuno. ’  ‘Ho solo giocato con verdura varia e candele. ’ dice arrossendo.

Avevo di fronte il suo buchetto. L’ho osservato, rosa e senza peli. E ho pensato sarò il primo a infilare il cazzo in questa meraviglia! Sollevai la testa ed attirai il suo culo sulla mia faccia, poi premetti la lingua sul buco del culo spingendo a fondo. Lui sospira e freme.

‘ Di più! ‘ ordina. E io eseguo. Il suo sapore è intense, spingo con forza la lingua in profondità, esco e lecco su e giù tra le chiappe fino ad arrivare alle palle. Le succhio facendole girare in bocca prima una poi l’altra, mentre gli lavoro il cazzo duro.

‘ Di più! Ancora! Leccami il culo! ’ dice e si rovescia sulla schiena aprendo le lunghe gambe per facilitare l’accesso. Mi lecco un dito e lo passo piano sul buchetto pulsante. Lo guardo, ha gli occhi socchiusi e le lunghe ciglia che fremono leggermente. Infilo il mio indice in quell’anello voglioso e comincio a spingere. Geme forte. Spingo ancora fino a quando il mio dito è completamente dentro di lui e ruoto dolcemente. Ansima in estasi mordendosi il labbro.

‘Non venire ancora. ‘ gli dissi.

Ho tirato fuori il dito e gliel’ho avvicinato alle labbra, subito le apre e mi succhia il dito. Mi fissa con gli occhi spalancati. Gli spingo di nuovo il dito in fondo al culo, e poi di nuovo in bocca, lecca e succhia con entusiasmo.

Mi sono inginocchiato seppellendo la faccia nel suo culo, la mia lingua infilata in profondità dentro di lui, spingendo il più possibile, per lubrificarlo il più possibile. Ho continuato per alcuni minuti, alternando la lingua con un dito, poi due. Lui ansimava e si contorceva, lamentandosi.

Poco dopo mi sono sdraiato sulla schiena, lui accovacciato sopra di me a strusciando il suo culo contro il mio cazzo. Non riuscivo a ricordare quando era stata l’ultima volta che lo avevo avuto così duro!

Si solleva e poi si abbassa lentamente. La mia cappella a premere sul suo buco bagnato. ‘Hai!’ Gli occhi serrati. Un attimo immobile, poi, con decisione si infila tutto il cazzo fini in fondo. ‘Oh,oh! O mój Bo¿e! ’ (Oh mio dio! ‘)

Ci fissiamo. Gli sorrido. Sta ancora ansimando, ma si china a baciarmi con violenza.

‘Wow! Ti sento! Lo sento tutto dentro. E’ bellissimo! ‘

Ha iniziato a andare ritmicamente su e giù sul mio cazzo, lentamente in un primo momento, ma aumentando gradualmente la velocità.

La sensazione di essere dentro di lui bareback era magnifica. Sentire il suo giovane corpo muscoloso che mi cavalcava un vero godimento.

Ho accarezzato le sue cosce lisce, raggiungendo il suo cazzo. Lui si stava masturbando, l’umido di qualche lacrima agli angoli degli occhi chiusi in una intensa espressione di piacere, il suo cazzo durissimo che curva verso l'alto. Dal buchino della cappella esce una goccia densa di sborra.

‘Sto per venire! ‘ Ansima.

‘Lo so ragazzo’ rispondo. Godendomi la vista del torace ampio, dei muscoli tesi dell’addome, la mano che stringe il cazzo con la cappella che appare e scompare freneticamente. E infine esplode. La sua calda sborra sparata sul mio torace, il primo schizzo mi colpisce il labbro inferiore. Subito la lecco, il sapore è fantastico! Lui sta ansimando li occhi ancora serrati la fronte leggermente sudata. Il suo culo che stringe ritmicamente il mio cazzo. E a questo punto sborro anch’io. Eiaculando dentro di lui fino all’ultimo schizzo.

E’ crollato sopra di me. Le sue labbra contro le mie, la lingua dentro la mia bocca, le mie braccia strette intorno alla sua schiena. Siamo rimasti lì fermi assaporando il momento e il contatto dei nostri corpi per alcuni minuti.

Si è sollevato e guardandomi con quel dolce sorriso mi ha detto ‘ Magari la prossima volta Sergio potrei fare io il maschio…’ ‘ Magari…’ ho risposto. Poi ci siamo baciati di nuovo.